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18.07.2019 - 17:180

Targhe CH guidate da frontalieri: emendamento 'inammissibile'

Restano in vigore le modifiche al codice della strada introdotte col decreto Salvini, che prevedono multe tra i 712 e i 2'846 euro

In sede di conversione in legge del decreto sicurezza bis in questi giorni è in discussione alla Camera l’emendamento ‘salva frontalieri’ dal pagamento di salatissime multe, dovute alla guida in Italia di autovetture con targhe straniere. Ebbene: l’emendamento è stato giudicato inammissibile dal presidente Roberto Fico. Per “problemi tecnici” e '“non politici”, si affrettano a precisare a Montecitorio. Ma quali siano questi “problemi tecnici” per ora non è dato sapere. Resta quindi il fatto che le promesse fatte nell’ultimo mese rimangono tali, e le modifiche al codice della strada introdotte con il decreto Salvini sono sempre in vigore: i frontalieri occupati dei cantoni di frontiera (Ticino, Vallese e Grigioni) devono pagare le salatissime sanzioni (da 712 a 2’846 euro) se sorpresi in Italia per motivi di lavoro al volante di autovetture con targhe svizzere. Sanzioni previste dalle modifiche dell’articolo 93 del codice della strada per chi, residente in Italia da oltre 60 giorni, è ‘beccato’ alla guida di un veicolo immatricolato all’estero.

Una misura tesa a colpire i molti furbi che in Italia risiedono da anni, continuando però a circolare su auto immatricolate all’estero a condizioni fiscali migliori. Il decreto sicurezza impone una nuova immatricolazione. Solo che il legislatore non ha tenuto conto dei molti italiani che da anni lavorano oltre confine: non solo nei tre cantoni svizzeri, ma anche a San Marino e in Vaticano, e che per i loro spostamenti utilizzano vetture aziendali. Quando ci si è accorti dei rischi che correvano i frontalieri a Roma hanno parlato di un semplice malinteso, che si sarebbe potuto risolvere con una circolare. Meglio ancora: con un emendamento  bipartisan. Ora è corsa contro il tempo per trovare una soluzione condivisa e soprattutto  tecnicamente inappuntabile. Ma non c’è da essere ottimisti: un nuovo emendamento deve essere presentato prima della fine di questo mese; il decreto sicurezza bis, per evitare la sua decadenza, deve essere approvato entro il 31 luglio. Insomma, la parola fine di questa vicenda che tanto allarme ha suscitato in Ticino sembra essere lontana. Intanto, si ha notizia di numerose contravvenzioni.

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