Italia
12.05.2022 - 18:30
Aggiornamento: 19:10

Otto rifiuti ogni passo sulle spiagge italiane

La plastica soffoca i litorali. E l’inquinamento fa lo stesso con le città: la Penisola infrange ancora i limiti europei

Ats, a cura de laRegione
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Keystone
E non è un bel vedere

A ogni passo, sui litorali italiani si incontrano 8 rifiuti; fino a 834 su cento metri quelli contati dall’associazione Legambiente. Per la maggior parte di plastica. La soglia europea per considerare una spiaggia in buono stato ambientale prevede meno di 20 rifiuti abbandonati ogni 100 metri lineari. Mozziconi di sigarette e pezzi di polistirolo sono fra i più diffusi, insieme a stoviglie usa e getta. L’indagine ‘Beach litter 2022’ della Ong ambientalista ha trovato un totale di 44’882 rifiuti, in un’area di 271’500 metri quadrati, su 53 spiagge di 14 regioni.

All’inquinamento del terreno si aggiunge quello dell’aria che, ricorda l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis), soltanto nel 2019 ha causato la morte prematura di circa 60mila persone, 165 in media ogni giorno, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente. E proprio oggi la Corte di Giustizia Ue ha accolto il ricorso della Commissione europea e dichiarato l’inadempimento (infrazione) dell’Italia sia per il mancato rispetto, "sistematico e continuativo", del valore limite annuale fissato per il biossido d’azoto (NO2) nell’aria in varie zone (Torino, Brescia, Milano, Bergamo, Genova, Roma e Firenze) sia per la mancata adozione, a partire dall’11 giugno 2011, di misure per garantire il rispetto dei valori limite di NO2.

Tornando alle spiagge, la plastica è, ancora una volta, il materiale più comune ritrovato (l’84% degli oggetti rinvenuti), seguita da oggetti di metallo (4,5%), di carta/cartone (4,3%) e di vetro/ceramiche (3,5%). Quasi la metà (il 46%) di tutti i rifiuti monitorati nell’indagine sono prodotti usa e getta, alcuni dei quali al centro della direttiva europea che vieta e limita gli oggetti in plastica monouso. Pezzi indistinti di varie grandezze, tappi, coperchi e bottiglie di plastica, cannucce e agitatori per cocktail trovati assieme a reti o sacchi per mitili o ostriche e cotton fioc. «L’usa e getta in plastica resta tra le principali cause di inquinamento in mare e minaccia per l’ecosistema marino» commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.

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