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(Keystone)
11.10.2021 - 09:58

Il disertore: il regime nordcoreano è a caccia disperata di soldi

Kim Kuk-song ha lavorato per 30 anni nello spionaggio nordcoreano. Le dichiarazioni alla Bbc, che precisa di non poter verificare in modo indipendente

Un regime alla disperata ricerca di soldi con ogni mezzo possibile, dalla produzione di droga alla vendita di armi, e dotato di una vasta rete di spionaggio e di un esercito di hacker in grado di raggiungere qualsiasi sistema informatico a livello mondiale: un disertore di alto profilo - Kim Kuk-song - descrive così la Corea del Nord nel corso di un’intervista esclusiva alla Bbc.

Kim ha lavorato per 30 anni nelle agenzie di spionaggio nordcoreane fino a diventarne uno dei massimi funzionari e dal 2014 - anno in cui scappò in Corea del Sud con la sua famiglia - è al servizio dell’intelligence sudcoreana. Le agenzie di spionaggio di Pyongyang, dice, erano “gli occhi, le orecchie e le menti del Leader Supremo”, l’attuale dittatore Kim Jong-un e prima di lui suo padre Kim Jong-il.

Durante la sua carriera Kim sostiene di avere custodito i segreti di entrambi i leader, di avere inviato assassini per uccidere i loro critici e perfino di avere organizzato la costruzione di laboratori della droga per contribuire alla raccolta di fondi “rivoluzionari”.

È la prima volta, sottolinea la Bbc, che un ex ufficiale militare del Nord di questo livello concede un’intervista ad un grande network tv. L’emittente precisa comunque di non poter verificare in modo indipendente le affermazioni di Kim Kuk-song.

Kim Jong-un era un giovane desideroso di apparire al mondo come un “guerriero”, ricorda Kim. La Corea del Nord costituì una nuova agenzia di spionaggio - denominata Reconnaissance General Bureau - nel 2009, proprio mentre Kim Jong-un veniva preparato alla successione al ‘trono’ dopo l’ictus che aveva avuto suo padre. Il responsabile di quell’agenzia era Kim Yong-chol, è tuttora uno degli assistenti più fidati del leader nordcoreano.

Nel maggio del 2009, ricorda ancora Kim, un ordine arrivò dalla catena di comando per formare una “task force del terrore” per uccidere un ex funzionario nordcoreano che aveva disertato nel Sud. Secondo notizie raccolte da precedenti disertori, la Corea del Nord ha creato un esercito di 6.000 hacker: Kim Kuk-song sostiene che il precedente leader Kim Jong-il ordinò l’addestramento di nuovo personale negli anni Ottanta “per prepararsi alla guerra cibernetica”.

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