Corriere di Como
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12.07.2019 - 10:050

Per Alessandro Proto inchiesta chiusa e processo immediato

Arrestato lo scorso 12 giugno per truffa aggravata a una donna affetta da cancro, il finanziere milanese residente a Novazzano presto in Aula

Processo immediato per Alessandro Proto, 44enne finanziere milanese, con residenza a Novazzano, ma con casa e studio a Como, dove è stato arrestato la mattina dello scorso 12 giugno per truffa aggravata ai danni di una donna affetta da cancro. Donna contattata attraverso linkedin, il social su cui Proto promuoveva le sue attività finanziarie e immobiliari. Lo ha chiesto (lo conferma il Corriere di Como) il pubblico ministero Pasquale Addesso, sostituto della Procura di Como, che ha chiuso l’inchiesta. In ciò è stato facilitato dal fatto che Proto, nei due interrogatori a cui è stato sottoposto, ha ammesso tutto, chiedendo aiuto in quanto a suo dire malato patologico del gioco d’azzardo online. La vicenda è iniziata lo scorso febbraio, quando Proto, personaggio notissimo a livello internazionale per le truffe che ha messo in atto, viene a sapere che la donna da sette anni lotta contro un tumore (ha subito tre interventi chirurgici, terapie radio e attualmente anche una chemio). Proto racconta di aver perso una figlia di 10 anni, morta in Ticino di tumore e che in conseguenza della tragedia, l’altro figlio ha avuto un crollo psicologico ed è stato ricoverato per mesi in una struttura svizzera. «Queste notizie mi hanno sconvolto – racconta la donna alla Guardia di finanza del capoluogo lariano –. Anche perché stavo vivendo il dramma personale della stessa malattia». Affermando di attraversare un periodo di crisi finanziaria, chiede alla donna prestiti, che lo aiuta caricando le poste pay. Lo ha fatto per pagare il trasferimento del corpo della figlia in Italia, per pagare il ricovero del figlio in una struttura psichiatrica, per pagare i conti con la giustizia per una asserita persecuzione ai suoi danni. Tra febbraio e aprile scorsi la donna, il marito e alcuni loro amici versano complessivamente 133mila euro. Tutte menzogne che lo stesso ha confermato. Avrebbe anche promesso un interessamento, alla donna e al marito, per un’inesistente cura innovativa. Quando a fine aprile la donna si rende conto di essere stata truffata presenta una denuncia alla Procura di Como. Oltre che di truffa aggravata, è accusato pure di autoriciclaggio, in quanto avrebbe girato i soldi della truffa su conti di gioco online.

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