Estero

Media, colloqui tra siriani e israeliani con mediazione Usa

5 gennaio 2026
|

Responsabili siriani e israeliani si incontrano oggi a Parigi per rilanciare i negoziati su un nuovo accordo di sicurezza, nel tentativo di stabilizzare il confine tra i due Paesi. Lo riferisce il sito Axios, citando un funzionario israeliano e una fonte informata sul dossier.

I colloqui si tengono mentre si intensificano le attività militari israeliane nel sud della Siria, in un contesto di crescente tensione e timori di un ampliamento delle operazioni sul terreno. Secondo il sito, l'iniziativa riflette la pressione esercitata dall'amministrazione del presidente Donald Trump su Israele e Siria per raggiungere un'intesa che riduca le tensioni lungo la frontiera e possa rappresentare un primo passo verso una futura normalizzazione diplomatica.

La mediazione è affidata all'inviato speciale Usa per la Siria, Tom Barrack, che guiderà un nuovo ciclo di colloqui della durata di due giorni. Alla riunione partecipa il ministro degli Esteri siriano Assaad al-Shaibani, di fronte a una nuova delegazione israeliana.

Si tratta del quinto round di negoziati e del primo dopo quasi due mesi di stallo, dovuto alle divergenze su dossier sensibili, in particolare il Golan, e alla recente uscita di scena del capo negoziatore israeliano Ron Dermer. L'obiettivo dichiarato è un patto di sicurezza che preveda la smilitarizzazione del sud della Siria e il ritiro israeliano dalle aree occupate dopo la dissoluzione del regime degli Assad. Axios riferisce che la ripresa dei colloqui è legata a una richiesta diretta avanzata da Trump al premier israeliano Benjamin Netanyahu durante il loro incontro di lunedì scorso a Mar-a-Lago.

Intanto, le forze della coalizione internazionale a guida Usa hanno intensificato dall'inizio del 2026 le attività militari nel nord-est della Siria controllato dall'amministrazione autonoma curdo-siriana, mentre prosegue la pressione occidentale contro lo Stato islamico. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani.

Il quadro si inserisce dopo il raid congiunto condotto da Francia e Regno Unito contro un deposito di armi dell'Isis sulle montagne a nord di Palmira, area già colpita lo scorso dicembre da un attacco jihadista costato la vita a due militari statunitensi e a un interprete civile. Secondo l'Osservatorio, nel nord-est la coalizione e le forze curdo-siriane hanno avviato esercitazioni congiunte, operazioni di sicurezza e rafforzamenti terrestri e aerei per aumentare la prontezza operativa contro le cellule dell'Isis.

Il 2 gennaio, nella base di Shaddade, a sud di Hasake, si sono svolti addestramenti sul sistema di difesa C-Ram contro razzi e minacce aeree a corto raggio. Il 5 gennaio, nella base di Qasrak, sempre nella regione di Hasake, si sono tenute manovre su larga scala con simulazioni di combattimento terrestri e aeree. Sul piano operativo, il 3 gennaio unità delle forze curdo-siriane, con il sostegno diretto della coalizione, hanno condotto un'operazione di sicurezza a Dhiban, nella regione orientale di Deir az Zor, arrestando diversi sospetti affiliati all'Isis. Il giorno successivo, un'operazione analoga a Raqqa ha portato all'arresto di quattro presunti membri di una cellula jihadista. Parallelamente, il 3 gennaio un convoglio della coalizione con circa 20 camion carichi di mezzi blindati e materiale militare è arrivato alla base di Qasrak dal confine con l'Iraq.