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Don Giusto (archivio Ti-Press)
12.07.2020 - 08:43
di Marco Marelli

Don Giusto nel mirino dei bulli di Rebbio: esposto alla Procura

La situazione all'oratorio della parrocchia di San Martino, centro di accoglienza per migranti minorenni e famiglie, è peggiorata durante il lockdown

“Come parroco e come cristiano, valutando umanamente le ragioni del disagio di queste persone, in più occasioni ho provato a farli ragionare cercando di far capire gli errori e i danni arrecati. Di fronte all’arroganza e alla spavalderia con la quale hanno continuato e continuano a prevaricare i diritti e gli interessi delle persone accolte in parrocchia, ritengo sempre più urgente un intervento delle autorità”. Scrive don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio, da sempre al fianco di migranti e senza tetto, nel denunciare – con un esposto alla Procura di Como e ai carabinieri di Rebbio – episodi gravi, che vanno avanti da anni: furti, danneggiamenti, prepotenze e vessazioni. Il tutto all’interno dell’oratorio della parrocchia San Martino, trasformato dal sacerdote in un centro di accoglienza per migranti minorenni e famiglie. Azioni compiute da un gruppetto di bulli del quartiere, composto da giovani italiani e stranieri. Sarebbero una mezza dozzina. Una situazione che ha da tempo superato il limite. Una segnalazione è stata inoltrata anche al prefetto, al questore e al sindaco di Como.

Una situazione, quella denunciata dal prete scomodo, che andrebbe avanti da almeno due anni, e che si sarebbe ulteriormente aggravata nelle settimane del lockdown, in cui gli spazi dell’oratorio sono rimasti deserti, per essere occupati dai giovani bulli. Anche l’assistere alla messa sarebbe diventato difficile. Non sono mancati furti ai danni della casa parrocchiale e degli stranieri ospitati da don Giusto.

Un fatto molto grave era stato segnalato a fine marzo, in piena chiusura per il Covid-19. In piena notte il sacerdote aveva scoperto un giovane ladro intenta a rubare nei locali dei migranti accolti. Don Giusto era riuscito ad allontanare il ladro, ma era stato poco dopo avvicinato e minacciato: “Io qua entro e rubo quando voglio” la replica prima della fuga. La scorsa estate la parrocchia di Rebbio aveva subito un furto di diverse apparecchiature che si trovavano negli spazi utilizzati dagli animatori e dai volontari: un computer, una play station e diversi altri beni usati per attività creative. Il sospetto è che anche questo furto possa avere a che fare con il gruppetto di ‘stalker’ della parrocchia.

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