04.08.2021 - 09:29
Aggiornamento: 15:46

Acque della Maggia, un’occasione storica

di Paolo Caroni, deputato Ppd in Gran Consiglio, corelatore del rapporto
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Un’occasione storica, un momento storico per il Canton Ticino. Così può essere definito il voto del Gran Consiglio del 21.6.21, che all’unanimità ha deciso di non rinnovare alle Officine Idroelettriche della Maggia Sa (Ofima) la concessione per lo sfruttamento delle forze idriche della Maggia e dei suoi affluenti.

La suddetta concessione era stata rilasciata dal Gran Consiglio ticinese in data 10 marzo 1949 per una durata di 80 anni, a decorrere dal 1.1.1956 per una prima parte, rispettivamente a partire dal 1.1.1969 per una seconda parte. L’attuale quadro legislativo sancisce il principio secondo cui lo Stato utilizza in proprio le acque tramite l’Azienda elettrica ticinese (Aet) come pure il diritto di riversione contro il pagamento di un’equa indennità per le parti asciutte (ossia le installazioni che servono alla produzione e al trasporto dell’energia elettrica). Ofima nei termini (15 anni prima della scadenza) ha presentato la richiesta di principio di rinnovo della concessione.

Facendo un breve excursus nel passato giova ricordare che il Cantone Ticino all’epoca aveva perso l’occasione di ottenere il giusto compenso dalle cosiddette “Partnerwerke” che per decenni hanno potuto sfruttare le nostre acque ticinesi creando utili e ricadute fiscali soprattutto oltre Gottardo lasciando in verità soltanto le briciole al nostro Cantone.

C’è chi sostiene che in passato il Cantone abbia svenduto ai partner d’oltralpe una delle sue poche risorse economiche, a causa di una politica rinunciataria e poco avveduta.

All’epoca la questione era stata sollevata dal consigliere nazionale ticinese Arrigo Caroni in un intervento durante la seduta del Consiglio nazionale del 3 ottobre 1967, il quale denunciò questa situazione di sfruttamento dell’acqua come materia prima da parte dei Cantoni e partner d’oltralpe “(…) Questo utile è generato nel Canton Ticino, ma non compare nel bilancio delle Partnerwerke. Le tasse vengono quindi pagate nei cantoni in cui i partner hanno il loro domicilio fiscale, oppure non vengono pagate perché i partner continuano a vendere l’elettricità a basso costo. Ci sono quindi circa 10 milioni di franchi di tasse che vengono sottratti al cantone (…)”.

Il mercato dell’energia è e sarà sempre più un settore strategico in futuro. La politica svizzera di dismissione della produzione nucleare e un indirizzo verso le fonti rinnovabili avrà come conseguenza l’aumento della produzione elettrica da fonti rinnovabili, tra cui l’idroelettrico. Indipendentemente dall’opinione di ognuno di noi sulla strategia svizzera di abbandono del nucleare (cosa che personalmente non condivido) è ovvio che l’idroelettrico avrà un ruolo sempre maggiore nell’approvvigionamento elettrico del Paese. I cantoni come il Ticino hanno la “materia prima” grazie alla morfologia, ma dovranno cogliere l’occasione di sfruttare il più possibile questa opportunità.

La decisione del Gran Consiglio di non concedere il rinnovo della concessione per l’utilizzo delle acque della Maggia e dei suoi affluenti presentata da Ofima è da salutare positivamente in un’ottica di ritorno di utilizzo in proprio da parte del Cantone delle acque per la produzione di energia elettrica (per troppo tempo sfruttate da enti o società di oltre Gottardo). Tale strategia non potrà che portare benefici sia dal profilo dell'approvvigionamento elettrico cantonale sia dal profilo delle ricadute finanziarie per il nostro Cantone.

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