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Ti Press
Estero
03.07.2021 - 11:190

Covid e criminalità organizzata in Lombardia

Le aziende in difficoltà, stremate da mesi di chiusure, sarebbero le prede perfette per le mafie

di Marco Marelli

Nuovo allarme per la facilità con la quale la criminalità organizzata in Lombardia, ma non solo, si insinua nelle pieghe di un'emergenza economica e sanitaria senza precedenti. Soprattutto i clan 'ndranghetisti, che in questi tempi di pandemia si sono evoluti, anche perchè dispongono di quella liquidità (spesso custodita in Ticino, come sono convinti gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Milano) che a un'economia in difficoltà a causa del coronavirus serve per sopravvivere. I segnali che continuano ad arrivare dagli investigatori coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano concordano sul fatto che le aziende in difficoltà, stremate da mesi di chiusure, siano le prede perfette per le mafie, l’occasione migliore per dare fondo ai capitali illecitamente accumulati e per essere mangiate attraverso prestiti che poi si trasformano in un vero e proprio scippo delle attività stesse.

A conferma dell'allarme della facilità con la quale la criminalità organizzata si insinua nelle pieghe dell'emergenza economica, i numeri contenuti in un rapporto della Confcommercio Milano, Lodi, Monza Brianza, Como e Varese nell'ambito dell'iniziativa ''La criminalità ai tempi del Covid”. Il Rapporto segnala come rispetto a giugno 2020 negli ultimi mesi dello scorso anno siano cresciute dal 9 al 19 per cento le segnalazioni di “chi ha ricevuto richieste anomale di aiuto economico, di acquisto dell’attività a un valore inferiore a quello di mercato, di cessione di quote aziendali. Il fenomeno riguarda soprattutto ristoranti (20 per cento) e ricettività (21 per cento)”. Tutti d'accordo che ciò ''costituisce un campanello d’allarme certamente da non sottovalutare". Anche i tentacoli della 'ndrangheta nel primo semestre di quest'anno non si sono ritirati, anzi, si sono allungati. Ma non sono solo le aziende in difficoltà nel ripartire il settore su cui la criminalità organizzata ha posato gli occhi in Lombardia; i fondi per l’emergenza Covid sono un boccone che interessa moltissimo.  A proposito di fondi post Covid: in Lombardia sono aumentati del 64 per cento gli atti intimidatori verso gli amministratori pubblici. Un numero che fa spavento. Insomma, ci sono numeri, indagini, arresti e tutti i segnali spia per capire che la Lombardia si ritrova in un delicatissimo momento di esposizione alle mafie.

 

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