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Era la fine di marzo del 2017
17.06.2022 - 15:38
Aggiornamento: 18:19
di Marco Marelli

In aula a Varese l’autore dell’assalto del 2017 a Ligornetto

Ricostruiti gli attimi della rapina. Si mira a far luce su quattro episodi messi a segno nel Mendrisiotto

Con l’escussione delle due impiegate dell’ufficio cambi Piccadilly di Ligornetto, assaltato il 29 marzo 2017 (bottino 3’200 franchi e 11mila euro), è iniziato in Tribunale a Varese il processo nei confronti di un 31enne varesino, indicato come l’autore materiale della rapina, una delle quattro messe a segno nel Mendrisiotto fra la primavera e l’estate dello stesso anno. Stando all’accusa il presunto rapinatore era arrivato a Ligornetto in sella a uno scooter. E non era solo. Con lui c’erano infatti quattro complici a bordo di una Fiat Punto bianca. Un’auto civetta di copertura, che per gli investigatori era utile alla riuscita dell’assalto banditesco.

Secondo la ricostruzione, quel giorno il 31enne, che all’epoca dei fatti aveva 24 anni, dopo aver fatto il pieno invece di pagare ha raggiunto le due commesse dietro al bancone e le ha minacciate di morte con un taglierino, obbligandole a consegnare il bottino. A quel punto ha cercato di scappare con lo scooter, senza riuscire a metterlo in moto. Così si è riunito a piedi ai complici per rientrare il Italia passando dalla dogana di Clivio.

Sullo scooter gli investigatori svizzeri sono riusciti, però, a isolare il Dna del 31enne. Inquirenti impegnati con i loro colleghi della Questura di Varese a far luce sulle quattro rapine ai distributori Eni e Piccadilly di Ligornetto e Marcetto (16 e 19 marzo, 9 maggio e 24 luglio 2017). Le indagini, condotte in stretta collaborazione al di qua e al di la della frontiera, hanno consentito di risalire a otto individui, accusati di associazione a delinquere e rapine a mano armata. I destini processuali di sette di loro nel corso degli anni hanno preso strade diverse, tra patteggiamenti e sentenze. Come in occasione del verdetto pronunciato il 7 giugno 2018 dalle Assise criminali di Lugano nei confronti di un 31enne rumeno, condannato a 22 mesi di detenzione. Condannato a 18 mesi di detenzione anche il 31enne sotto processo in questi giorni a Varese. Con lui sul banco degli imputati ci sarebbe dovuto essere un altro giovane varesino, morto il 20 maggio 2018 a Vergiate all’età di 25 anni e in circostanze drammatiche.

A Varese si torna in aula l’8 novembre. Lo stesso giorno riprende pure il processo alla ‘banda Vasi’, responsabile di quattro rapine. Tra queste quella alla Cassa di cambio e gestione di Besazio (17 agosto 2010) e alla Erg di Arzo (22 agosto 2011).

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