LIVE CONCLUSO - 09.05.2022 00:31
Estero

La parata dello zar: ‘Vinceremo come nel 1945’

La retorica di Putin potrebbe preludere all’annuncio di una dichiarazione di guerra totale all’Ucraina

"I nostri militari, proprio come i loro antenati, stanno combattendo insieme per liberare la loro terra natale dalla feccia nazista. E come nel 1945, vinceremo". Con questo messaggio, inviato ai leader delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, Vladimir Putin si prepara a celebrare con il popolo russo il Giorno della vittoria contro il nazismo, domani sulla Piazza Rossa. E cresce l’attesa sul messaggio che lo zar vorrà dare al mondo, durante la parata dei gioielli del suo arsenale militare per le strade di Mosca. Nel centro della capitale tutto è pronto per commemorare i 77 anni dalla sconfitta della Germania di Hitler per mano dell’Armata Rossa. Uno spettacolo in scena dalle 9 del mattino sulla televisione di Stato, uno degli appuntamenti più seguiti dell’anno dai russi, quest’anno ovviamente ancora di più.

In parata sfileranno migliaia soldati e circa 130 mezzi, anche i più moderni, come un caccia di quinta generazione, bombardieri a lungo raggio e il più grande elicottero da trasporto al mondo, l’Mi-2. Per la prima volta otto jet sorvoleranno la Piazza Rossa schierati a "Z", in onore dei militari impegnati in Ucraina. E dopo 12 anni riapparirà l’enorme Il-80, noto come il "Cremlino Volante", destinato a ospitare il comando russo in caso di guerra nucleare.

Accanto a questa coreografia di potenza il pezzo forte, naturalmente, sarà il discorso alla nazione - e all’Occidente - del comandante in capo. Alla vigilia della cerimonia, Putin ha espresso gli stessi concetti con cui ha giustificato l’avvio della cosiddetta "operazione militare speciale" in Ucraina, il 24 febbraio: ossia "liberare" il Paese "dalla morsa del fascismo", che costituisce una "minaccia per la Russia e la minoranza di lingua russa nell’est". E rivolgendosi proprio ai separatisti del Donbass, il presidente russo ha aggiunto che "purtroppo oggi il nazismo sta alzando la testa ancora una volta ed è nostro dovere prevenirne la rinascita".

Questa retorica potrebbe preludere all’annuncio di un’ulteriore escalation da parte di Putin. Una delle ipotesi su cui ragionano analisti e governi, inclusa Kiev, è che lo zar sia pronto a una dichiarazione di guerra totale all’Ucraina, con un maggior coinvolgimento di uomini, mezzi e sostegno da parte degli alleati. Uno scenario plausibile, nella misura in cui nemmeno l’obiettivo minimo della campagna militare, la completa conquista del Donbass, è stato ancora raggiunto. Nel peggiore dei casi, Putin potrebbe persino tornare ad evocare lo spettro della guerra nucleare, come sfida alla Nato.

C’è invece chi ritiene che il leader del Cremlino dovrà fare i conti con le importanti perdite subite finora in Ucraina, almeno 20’000 soldati uccisi (5000 in più rispetto alle perdite in Afghanistan in 10 anni), e con il dramma delle loro famiglie. Così potrebbe limitarsi a celebrare una piccola vittoria, rivendicando i territori strappati a Kiev. A partire da Mariupol, culla del battaglione Azov, che per Putin è sinonimo di nazisti. In questo modo lo zar darebbe comunque al Giorno della Vittoria un’enfasi patriottica, proiettando (almeno per i russi) un senso di invincibilità e fiducia nella potenza di Mosca. E lanciare così un altro avvertimento agli Usa e ai loro alleati a non mettersi sulla sua strada.

Ansa / Ats, a cura de laRegione
21:41

Il G7 contro Putin. Zelensky: ‘Via le truppe russe da tutta l'Ucraina’

"Le azioni di Putin coprono di vergogna la Russia e gli storici sacrifici del suo popolo": i leader del G7 attaccano lo zar rinfacciandogli l'invasione dell'Ucraina nel Giorno della vittoria contro il nazismo, in una battaglia che unì gli alleati e l'Urss ma che ora, 77 anni dopo, vede Mosca dall'altra parte della barricata. La Russia "ha violato l'ordine internazionale basato sulle regole, in particolare la Carta delle nazioni Unite, concepita dopo la seconda guerra mondiale per risparmiare alle successive generazioni la piaga della guerra", denunciano i Grandi della terra. Che, alla vigilia dell'atteso intervento del leader russo per la parata sulla Piazza Rossa, ribadiscono il loro impegno affinché "Putin non vinca" questo conflitto contro l'Ucraina e la loro volontà a sostenerla per difendere i suoi "confini internazionalmente riconosciuti". "Lo dobbiamo alla memoria di quelli che hanno combattuto per la libertà nella Seconda guerra mondiale", dichiarano, annunciando nuove sanzioni.

Alla video conferenza ha partecipato anche il presidente ucraino Volodymr Zelensky, che "ha sottolineato la ferma determinazione dell'Ucraina a proteggere la propria sovranità e integrità territoriale", affermando che "l'obiettivo finale dell'Ucraina è garantire il pieno ritiro delle forze russe dall'intero territorio dell'Ucraina e garantire la sua capacità di proteggersi in futuro".

Tra le cinque misure annunciate dal G7 c'è anche la progressiva emancipazione dall'energia russa, a partire dal bando dell'import del petrolio russo in modo "in modo tempestivo e ordinato", garantendo al mondo il tempo per garantirsi forniture alternative. Ma l'Ue fatica a trovare un accordo (politico e tecnico) proprio su questo capitolo: è infatti slittato ancora il via libera dei rappresentanti permanenti dei 27 dell'Ue al sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca, che comprende l'embargo graduale al petrolio russo.

21:33
Keystone
20:26

Il G7: Mosca mette a rischio la sicurezza alimentare globale

"La guerra del presidente Putin contro l'Ucraina sta mettendo la sicurezza alimentare globale sotto forte stress. Insieme alle Nazioni Unite, chiediamo alla Russia di porre fine al suo blocco e a tutte le altre attività che impediscono la produzione e l'esportazione di cibo dell'Ucraina, in linea con i suoi impegni internazionali. Se non lo farà, questo sarà visto come un attacco alle forniture alimentari globali". Così si legge nella dichiarazione dei leader del G7. "Rafforzeremo i nostri sforzi per aiutare l'Ucraina a mantenere la produzione in vista della prossima stagione del raccolto e dell'esportazione, anche per vie alternative", spiega la nota del G7. "La guerra del presidente Putin sta provocando disagi all'economia globale, con un impatto sulla sicurezza delle forniture energetiche globali, dei fertilizzanti e delle scorte di cibo, e sul funzionamento della catena delle forniture globali in generale. I Paesi più vulnerabili sono colpiti nel modo più grave. Insieme ai nostri partner a livello globale - aggiunge la nota - stiamo accrescendo i nostri sforzi per contrastare queste circostanze avverse e gli impatti dannosi di questa guerra".

17:42
Premier canadese Trudeau a Irpin, alle porte di Kiev
Il premier canadese Justin Trudeau è andato a Irpin, alle porte di Kiev. “È venuto a Irpin per vedere tutti gli orrori che gli invasori russi hanno commesso nella nostra città. E, naturalmente, ne è rimasto scioccato”, ha riferito il sindaco di Irpin, Olexandr Markushin, citato dai media ucraini.
17:18

Jill Biden incontra a sorpresa la moglie di Zelensky in Ucraina

Le due first lady si sono incontrate nel giorno della festa della mamma in una scuola di Uzhhorod, a pochi chilometri dal confine con la Slovacchia. 

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17:13
L’incontro fra le due first lady Usa e ucraina.
16:38

Patriarca Kirill, la Russia non vuole occupare le terre di nessuno

"La Russia non vuol fare male a nessuno, non vuole invadere e occupare le terre di nessuno, non vuole togliere risorse a nessuno, come invece fanno i Paesi più ricchi e potenti del mondo, occupando economicamente i Paesi deboli e senza aiuto. Noi non abbiamo bisogno di questo, siamo autosufficienti". Lo ha detto il patriarca Kirill, massima autorità della Chiesa ortodossa di Mosca, nella predica della messa alla vigilia della Giornata della Vittoria, in cui la Russia celebra il successo sui nazisti nella Seconda guerra mondiale, tenuta nella chiesa delle forze armate a Kubinka, nella regione della capitale russa. "Dobbiamo consolidare tutte le nostre forze, sia spirituali che materiali, in modo che nessuno invada le nostre sacre frontiere. E le mie parole non sono quello che i nostri oppositori vorrebbero descrivere come un altro discorso militarista del patriarca, perché questo non ha senso", ha affermato il patriarca, citato da Interfax.

15:30

‘I beni dei russi vicini a Putin per ricostruire l’Ucraina’

Il Partito socialista in una mozione chiede che i beni di persone e imprese russe sanzionate vengano requisiti e affidati alle autorità di Kiev

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15:30

Slitta ancora l’accordo sull’embargo Ue al petrolio russo

Secondo fonti europee, si son fatti progressi ma restano il nodo di come garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e alcune questioni tecniche

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15:13

Filorussi di Donetsk, il vicepremier di Mosca a Mariupol

Il vicepremier russo Marat Khusnullin si è recato a Mariupol e nella città di Volnovacha, 60 km a nord del centro portuale sul mar d'Azov, "per valutare le opere di ricostruzione" dopo il conflitto. Lo ha annunciato il leader filorusso di Donetsk, Denis Pushilin, citato dalla Tass.

14:32

Battaglione Azov, "passato superato, siamo un vero esercito. La resa è inaccettabile"

"Nel 2014 noi eravamo volontari e c'era una grande varietà di persone. Ci siamo lasciati il passato alle spalle e adesso siamo diventato il nuovo moderno esercito ucraino". Lo ha detto il vicecomandante del battaglione Azov, Svyatoslav Kalina Palamar, in una conferenza stampa online dall'acciaieria assediata.

"Abbiamo acquisito esperienze e questo si manifesta nella difesa di Mariupol", ha aggiunto. "All'inizio eravamo poche persone, ma abbiamo ricevuto sostegno da polizia, da pattuglie al confine, da forze armate", ha spiegato ancora. Quindi ha affermato: "Non posso rispondere su quanti combattenti abbiamo a disposizione, è un'informazione troppo sensibile".


"La resa per noi è inaccettabile", anche perché "non avremmo grandi possibilità di sopravvivere se venissimo catturati" ha proseguito  Kalina Palamar, "I nemici vogliono distruggere gli ucraini, per noi è chiarissimo", aggiunge.

"Ora i nostri politici stanno provando a negoziare con quegli animali. Ma non ricordano cosa hanno fatto? Non possiamo parlare con questa gente. Il nostro obiettivo è eliminare la minaccia", ha proseguito l'ufficiale. "Qui stiamo difendendo il mondo libero. Non stiamo difendendo solo l'Ucraina, ma anche il mondo libero".


 
 

13:01

 Mosca, distrutta corvetta ucraina vicino a Odessa

L'aviazione russa ha distrutto la notte scorsa una corvetta ucraina classe Project 1241 vicino a Odessa e ha "eliminato" 420 combattenti nazionalisti ucraini: lo ha annunciato oggi il ministero della Difesa, secondo quando riporta la Tass.

Inoltre, la difesa aerea russa ha abbattuto due caccia Su-24 e un elicottero Mi-24 ucraini vicino all'Isola dei Serpenti e ha distrutto il posto di comando della brigata meccanizzata vicino a Pyatikhatka e il posto di comunicazione sulla pista di atterraggio di Chervonoglinskoye.

Nel complesso sono stati colpiti 130 obiettivi militari ucraini, tra cui due batterie di artiglieria, due depositi di munizioni, 55 veicoli militari e due sistemi di difesa aerea S-300.

Dall'inizio dell'invasione le forze russe hanno distrutto 156 aerei ucraini, 116 elicotteri, 765 droni, 2927 carri armati e altri veicoli corazzati, 297 sistemi di difesa aerea missilistica, 335 sistemi di lanciamissili multipli, 1393 cannoni di artiglieria da campo e mortai e 2746 veicoli speciali, ha detto il portavoce del ministero Igor Konashenkov.

12:49

Bombe senza sosta su Mykolaiv, morta insegnante

Un'anziana insegnante è stata uccisa e altri 27 civili sono rimasti feriti anche gravemente negli attacchi missilistici russi su zone residenziali nella regione di Mykolaiv delle ultime 24 ore. Lo scrive su Telegram il capo del consiglio regionale Hanna Zamazieieva, citato da Ukrinform. Secondo Zamazieieva l'esercito di Mosca ha bombardato senza sosta nella notte la regione di Mykolaiv. "In particolare, i missili hanno colpito Mykolaiv, Voznesensk, Ochakiv. Zone residenziali. Purtroppo, alcuni civili sono stati gravemente feriti e una persona è stata uccisa. La persona riportata uccisa era una donna anziana, che aveva lavorato come insegnante di lingua e letteratura russa in una scuola locale", dice Zamazieieva.

11:59

Putin: è dovere comune prevenire la restaurazione del nazismo

È un dovere comune prevenire la restaurazione del nazismo: lo ha detto oggi il presidente russo Vladimir Putin in "telegrammi di congratulazioni" inviati ai leader delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk nel 77esimo anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Lo riporta la Tass, che cita il Cremlino.

"I nostri militari, proprio come i loro antenati, stanno combattendo insieme per liberare il loro suolo dalla feccia nazista" scrive il Cremlino sul suo sito, sottolineando che il leader russo ha inoltre "espresso la certezza che la vittoria sarà nostra, proprio come nel 1945". Lo riporta la Tass.

11:23
Un lungo video in bianco e nero, a sottolineare come passato e presente si stiano drammaticamente fondendo. Tanto che le immagini della seconda guerra mondiale sono perfettamente sovrapponibili a quelle dell‘Ucraina di oggi, con i palazzi distrutti dalle bombe di Putin. Per il suo discorso alla nazione nel giorno della Memoria, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso di farsi riprendere proprio davanti ad alcuni di quei palazzi sventrati dalla guerra. E la sua immagine vestito di nero, con una maglietta con la scritta ‘I’M UKRAINIAN’, fermo in piedi con la distruzione alle spalle, sta già facendo il giro del mondo. Il video ha una regia accuratissima, la camera è sempre in movimento di fronte a un Zelensky immobile che, con la capacità dell’attore, racconta come quel ’Mai più’ che caratterizzava la giornata dedicata all’8 maggio del ’45 che segna la fine della seconda guerra mondiale, purtroppo ha perso di significato. Le riprese si alternano alle immagini dell’Ucraina attaccata dai russi che all’improvviso si sovrappongono a quelle dei primi anni 40. Sono i modelli degli aerei oppure gli abiti delle persone che fuggono a far capire il salto temporale: la devastazione delle bombe è la stessa. E la Russia, dice Zelensky, nel video di oltre 15 minuti, sta imitando il regime nazista: “Decenni dopo la seconda guerra mondiale, il buio è tornato in Ucraina. Ed è diventata di nuovo in bianco e nero”.
11:21

Kadyrov annuncia la presa di Popasna, Kiev smentisce


Il capo della Cecenia - Ramzan Kadyrov, fedelissimo di Vladimir Putin - ha annunciato oggi che la maggior parte della città ucraina di Popasna è in mano ai suoi soldati, ma funzionari ucraini affermano che la battaglia per difendere la città nell'est del Paese continua. Lo riporta il Guardian. "I combattenti delle forze speciali cecene hanno preso il controllo della maggior parte di Popasna", ha scritto oggi Kadyrov su Telegram. "Le strade principali e i quartieri centrali del paese sono stati completamente sgomberati", ha aggiunto. Per il momento Kiev non ha rilasciato commenti, ma ieri sera Oleksiy Arestovych, un consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, aveva detto che in città proseguivano i pesanti combattimenti. "Una battaglia per Popasna è in corso", aveva sottolineato Arestovych in un video pubblicato sui social media. "I propagandisti russi hanno riferito con gioia di averla già presa, ma non è proprio così. Questa è la 117esima volta questa settimana che affermano di avere "catturato Popasna". (

10:53

Zelensky nel Giorno della Memoria, "la Russia come i nazisti"

La Russa sta imitando il regime nazista in modo fanatico, riproducendone i dettagli in modo maniacale: lo ha detto oggi il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video pubblicato su Telegram in occasione della Giornata della Memoria e della Riconciliazione.

"Durante i due anni di occupazione, i nazisti vi uccisero 10'000 civili. In due mesi di occupazione, la Russia ha ucciso 20'000 persone" in Ucraina, dice Zelensky nel video in bianco e nero. "In Ucraina è stata organizzata una sanguinosa ricostruzione del nazismo. Una ripetizione fanatica di questo regime: delle sue idee, azioni, parole e simboli. Una riproduzione dettagliata, maniacale, delle sue atrocità e un 'alibi' che presumibilmente dà uno scopo sacro malvagio. Una ripetizione dei suoi crimini e persino tentativi di superare il 'maestro' e toglierlo dal piedistallo del più grande male della storia umana. Questo segna un nuovo record mondiale di xenofobia, odio, razzismo e numero di vittime che possono causare", ha prosegue Zelensky.

10:23

Due ragazzi di 11 e 14 anni uccisi dalle bombe in Lugansk 

 Due ragazzi di 11 e 14 anni sono stati uccisi e due ragazze di 8 e 12 anni sono state ferite ieri in un bombardamento russo sulla città di Pryvillia, del distretto di Sievierodonetsk della regione di Lugansk. Lo riferisce l'ufficio del procuratore generale di Kiev su Telegram citato da Ukrinform.

10:22

Colpito villaggio a est, 11 persone tra le macerie

Undici persone sono intrappolate in queste ore tra le macerie di un edificio bombardato la notte scorsa dalle forze russe nel villaggio di Shypylivka, nella regione orientale ucraina di Lugansk: lo ha reso noto il capo dell'amministrazione militare regionale, Sergii Gaidai, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. Finora non si hanno notizie di vittime.

10:05

I russi conquistato la periferia di Shandrygolov, nella regione di Donetsk

L'esercito russo, che sta avanzando in direzione di Lyman, ha conquistato la periferia settentrionale di Shandrygolov, nella regione di Donetsk. Lo rende noto lo Stato Maggiore di Kiev nel report della mattina citato dai media ucraini.

Nella direzione di Mariupol - indica il rapporto - le unità di Mosca continuano a bloccare i combattenti ucraini vicino allo stabilimento di Azovstal, e proseguono l'assalto con il supporto dell'artiglieria e del fuoco dei carri armati. Nel quadrante di Slobozhansky, nel Nord- Est, i russi stanno cercando di bloccare l'avanzata delle truppe ucraine verso il confine a nord e nord-est di Kharkiv.

09:40
Circa 60 civili risultano dispersi dopo l’attacco aereo di ieri pomeriggio dell’esercito russo su una scuola con un rifugio nel villaggio di Bilohirivka, nella regione di Lugansk. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale, Sergii Gaidai, su Telegram ripreso da Ukrinform. “Tutte le 60 persone rimaste sotto le macerie degli edifici sono molto probabilmente morte”, scrive Gaidai. Ieri i servizi di emergenza ucraini avevano parlato di almeno due vittime. Nel sotterraneo si nascondevano 90 persone, nella serata almeno una trentina era stata tratta in salvo
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