laRegione
la-chiusura-dei-piccoli-negozi-e-colpa-del-web
Una scena nota (archivio Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Economia
Economia
5 gior

Svizzera, edilizia e industria soffrono a causa del covid

Il settore secondario ha conseguito un fatturato, nel terzo semestre, in calo del 6%. Lo rende noto l'Ufficio federale di statistica
Economia
5 gior

Germania, Thyssen taglia 11 mila posti di lavoro

L'industria del metallo ha annunciato la misura, che sarà attuata nel giro di tre anni. Una decisione da ricondurre all'impatto del coronavirus sui mercati
Economia
5 gior

Swiss ha un nuovo Ceo, lo svizzero-belga Dieter Vranckx

Il manager 47enne nominato oggi al vertice del consiglio d’amministrazione. Proviene da Brussels Airlines, ma in passato ha già lavorato per Lufthansa.
Economia
1 sett

Causa pandemia, in calo i prelievi ai bancomat in Svizzera

Secondo Six, nel 2020 atteso un calo del 20-25% dei prelievi di contante. Entro 5 anni il numero dei bancomat potrebbe essere il 30-40% in meno
Economia
1 sett

La piazza finanziaria ticinese si sta stabilizzando

Secondo l'annuario 2019 del Centro studi Villa Negroni il processo di concentrazione in atto nel settore bancario cantonale è stato ‘meno rilevante’
Economia
1 sett

Il più grande accordo di libero scambio con la Cina

Quindici Paesi dell'Asia-Pacifico hanno firmato l'intesa commerciale storica. L'influenza di Pechino crescerà di molto
Economia
1 sett

Ubs, ‘per il momento nessuna ristrutturazione del personale’

Il presidente del CdA Axel Weber afferma che ‘non vogliamo far pagare le incertezze del futuro ai collaboratori’
Economia
1 sett

'Meno regole per produrre dolci e biscotti in Svizzera'

Lo chiede l'associazione di categoria Biscosuisse visto il calo delle esportazioni. Il prezzo delle materie prime e gli eccessivi oneri amministrativi
Economia
1 sett

Chi compra bitcoin deve identificarsi: il limite scende a mille

Lo ha deciso l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma), che aveva fissato il precedente a 5mila
Economia
1 sett

Le banche potranno dedurre le multe ricevute all'estero

Lo prevede la modifica di legge proposta dal Consiglio federale. La deducibilità varrà solo a determinate condizioni
Economia
17.03.2020 - 10:490
Aggiornamento : 18:25

La chiusura dei piccoli negozi? 'È colpa del web'

Lo sostiene il 73% dei dettaglianti svizzeri interpellati da un sondaggio. Molti punti vendita non vogliono affidarsi alla vendita online

Il 73% dei dettaglianti svizzeri interpellati nell'ambito di un sondaggio ritiene che il commercio online sia la causa principale della moria dei piccoli negozi. Molti punti vendita non vogliono comunque sbarcare sul web.

Il 59% cento di tutti i negozianti che oggi vendono esclusivamente in negozio escludono del tutto la possibilità di affidarsi, anche in futuro, allo shopping via internet; il 24% non ha ancora un'opinione precisa in merito e soltanto il 17% pensa che proporrà i propri prodotti anche online, emerge da un rilevamento condotto presso 333 commercianti dall'istituto di ricerche di mercato Innofact AG di Zurigo per conto di Localsearch.

Quasi un interrogato su quattro (23%) distribuisce le proprie merci non soltanto presso la sede fisica dell'attività ma anche tramite lo shop online o un portale di e-commerce. La grande maggioranza (69%) continua tuttavia a puntare totalmente sul commercio tradizionale in negozio, mentre il restante 8% vende solo online.

Un parere comune

Con o senza negozi online, i dettaglianti sono concordi nell'affermare che il commercio online abbia una parte di responsabilità nella scomparsa dei piccoli negozi: l'opinione è condivisa da tre interpellati su quattro. Il 68% del campione si dice convinto che in futuro il commercio online porterà a un ulteriore inasprimento della concorrenza e il 45% ritiene che il mercato virtuale sarà dominato da operatori multinazionali, escludendo ogni possibilità per le piccole realtà locali.

Considerato che - stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica - i consumatori elvetici sono ai vertici nella classifica dello shopping online in Europa, immediatamente alle spalle del Regno Unito, ci si può chiedere come mai la maggioranza dei negozianti non sfrutti questa dinamica ed escluda il passaggio al commercio via internet.

Perché non punteranno sull'online

I dettaglianti intervistati forniscono tutta una serie di motivazioni per questo atteggiamento: il 65% non crede o perlomeno dubita che i propri clienti desiderino fare acquisti online, il 70% pensa che il rapporto con la clientela sia talmente forte da non avere l'esigenza di un punto vendita virtuale. Il 62% non si avventura nel nuovo campo perché teme di perdere il contatto personale con i propri clienti. Il 59% crede che il proprio prodotto sarebbe difficile da vendere online e quasi uno su due (40%) dichiara che la gestione di uno shop virtuale sarebbe semplicemente troppo impegnativa.

I dettaglianti (20%) che vendono le proprie merci sia in negozio sia via internet forniscono varie motivazioni per questa scelta. Per l’86% dei commercianti interessati preminente è l'orario di apertura illimitato di un negozio online. Il 75% è convinto che i consumatori ricerchino sempre più spesso informazioni sui prodotti tramite Facebook e Instagram: pertanto avere un portale sul web rappresenta quasi una scelta obbligata. Il 69% crede che internet consenta generalmente di raggiungere più clienti rispetto al negozio tradizionale, mentre il 60% desidera semplicemente cavalcare la rapida crescita del commercio online. Ciononostante anche due terzi di questi negozianti (66%) affermano che il tradizionale commercio al dettaglio manterrà la sua rilevanza.

Se si parla dei volumi d'affari dei due canali, la classica distribuzione offline resta ancora dominante. I gestori di un negozio con shop online realizzano al bancone mediamente l’82% del proprio fatturato, mentre le vendite via internet concorrono per il 18%. Solo l'11% dichiara di realizzare almeno la metà dei ricavi sul web.

© Regiopress, All rights reserved