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Economia
16.08.2017 - 08:200
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:20

Casse malati, 'Non chiamateli premi'

Più che un timore, sembra oramai una certezza: anche l’anno prossimo i premi di cassa malati aumenteranno. Aumenteranno almeno del cinque per cento e quasi un assicurato su due faticherà a sopportare la bolletta più pesante. La colpa? Dell’industria farmaceutica, ma anche di chi si reca dal medico a ogni colpo di tosse. Questo perlomeno quanto emerge da un sondaggio pubblicato ieri dal sito internet comparis.ch. Un’indagine, quella del portale di comparazione, che ha interessato settecento persone e che vede la luce a una quarantina di giorni dalla comunicazione dell’evoluzione dei premi per l’assicurazione malattia di base. Un’evoluzione che preoccupa. “Che la pressione dei premi non si allenterà neanche nel 2018 – spiega infatti il sito in una nota stampa – è una convinzione ormai radicata tra gli intervistati”. Per essere precisi, oltre la metà “si attende un aumento medio dei premi di circa il cinque per cento”, che corrisponderebbe su per giù a 22,50 franchi al mese (270 all’anno). E un terzo degli interpellati è addirittura più pessimista e teme “un incremento medio di circa il sei per cento.

L’aumento sfrenato dei premi, sottolinea poi comparis.ch, grava in maniera particolare sul bilancio familiare: il 40 per cento delle famiglie ha dichiarato “di non poter sostenere nessun altro” caro sanità. Un 20 per cento si è invece detto più possibilista e pronto a sopportare un dieci franchi al mese in più. Solo il 13 per cento delle famiglie, sempre secondo l’indagine, riuscirebbe invece ad andare avanti con un aumento di venti franchi al mese. E i single? Anch’essi stimano “la propria situazione in maniera simile”. E il 16 per cento circa di questa categoria pensa di non essere il grado di far fronte a una bolletta appesantita di venti franchi. Ma perché aumentano i premi? Secondo la maggior parte degli interpellati, la causa andrebbe ricercata nell’industria farmaceutica: “Il 65 per cento è convinto che i produttori di medicinali abbiano la percentuale di colpa maggiore per questa evoluzione dei costi che va a scapito dei cittadini. Il 63 per cento ritiene invece che i responsabili siano quegli assicurati che ricorrono inutilmente e a cuor leggero a ogni prestazione medica”. Addirittura il 90 per cento si dice inoltre pronto a ricorrere solo ai generici, per plafonare i costi della sanità. In ogni caso, se confrontati con un incremento dei premi di cassa malati, gli svizzeri paiono pronti a prendere contromisure. “Chi non può sostenere l’aumento dei premi dell’assicurazione di base con il proprio budget attuale – si legge sul comunicato – deve riorganizzare la pianificazione delle spese”. Una persona su due eliminerà quelle inutili, il 32 per cento cercherà di ridurre, tra le altre cose, le spese sanitarie e di rinunciare a visite dal medico non urgenti e il 38 per cento richiederà uno sconto sui premi. Ossia, sussidi. A tal proposito l’esperto di casse malati di comparis.ch Felix Schneuwly ritiene che gli aiuti vengano promessi agli assicurati con troppa facilità: “Le agevolazioni sui premi – sostiene Schneuwly – continuano ad essere concesse a pioggia, favorendo troppi assicurati che in realtà non avrebbero questo bisogno impellente e, con ovvietà, ciò va a scapito di tutti coloro che invece dipendono con urgenza dalla sovvenzione statale”.

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