Economia
02.05.2016 - 14:400

Si beve meno vino, ma a vantaggio di quello svizzero

Nel 2015, in Svizzera sono stati bevuti 3 milioni di litri di vino in meno (a 263 milioni) rispetto all’anno precedente. Tale flessione è in atto da alcuni anni, indica oggi l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG), che sottolinea tuttavia il rinnovato interesse per i prodotti elvetici – specie i rossi – a scapito di quelli importati.

Il consumo di vini svizzeri è infatti cresciuto di 549’500 litri, raggiungendo quasi 99 milioni. Gli esteri, invece, hanno registrato una flessione di 165 milioni di litri (-3,6 milioni). La quota dei prodotti elvetici è quindi salita nell’anno in rassegna di ben il 37,5%.

Meno rossi e più bianchi in tavola

All’origine di questa tendenza generale del consumo di vino vi è soprattutto il vino rosso, spiega l’UFAG. L’anno scorso, il consumo di vino rosso svizzero è aumentato di quasi 50 milioni di litri, mentre quello di vino rosso estero è sceso di circa 3,7 milioni di litri, fissandosi a poco meno di 126 milioni di litri.

Per il vino bianco, l’andamento è inverso: sono stati bevuti poco meno di 49 milioni di litri di vino bianco svizzero, vale a dire 337’800 litri in meno rispetto all’anno precedente. In progressione, invece, il consumo di vino bianco estero che ha toccato quota 39 milioni di litri (+160’800 litri).

Spumanti sempre più amati

È nuovamente in espansione il consumo di spumante (571’300 litri, a circa 18 milioni di litri), con l’Italia a farla da padrona per quanto attiene alle importazioni (55%), seguita dalla Francia (28%) e dalla Spagna (11%). Si conferma così la tendenza al rialzo, nonostante il lieve calo delle importazioni rispetto all’anno precedente.

In generale, i vini importati provengono dall’Italia (71 milioni di litri), seguita dalla Francia (circa 40 milioni di litri) e dalla Spagna (circa 37 milioni di litri). Dal Portogallo sono stati importati circa 11 milioni di litri di vino.

Se paragonate alle importazioni, le esportazioni risultano modeste: -227’500 litri rispetto all’anno precedente. Complessivamente, nel 2015 il volume d’esportazione è stato a 1,3 milioni di litri. Tale cifra comprende anche i vini esteri importati e riesportati, specifica l’UFAG.

Vendemmia scarsa, ma di qualità

Con 85 milioni di litri, la vendemmia 2015 è risultata decisamente meno abbondante rispetto a quella dell’anno precedente a causa dell’estate torrida e delle rare precipitazioni.

Le condizioni meteo rilevate dopo la fioritura hanno invece permesso di limitare la presenza di parassiti. La famigerata drosofila del ciliegio (Drosophila suzuki), scrive l’UAFG, ha causato meno danni di quanto si temeva un anno fa.

I viticoltori hanno invece dovuto far fronte a cali puntuali delle rese dovuti all’utilizzo del prodotto fitosanitario "Moon Privilege" e ai danni da esso provocati.

Complessivamente, a livello nazionale la produzione di vino rosso, che comprende anche quella di vino rosé, è stata soltanto lievemente superiore a quella di vino bianco.

La differenza rispetto alla superficie vitata è dovuta, da un lato, alle rese per superficie maggiori per i vitigni bianchi e, dall’altro, al fatto che in Ticino le uve rosse vengono utilizzate anche per la produzione di vini bianchi. Il buon soleggiamento ha consentito di raggiungere un elevato tenore di zucchero.

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