Australia
23.09.2022 - 10:13
Aggiornamento: 14:53

Balene spiaggiate, trentadue quelle salvate

Ancora in corso la massiccia operazione ‘rescue and release’. Impegnati oltre 50 operatori esperti con l’aiuto di volontari

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Lotta contro il tempo

I soccorritori sono riusciti a salvare finora 32 delle 35 balene pilota (globicefali) ancora vive, del gruppo di circa 230 trovate arenate mercoledì su una spiaggia della costa occidentale della Tasmania, lo Stato insulare dell’Australia a Sud del continente.

Una massiccia operazione ‘rescue and release’ (soccorso e rilascio), che ha impegnato oltre 50 operatori esperti con l’aiuto di volontari, è stata condotta ieri con un sollevatore meccanico – ha riferito Kris Carlyon del Marine Conservation Program al Sydney Morning Herald. L’operazione ha comportato lo spostamento delle balene, del peso che raggiunge le due tonnellate e mezzo, su speciali tappeti rinforzati, per poi sollevarle su carrelli imbottiti con l’aiuto di un sollevatore telescopico, e guidate in acque meno esposte.

Da lì le balene sono state imbragate tra due motoscafi e rilasciate in acque più profonde, per evitare il rischio di un nuovo spiaggiamento. Oggi intanto continuano gli sforzi per salvare le tre balene vive rimaste sulla spiaggia. Le cause degli spiaggiamenti di massa non sono ancora del tutto note. Gli scienziati hanno suggerito che potrebbero essere causati da branchi che perdono la rotta dopo essersi nutriti troppo vicino alla costa. Si ritiene in particolare che la topografia di quell’area, come la leggera pendenza, la spiaggia bassa e le acque mosse ne facciano una ‘trappola naturale’ per le balene, che perdono la capacità di ecolocazione, spiega Kris Carlyon.

"Sono animali altamente sociali e se un animale o un gruppo di loro entra in difficoltà, tutti gli altri lo possono seguire fino a riva e finire spiaggiati". Le balene morte verranno trainate fuori nell’oceano profondo nei prossimi giorni, ha precisato.

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