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17.09.2020 - 20:110

L'avvelenamento di Navalny potrebbe essere avvenuto in albergo

I militanti del Fondo Anticorruzione sostengono di avere trovato tracce di Novichok nella stanza dove alloggiò il dissidente russo

Aleksey Navalny potrebbe essere stato avvelenato prima che lasciasse la sua camera d'albergo a Tomsk, e non quindi con un tè bevuto in aeroporto come si era inizialmente ipotizzato. Secondo gli attivisti del Fondo Anticorruzione di Navalny, gli scienziati tedeschi hanno infatti trovato tracce della micidiale neurotossina Novichok su una bottiglietta d'acqua minerale prelevata dalla stanza dell'hotel Xander dove il principale avversario di Putin aveva alloggiato prima di sentirsi male e collassare a bordo di un aereo la mattina del 20 agosto.

I colleghi di Navalny hanno dato la notizia pubblicando sul profilo Instagram del dissidente un lungo post accompagnato da un video che li immortalerebbe mentre, indossando dei guanti di lattice, raccolgono dalla camera d'albergo elementi potenzialmente utili per un'indagine (finora mai aperta dalle autorità russe). Il filmato sarebbe stato girato dagli attivisti subito dopo aver saputo del malore di Navalny e rende sempre più scomoda la posizione del Cremlino.

Mosca sostiene che i medici russi non abbiano trovato sostanze tossiche nell'organismo dell'oppositore e denunciano (senza prove) un complotto internazionale per imporle nuove sanzioni. Ma a Berlino - dove Navalny è ricoverato all'ospedale Charité - sono sicuri che il trascinatore delle proteste anti-Putin sia stato avvelenato con un tipo di neurotossina sviluppato in Unione Sovietica negli anni '60 e '70: il Novichok appunto, lo stesso veleno che, secondo la Gran Bretagna, fu utilizzato due anni fa a Salisbury dall'intelligence russa per tentare di uccidere l'ex spia doppiogiochista Serghiei Skripal. Le conclusioni degli specialisti tedeschi sono state recentemente confermate da laboratori in Francia e Svezia facendo ulteriormente crescere le pressioni sul Cremlino per far luce sulla vicenda.

Il Parlamento Europeo, intanto, ha chiesto sanzioni che consentano il congelamento dei beni in Europa di individui ritenuti corrotti, anche in base alle inchieste della Fondazione Anticorruzione di Navalny che tante volte ha messo in imbarazzo Putin e il suo entourage. Il Parlamento Ue chiede inoltre un'indagine internazionale sul caso e sulle presunte violazioni da parte della Russia del divieto di usare armi chimiche. Su quest'ultimo punto si potrebbero compiere importanti passi in avanti con l'intervento degli esperti dell'Organizzazione per la proibizione delle Armi chimiche (Opac), inviati in Germania su richiesta del governo tedesco per raccogliere direttamente da Navalny dei "campioni biologici" da analizzare.

I risultati dei test saranno pronti nel prossimo futuro e Berlino potrebbe chiedere all'Opac di indicare i presunti colpevoli dell'attacco. Liubov Sobol, una delle più strette alleate di Navalny, sottolinea però che le tracce di Novichok sulla bottiglia non comportano automaticamente che il blogger anticorruzione "sia stato avvelenato proprio con la bottiglia d'acqua", mentre uno dei "padri" del Novichok, lo scienziato Vladimir Uglev, suppone che Navalny sia sopravvissuto perché è entrato in contatto con la tossina solo attraverso la pelle. Secondo lui, il veleno non era quindi nell'acqua.

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