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21.05.2022 - 09:29
di Marcello Ostinelli, ricercatore

A un docente liceale

È in corso la raccolta delle firme per l’iniziativa legislativa elaborata "Basta livelli", il cui obiettivo è l’abolizione dei corsi attitudinali e dei corsi di base in matematica e tedesco nel biennio di orientamento della scuola media. Che ne pensano le insegnanti e gli insegnanti? Ne approvano il contenuto?

È possibile che il loro gradimento differisca a dipendenza dell’ordine scolastico nel quale insegnano. Potrebbe darsi, ad esempio, che l’iniziativa ottenga maggior sostegno tra gli insegnanti di scuola media e che invece tra quelli delle scuole medie superiori (cioè dei licei e della scuola cantonale di commercio) possa affiorare qualche perplessità o addirittura si manifesti contrarietà alla proposta.

Non è difficile immaginare i timori di un docente liceale. Egli potrebbe credere che l’attuazione dell’iniziativa comporti come effetto collaterale un abbassamento dell’apprendimento in matematica e in tedesco e di conseguenze maggiori difficoltà per quegli allievi che sceglieranno di frequentare una scuola di maturità. Il timore è comprensibile, ma è giustificato?

Proverò qui a esporre qualche argomento nell’intento di confutare la perplessità o l’avversità del docente liceale per la riforma proposta con l’iniziativa.

Va detto anzitutto che lo stato di cose attuale non soddisfa nessuno. Corsi attitudinali e corsi di base sono istituiti in matematica e in tedesco. Già la scelta delle materie è discutibile. Lo è sicuramente quella del tedesco; pure il legislatore sembra esserne consapevole, tanto che l’art. 75 del Regolamento della scuola media ammette una deroga per l’ammissione alla scuola media superiore in mancanza della frequenza del corrispondente corso attitudinale.

Chi pensasse che almeno la matematica giustifichi l’istituzione dei livelli dovrà però ricredersi considerando i risultati ottenuti dagli allievi di quarta media. Lo si evince dall’ultimo rapporto sugli indicatori del sistema educativo ticinese pubblicato dalla Supsi nel 2019: a parità di punteggio di competenza in matematica, gli allievi di origine sociale alta si ritrovano maggiormente nel corso attitudinale; quelli di origine sociale bassa invece nel corso di base. La scelta del corso (di base o attitudinale) non è dunque predittiva dei risultati che l’allievo otterrà in matematica; però la scelta del corso di base di matematica preclude l’accesso alle scuole medie superiori, come statuisce il già citato articolo del Regolamento della scuola media. Nella scelta dei corsi incidono dunque fattori che nulla hanno a che vedere con le competenze degli allievi, come il capitale economico, quello sociale e quello culturale dei genitori. La conclusione da trarre è evidente: i livelli sono selettivi. Lo sono però anche sulla base di fattori arbitrari: non è una selezione che distingue gli allievi più competenti da quelli che lo sono meno; è invece una selezione che discrimina anche in base alla loro origine socio-economica. Manifestamente si tratta di un’ingiustizia.

A questo punto il docente liceale potrebbe comunque credere che l’attuazione dell’iniziativa (cioè la sostituzione dei livelli con gruppi eterogenei) non garantisca agli allievi che oggi frequentano il corso di base di matematica di ottenere risultati migliori; mentre potrebbe peggiorare il profitto scolastico degli allievi iscritti ora al corso attitudinale.

Il timore però non è fondato. Qui sono gli studi sulla metodologia dell’insegnamento che ci soccorrono. Le numerose ricerche sull’apprendimento cooperativo – a cominciare dalle indagini seminali di John Dewey, il filosofo democratico per antonomasia e il padre della moderna filosofia dell’educazione – mostrano infatti che, anche in presenza di gruppi eterogenei, i risultati scolastici sono migliori; e lo sono per tutti gli allievi, quali che fossero le loro competenze in entrata. Con l’applicazione di questa metodologia, oltre all’apprendimento di tutti gli allievi, migliora pure l’impegno profuso da ognuno di loro nell’esecuzione del compito assegnato. Con ciò matura la loro attitudine allo studio e si sviluppano le loro competenze sociali. Sono considerazioni che il nostro docente liceale non dovrebbe sottovalutare: è risaputo infatti che il successo scolastico di uno studente della scuola media superiore dipende in buona misura anche dal suo modo di agire in classe e di studiare a casa: dalla costanza dell’impegno e dalla capacità di cooperare e di collaborare con i compagni.

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