09.06.2022 - 12:25
Aggiornamento: 10.06.2022 - 18:30

Il Ponte Vecchio e la (non) credibilità del Municipio

Bellinzona, l’antico manufatto fra Giubiasco e Camorino attende da anni di essere ripulito: ‘Promesse mai mantenute’

di Claudio Cattori, consigliere comunale Ppd
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Ti-Press
Claudio Cattori

Recentemente il collega consigliere comunale Fabio Briccola ha presentato un’interrogazione che ha come tema anche il risanamento del Ponte Vecchio fra Giubiasco e Camorino. Richiama la necessità di "ripulirlo dalla vegetazione che non permette di ammirarlo nella sua bellezza e di trovare una soluzione per eliminare le condotte in metallo che esteticamente lo abbruttiscono".

Non posso che condividere la richiesta di Briccola. Però si pone un problema politico che mortifica i rapporti fra Municipio e Consiglio comunale. Il 17 luglio 2018 avevo presentato un’analoga interrogazione al Municipio il quale rispondendomi il 3 ottobre 2018 affermava di condividere nei principi le mie osservazioni e le richieste; e aggiungeva di aver dato disposizione ai servizi preposti di predisporre i necessari provvedimenti. Cito testualmente: "In primo luogo saranno intrapresi, con il supporto dei servizi urbani, gli interventi di pulizia e di rimozione della vegetazione. Successivamente, con il coinvolgimento dell’Ufficio beni culturali, sarà valutato lo stato generale del manufatto, per stabilire la necessità e le possibilità di un primo intervento di sistemazione. Per quanto attiene alle condotte appese esternamente al manufatto, si prevede di contattare a breve gli enti proprietari per valutare possibili alternative".

Il 24 giugno 2019, constatata la completa inazione del Municipio, ho presentato un’altra interrogazione rilevando che le buone intenzioni erano rimaste tali e quali. Ho chiesto pure se sia stato interpellato l’Ufficio beni culturali, se vi sia stata una valutazione generale dello stato del manufatto e quali esiti hanno sortito i contatti avuti con gli enti proprietari con l’obiettivo di eliminare le condotte deturpanti.

Non voglio entrare nel merito della risposta. Sta di fatto che a distanza di quattro anni un altro collega deve intervenire mettendo in evidenza, direttamente e indirettamente, che il Municipio non può continuare, anche in questo caso, a proferire promesse per tacitare i consiglieri comunali che hanno a cuore anche il territorio cittadino. La domanda s’impone: il Municipio si rende conto che la sua credibilità è minata – non solo fra le istituzioni, ma anche nella popolazione – dal logorio causato dalle sue stesse promesse non mantenute?

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