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19.10.2021 - 17:59
Aggiornamento: 18:28

Australia, bimba sparita in un camping, forse rapita

Ore di apprensione per i genitori della piccola Cleo, scomparsa nel cuore della notte. Numerosi uomini e mezzi di soccorso impiegati nelle ricerche


“Tutti ci chiedono di cosa abbiamo bisogno in queste ore e tutto ciò di cui abbiamo bisogno è che la nostra bambina torni a casa...”. Sta vivendo l’incubo più atroce Ellie Smith, la mamma della piccola Cleo, scomparsa a quattro anni durante la notte, mentre era in campeggio con la sua famiglia.

Una vacanza, quella al Quobba Blowholes camping, sulla famosa Coral Cost australiana, trasformata in incubo alle 6 del mattino di sabato scorso, quando la madre, svegliata dalla sorella più piccola, si è accorta che Cleo non c’era più. Era sparita, insieme al suo sacco a pelo rosso.

Ellie e il compagno hanno iniziato immediatamente a cercarla ovunque, disperati. Non trovandola sono saliti in macchina sperando di riuscire così più facilmente a individuarla ma non c’è stato nulla da fare.

A quel punto hanno chiamato la polizia e lungo la costa che si affaccia per chilometri sull’oceano indiano un elicottero e diversi droni hanno iniziato a cercare la piccola, vestita solo con una tutina rosa con disegni gialli e blu. Mentre gli agenti perquisivano baracche e grotte. A rendere più difficile la situazione anche le forti piogge che da stamane hanno colpito la zona, bloccando per ore le ricerche, poi riprese con la polizia a cavallo. Ma finora senza alcun esito.

“Mille pensieri ci attraversano la mente”, ha detto la mamma, con gli occhi segnati dalle lacrime, durante una conferenza stampa. Stringendo tra le mani una foto di Cleo sorridente con indosso un tutù rosa, ha chiesto a chiunque abbia visto qualunque dettaglio “anche apparentemente insignificante” di segnalarlo immediatamente alla polizia. E in effetti le indagini non stanno tralasciando alcuna ipotesi, compreso il rapimento. Gli agenti hanno contattato anche il padre naturale di Cleo e stanno rintracciando tutti gli ospiti del campeggio che era pieno durante il weekend.

La vicenda di Cleo, la mamma e il compagno tra le lacrime in conferenza stampa, la bimba scomparsa durante la notte, hanno immediatamente portato alla memoria, almeno in Europa, la storia della piccola Maddie McCann, la bambina inglese sparita mentre era in vacanza con la famiglia in Portogallo nel 2007.

Ma per l’Australia c’è un precedente da rintracciare assai più indietro nel tempo, che ha lasciato un segno indelebile nel paese. È la storia di Azaria, la bimba di appena due mesi scomparsa durante una vacanza in campeggio nell’agosto del 1980. I genitori dissero di aver visto un dingo intrufolarsi nella tenda, ma le indagini si conclusero nel 1982 con la condanna della madre per l’uccisione della figlia e del padre per favoreggiamento.

L’intera Australia seguì il processo che ebbe un’eco mediatica notevole con la stampa che si schierò in maggioranza contro i genitori. Ma nel 1986 la polizia, seguendo un altro caso, trovò nel campeggio una prova che dava ragione al padre e alla madre della piccola, dimostrando che la storia del dingo era vera. Il processo fu riaperto, loro vennero entrambi assolti e risarciti. E dalla vicenda venne tratto un film con Meryl Streep, ’A Cry in the Dark’.

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