NJ Devils
5
PHI Flyers
2
fine
(1-1 : 1-0 : 3-1)
CHI Blackhawks
0
SJ Sharks
2
fine
(0-0 : 0-1 : 0-1)
BOS Bruins
3
VAN Canucks
2
fine
(1-1 : 0-1 : 2-0)
ANA Ducks
1
TOR Leafs
3
3. tempo
(0-0 : 0-2 : 1-1)
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Al voto avvolti nella bandiera peruviana (Keystone)
Estero
07.06.2021 - 21:110
Aggiornamento : 21:51

In Perù testa a testa tra Keiko Fujimori e Castillo

Il candidato comunista ha superato in serata la figlia dell'ex dittatore durante lo spoglio, ma mancano ancora migliaia di voti di chi risiede all'estero

È un finale al cardiopalmo quello che sta decidendo in Perù la vittoria nel ballottaggio presidenziale fra il candidato di sinistra Pedro Castillo e la leader della destra, Keiko Fujimori. L'exit poll di Ispos Perù, l'unico autorizzato alla chiusura dei seggi, sembrava aver offerto una pista del possibile risultato, certificando il sorpasso della figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori ai danni di un rivale in frenata.

Ma l'ipotesi si è rivelata, con il passare delle ore, sbagliata. Questo nonostante le prime cifre ufficiali offerte ai media dall'Ufficio nazionale dei processi elettorali (Onpe), riguardanti lo spoglio del 40% delle schede votate, avessero mostrato una distanza "abissale", quasi sei punti, a vantaggio di Fujimori. Quella percentuale, ha spiegato il presidente di Ipsos Alfredo Torres, era "drogata" dal fatto che "i primi risultati delle votazioni riguardavano Lima, Callao ed altre grandi città del centro e del nord, terreno di conquista della leader di Fuerza popular".

Tanto è vero che nel corso della notte e della mattina la distanza fra i due candidati è andata riducendosi abbastanza velocemente, fino a un sorpasso di Castillo su Fujimori a fine mattinata, con il 50,076% contro il 49,924%. Una differenza di 0,20% equivalente a 34.192 voti. Unanimi i commenti di media ed esperti peruviani, che hanno evocato un "Paese spaccato" e un'opinione pubblica "polarizzata". Nonché le difficoltà a cui dovrà far fronte qualunque dei due candidati, non avendo una consistente presenza nel Congresso e destinato a formare un governo quasi sicuramente senza solida maggioranza parlamentare.

Un lavoro di alleanze complesso aspetta dunque il vincitore, dato che il nuovo Parlamento di 130 membri emerso dalle elezioni dell'11 aprile è formato da ben undici partiti in conflitto fra loro e da tre indipendenti.

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