27.12.2021 - 14:58
Aggiornamento: 15:28

Nel Comasco boom di contagi ma non di ricoveri

In confronto alle cifre dello scorso anno, i casi gravi sono quasi 7 volte meno. L’80% dei ricoverati non è vaccinato

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Ti-Press

A Como e provincia, così come in Ticino, sembra di assistere a una nuova esplosione di casi, con 888 contagi registrati il giorno di Natale che si collocano sui livelli dello scorso dicembre: ma, come osserva La Provincia di Como, il dato sui ricoveri e i casi gravi è nettamente inferiore. Confrontando i contagi delle ultime 24 ore con quelli del 1º dicembre 2020, ovvero l’ultima volta, prima degli ultimi giorni, in cui nel Comasco il bilancio era vicino ai 900 casi, emerge il netto divario fra la singola vittima del giorno di Natale 2021 con le 22 del 1º dicembre e le 11 del Natale dello scorso anno.

E veniamo alla situazione ospedaliera. Al Sant’Anna, fino a ieri pomeriggio si contavano 70 ricoverati, di cui 12 in rianimazione. Altri 12 pazienti si trovavano al Pronto soccorso dell’ospedale cittadino. E un tredicesimo era invece a Cantù. Il primo dicembre dello scorso anno, i letti occupati nei reparti ordinari erano 418, mentre 28 comaschi si trovavano in terapia intensiva.

Un altro dato rilevante è quello che riguarda la situazione ospedaliera: il 1° dicembre 2020 i ricoverati nei reparti ordinari erano 418, e 28 si trovavano in terapia intensiva: quest’anno, il conteggio aggiornato a ieri parla di 70 ricoverati al Sant’Anna, 12 al PS dell’ospedale cittadino e un tredicesimo a Cantù, con 12 persone in terapia intensiva.

Il virologo Fabrizio Pregliasco, membro del Comitato tecnico-scientifico (Cts) della Lombardia e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano, mette in guardia sui contagi in fase di risalita, ma sottolinea anche come la situazione attuale indica «una buona tenuta della vaccinazione, con due dosi, rispetto alla malattia grave», con una riduzione del rischio di contagio «del 30-40%, a 150 giorni» dalla somministrazione del vaccino. A riprova di ciò, Pregliasco ricorda che «l’80% dei ricoverati non è vaccinato». E che, anche se in termini di cifre assolute i ricoverati vaccinati sono un numero maggiore, a livello statistico dieci ricoverati sono una cifra diversa se rapporta a 50 milioni di persone, ovvero i vaccinati, o a 4 milioni, ovvero i non vaccinati.

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