LIVE CONCLUSO - 08.05.2022 00:32
Speciale Ucraina

Armi e intelligence, come Washington aiuta Kiev

Ma Biden rimprovera Difesa e 007 per la fuga di notizie sui target. Segui il Live de LaRegione

Ammonta a 150 milioni di dollari l’ulteriore pacchetto di aiuti militari a Kiev annunciato dal presidente statunitense, Joe Biden. Lo ha reso noto lui stesso su Twitter. Si tratta di munizioni d’artiglieria, radar e altro equipaggiamento. Biden ha anche sollecitato il Congresso e gli alleati a continuare a garantire il flusso di armi a Kiev. Con l’annuncio dell’ultimo pacchetto, spiega, "la mia amministrazione ha quasi esaurito i fondi che possono essere usati per inviare" aiuti militari all’Ucraina". Intanto il Wall Stret Journal rivela che alcune aziende tech cinesi si ritirano dal mercato russo senza fare annunci per le pressioni delle sanzioni e dei fornitori Usa.

L’Ucraina sarebbe disposta ad accettare un accordo di pace di compromesso con la Russia se le forze di Mosca si ritirassero "sulle posizioni del 23 febbraio". Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, lasciando intendere che Kiev non pretenderebbe la restituzione della Crimea, "ma Putin vuole ancora la guerra". La Russia resterà "per sempre" nel sud dell’Ucraina, ha affermato un esponente del Parlamento di Mosca, durante una visita a Kherson. Slitta ancora l’accordo sulle sanzioni, rimangono ‘resistenze’ sul petrolio.

Ansa / Ats, a cura de laRegione
17:53
Armi e intelligence, ecco come Washington aiuta Kiev

Tonnellate di armi, informazioni di intelligence, addestramento e apparecchi per comunicazioni sicure del presidente Volodymyr Zelensy: è sempre più forte e palese l’aiuto di Joe Biden a Kiev contro l’invasione di Mosca, in un conflitto che soprattutto agli occhi dei russi appare sempre di più come una guerra per procura. Sin dall’inizio delle ostilità Washington ha garantito all’Ucraina, insieme agli alleati, un vero e proprio arsenale, con un flusso crescente e ininterrotto di armi e munizioni, come confermano anche gli ultimi due pacchetti di aiuti militari annunciati da Biden (150 mln) e dal Pentagono (137 mln), per un totale che sfiora i 4 miliardi di dollari. All’inizio in chiave difensiva, come i missili anti tank Javelin e quelli anti aerei Stinger. Poi in funzione offensiva. A Kiev è arrivato (quasi) di tutto: artiglieria pesante come gli obici Howitzer da 155 mm, sistemi di difesa anti aerea, missili a guida laser, blindati Humvees, droni di vario genere, da quelli da ricognizione tipo Puma a quelli kamikaze come gli Switchblade e i Phoenix Ghost (creati su misura dall’aviazione Usa per le esigenze delle forze armate ucraine).

Nelle forniture americane figurano anche mitragliatori non convenzionali (cioè non usati regolarmente dall’esercito statunitense), visori notturni, sistemi per le immagini termiche, sistemi di comunicazione tattica criptati, materiale medico e, importantissimi, servizi di immagini satellitari per individuare i movimenti del nemico. La Casa Bianca ha facilitato anche le triangolazioni per far arrivare a Kiev tank di fabbricazione sovietica e pezzi di ricambio per far volare vecchi Mig. Washington ha inoltre garantito in basi Usa o Nato in Europa anche l’addestramento di soldati ucraini “su alcuni sistemi strategici”. E ha dotato Zelensky di apparecchiature e linee sicure per non essere intercettato.

Ma l’aiuto più cruciale, quello che ora rischia di provocare un’escalation e un allargamento del conflitto, è stato la condivisione delle informazioni di intelligence in tempo reale, che hanno consentito agli ucraini di prevenire gli attacchi di Mosca, come il blitz all’aeroporto di Kiev, e di colpire molti bersagli nemici. Non solo truppe, aerei o mezzi blindati russi, ma anche una dozzina di generali al fronte e il Moska, la nave ammiraglia della flotta del Mar Nero: una vera e propria umiliazione per il Cremlino. La Casa Bianca e il Pentagono si sono affrettati a precisare che gli Usa non hanno nessun ruolo nella scelta dei target ma la spiegazione appare ai più cavillosa e ingenua.

Tanto che, secondo Nbc News, Biden ha tirato le orecchie ai vertici della difesa e dei servizi segreti per le fughe di notizie sulla condivisione delle informazioni di intelligence con Kiev. Il presidente ha chiamato i capi del Pentagono Lloyd Austin, della Cia William Burns e della National Intelligence Avril Haines sottolineando che le recenti notizie di stampa sono controproducenti e “distraggono dal nostro obiettivo”. Anche alcuni ex dirigenti della Cia, contattati dal Guardian, hanno invitato i loro colleghi a non vantare il ruolo Usa nei trionfi militari ucraini, preoccupati che esso possa indurre Putin ad un’escalation che nessuno vuole. (di Claudio Salvalaggio, ANSA)

17:44

Stoltenberg,  la Nato non accetterà mai l'annessione della Crimea

"I membri della Nato non accetteranno mai l'annessione illegale della Crimea. Ci siamo sempre opposti al controllo russo su parti del Donbass nell'Ucraina orientale". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in un'intervista al giornale tedesco Welt, ripresa da Ukrinform.

16:24
La primavera spezzata di Severodonetsk - Il punto

Arrivare a Severodonetsk è come planare sulla luna: strade deserte, crateri, palazzi inceneriti. Un silenzio irreale incombe sulla città, spezzato solo dal suono lugubre, incessante dei colpi dell’artiglieria. Infuriano i combattimenti intorno alla città e soprattutto a Voevodovka, porta d’accesso per Severodonetsk, roccaforte ucraina al confine con la repubblica separatista di Lugansk, già occupata e poi liberata nella guerra del 2014. Gli ultimi giorni sono stati un incubo. Mentre viene respinto indietro dalla controffensiva ucraina nell’Oblast di Kharkiv, l’esercito russo avanza verso Severodonetsk, nei cui sobborghi sono in corso scontri tra le forze separatiste filo-russe e l’esercito ucraino. “Non è mai arrivata la primavera qui“, racconta Ria, stretta nel suo cappotto malconcio, mentre contempla rassegnata i gelsomini in fiore. Una boccata d’aria prima di tornare a rintanarsi. Uno scantinato umido e freddo, coperte e materassi ammassati l’uno accanto all’altro, l’unico raggio di sole penetra da una fessura tra i mattoni. Ria, il volto scavato dalla rughe, corre a sedersi accanto al figlio Constantine, immobile nel letto. Sette anni fa una mina ha centrato la sua macchina. "Siamo abituati alla guerra qui, siete voi ad averla dimenticata”, mastica amaro lui. Salvo per miracolo, da allora ha perso l’uso delle gambe. Una tragedia che si è rivelata una risorsa: il neon che illumina il rifugio è alimentato dalla batteria della sua sedia a rotelle elettrica. “Mi rimarrà sempre impressa una data, quella dell’8 marzo - racconta Constantine -. Quel giorno un missile è esploso vicino casa mia”. A soccorrerlo sono stati i suoi vicini che lo hanno portato qui, nel rifugio. Vivono stipati in una ventina a dividersi un’aria che non c’è. Oggi però è un giorno di festa, a dispetto delle bombe che piovono dal cielo. È il compleanno della figlia di Anna, la più anziana del gruppo. Formaggio, un po’ di scatolame, il pesce essiccato che penzola da un filo di una cucina arrangiata per strada. Un uomo spacca la legna per il bivacco, gli altri improvvisano un concerto di chitarre. Suonano Wind of Change, sperando forse che qualcosa cambi. Ma Anna non riesce ad essere felice. Novant’anni, rannicchiata su una sedia in disparte, si aggrappa al suo bastone come fosse la sua ancora di salvezza. “Quando finirà la guerra?”, ripete come una litania in lacrime. Anna è sopravvissuta alla Seconda guerra mondiale e, racconta, non aveva mai visto tanta brutalità come in questo "sporco conflitto”. “Allora non colpivano i civili - ricorda la babushka -. Ora non possiamo muoverci, siamo in trappola come topi”. Da Severodonetsk ogni giorno partono dei bus quasi vuoti. Solo pochi si arrischiano ad andare per strada, sfidando il fuoco dell’artiglieria. “Non so come stiamo sopravvivendo. È difficile capire cosa sta accadendo, il perché di tutto questo”, dice ancora Anna che come tanti ucraini ha amici e conoscenti in Russia. “Quando è iniziata la guerra ho scritto loro, dicendo che lì potranno anche avere l’acqua del Dnipro, ma sarà mescolata al sangue e alle lacrime della nostra gente” (Alessandra Briganti, ANSA)

15:23

Missili russi contro Sumy, un ferito

Missili aria-superficie sono stati sparati dalle forze russe contro due località della regione di Sumy, nell'Ucraina nordoccidentale. A essere colpiti questo pomeriggio sono stati i territori di Myropil e Khotin. Lo ha riferito il capo dell'amministrazione militare regionale, Dmytro Zhyvytskyy, secondo cui una guardia di frontiera è rimasta ferita nei raid.

15:19

Kiev, "distrutta nave da sbarco russa nel Mar Nero"

Una nave russa di classe Serna, imbarcazione da sbarco con sistema a cavità aerea costruita per la Marina russa sarebbe stata colpita e distrutta da unità ucraine nelle acque del Mar Nero, vicino all'isola di Snake.

Lo scrive l'Ukrainska Pravda riportando i messaggi social del Comando operativo Sud di Kiev, dell'amministrazione militare di Odessa e le affermazioni del capo del Centro di coordinamento congiunto per le forze di sicurezza e di difesa dell'Ucraina meridionale Natalia Humeniuk. Non sono stati però forniti particolari sull'operazione, né quando l'attacco sarebbe avvenuto.

"Ora c'è una guerra e, quando possibile, verranno annunciati i dettagli. Adesso vengono fornite informazioni che possono essere date al pubblico e non danneggiano le forze armate e l'Ucraina. Tutto sarà chiarito in seguito", ha spiegato il portavoce dell'amministrazione militare di Odessa Serhiy Bratchuk.

Ieri Kiev ha dato la notizia che sempre vicino all'isola di Snake le forze ucraine hanno colpito la fregata russa Admira Makarov, ma il Cremlino ha reagito affermando di non avere notizie di mezzi colpiti nell'area.

14:54

Media, attacco russo nel Donetsk, in fiamme un liceo

Missili russi hanno colpito Kostiantynivka, nell'Oblast di Donetsk. Lo riporta il Kyiv Independent, che parla di un primo bilancio di 2 morti e 9 feriti, ma cita il servizio di emergenza statale, secondo il quale in seguito all'attacco è scoppiato un incendio in un liceo locale.

14:11

Media, la Russia ha lanciato 4 missili su Odessa


La Russia ha lanciato 4 missili sull'Oblast di Odessa. Lo riporta il Kyiv Independent, citando il consiglio comunale di Odessa, secondo il quale alcune infrastrutture sono state danneggiate ma finora non sono state segnalate vittime.

13:07
Altri 50 civili evacuati da Azovstal, anche donne e bambini

Una cinquantina di civili, tra donne, bambini e anziani, sono stati evacuati oggi dall'acciaieria di Azovstal. Ma non è stato possibile raccogliere i residenti di Mariupol sulla via del ritorno vicino a Port City a causa della violazione del cessate il fuoco da parte dei russi.

Lo ha detto il vice primo ministro ucraino Iryna Vereschuk citata da Interfax Ukraine. L'evacuazione continuerà domani, ha aggiunto. "Mi scuso sinceramente con la gente di Mariupol che ha aspettato invano gli autobus di evacuazione oggi. Domani dovremmo essere in grado di farlo. Ci riuniamo vicino a Port City alle 5 dl pomeriggio", ha affermato.

Anche il quartier generale della difesa territoriale dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (DPR) - riporta Interfax - questa mattina ha annunciato che "cinquanta persone sono state evacuate oggi dall'acciaieria Azovstal a Mariupol". "Il numero di civili evacuati dal territorio dell'impianto metallurgico ha raggiunto 176 persone", ha aggiunto. Ieri erano stati evacuati dall'acciaieria 50 civili.
 
 

13:03

Bombardamenti continui sulla città di Kramatorsk

Un attacco missilistico notturno su una zona residenziale di Kramatorsk, nel Donbass, ha provocato feriti e distrutto 15 abitazioni, un condominio, un'istituzione culturale, esercizi commerciali e infrastrutture. Lo riferiscono gli amministratori locali citati dai media ucraini.

Negli ultimi giorni Kramatorsk è stata spesso presa di mira dalle forze russe: due giorni fa sulla città è stato lanciato un massiccio attacco missilistico che ha danneggiato 810 appartamenti in 32 grattacieli.

Tra la notte scorsa e questa mattina l'esercito di Mosca ha colpito sempre nella stessa regione anche Krasnograd, Lyman, Skovorodynivka e altri insediamenti.

11:22
I resti dell’esplosione postati su Telegram dal Ministero degli Interni della Transnistria

Altre esplosioni in Transnistria, nessuna vittima

Lo annuncia su Telegram il Ministero degli Interni dell’autoproclamata repubblica filorussa della Moldavia

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10:53

Combattimenti nei sobborghi, Severodonetsk accerchiata

Scontri a fuoco con armi leggere sono in atto nei sobborghi della città di Severodonetsk, nel Donbass, tra i separatisti filo-russi dell'Ucraina orientale e unità di Kiev che usano cecchini e droni. Lo riferisce la Bbc. La città, che prima dell'invasione contava una popolazione di 100mila abitanti, sarebbe vicina all'accerchiamento. Vittime civili sono state segnalate sia nella città di Bakhmut, dopo un attacco missilistico su una zona residenziale, sia nel Donetsk. 

10:26

L'esercito di Kiev amplia la controffensiva a Kharkiv

Le forze armate ucraine stanno allargando la controffensiva nella regione orientale di Kharkiv e potrebbero così allentare la pressione dell'esercito russo su quel quadrante. Non solo: le unità di Kiev hanno ripreso sotto il loro controllo diversi insediamenti a nord e ad est di Kharkiv, riducendo la capacità russa di minacciare il centro regionale. Lo scrivono in un rapporto gli analisti del think-tank militare Usa American Institute for War Studies. "Questa operazione ucraina sta diventando una controffensiva di successo e più ampia, in contrasto con i contrattacchi locali che le forze ucraine hanno condotto durante la guerra per impadronirsi di territori chiave e contrastare le operazioni offensive della Russia", affermano gli analisti. Inoltre, le forze armate stanno visibilmente riconquistando il territorio lungo un ampio arco intorno a Kharkiv, piuttosto che concentrarsi su un attacco ristretto, indicando la capacità di lanciare operazioni offensive più ampie che non erano ancora state osservate dal 24 febbraio.

La prontezza delle forze ucraine a concentrare le forze necessarie per un'operazione offensiva su larga scala - aggiungono - piuttosto che schierare le forze di difesa esistenti nell'Ucraina orientale, dimostra ulteriormente la fiducia dell'esercito ucraino nel respingere le operazioni russe in corso per circondare le forze ucraine nella regione di Severodonetsk. Sebbene sia improbabile che le forze ucraine minaccino direttamente le comunicazioni di terra russe a Izium (poiché si estendono più a est dalle recenti offensive ucraine), le unità di Kiev potrebbero allentare la pressione russa su Kharkiv e forse minacciare un'ulteriore avanzata verso il confine russo.

10:25

Mosca, nella notte distrutte armi americane ed europee

Le forze russe hanno distrutto la notte scorsa armi ed equipaggiamenti statunitensi ed europei nel corso di raid aerei nella regione orientale ucraina di Kharkiv, oltre a tre depositi di munizioni e carburante vicino a Odessa (sudovest): lo ha reso noto il ministero della Difesa russo, secondo quanto riporta Interfax.

10:25

Kiev,missili russi nella regione centrale di Poltava

Un attacco missilistico russo ha colpito Karlivka, nella regione ucraina centrale di Poltava: lo ha reso noto il capo dell'amministrazione militare regionale di Dmytro Lunin su Telegram citato da Ukrinform. "Il nemico russo ha lanciato un attacco missilistico su Karlivka, colpendo infrastrutture. Stiamo controllando le informazioni sulle distruzioni e le vittime", ha scritto Lunin.

09:54
Zelensky: ‘Non ignorate le sirene in questi giorni’
“Chiedo a tutti i nostri cittadini, specie in questi giorni, di non ignorare le sirene antiaeree. Per favore, si tratta della tua vita, della vita dei tuoi figli. Inoltre, attenetevi rigorosamente all’ordine pubblico e alle norme sul coprifuoco nelle città e nelle comunità”. E’ l’appello su Telegram del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in vista del 9 maggio, Giorno della Vittoria per la Russia che si teme possa celebrarlo quest’anno con azioni in Ucraina. Zelensky chiede inoltre agli ucraini di “rispettare il divieto di recarsi nelle foreste nei territori che erano stati occupati” dalle forze russe, dove persiste “una grande minaccia di mine” e ordigni nascosti.
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