20.10.2020 - 15:21
Aggiornamento: 21.10.2020 - 08:27

‘Bye Bye’, Alessio Maria Romano da Venezia al Lac

Il coreografo, premiato alla Biennale Teatro, porta a Lugano uno spettacolo che è un omaggio alla danza e alla musica, ma soprattutto alla libertà

di Valentina Grignoli
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‘Bye Bye’ di Alessio Maria Romano (Courtesy La Biennale di Venezia/Andrea Avezzù)

“Abbiamo ancora il coraggio di desiderare, dopo tutte le informazioni e le costruzioni che influenzano il nostro scegliere?” si chiede Alessio Maria Romano nelle note di regia del suo spettacolo ‘Bye Bye’. Leone d’argento all’ultima Biennale di Teatro il coreografo Romano presenterà al Lac giovedì 22 ottobre alle 19.45 la sua personale creazione per Venezia. Comune denominatore della Biennale era quest’anno la censura e il suo lavoro la porta in scena osservandone i meccanismi a tutto tondo attraverso il linguaggio dei corpi.

‘Bye Bye’ è una performance che vede la generosa danza di cinque attori/danzatori (Ornella Balestra, Filippo Porro, Andrea Rizzo, Valerie Tameu, Isacco Venturini) ripetere senza sosta una sequenza distorcendola, rifuggendola e poi riproponendola, a rappresentare la sostanziale differenza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Censura e autocensura che influenzano il lavoro dell’artista e che vanno purtroppo anche a braccetto con una sorta di mostro interiore che blocca l’uomo (a ognuno il suo). Ma non solo, nelle coreografie di Romano trova spazio anche una riflessione più ampia sulla società totalitaria con i danzatori come i diversi ingranaggi di un motore sociale, tesi a volte alla fuga verso l’esterno e a volte alla ricerca di un personale ritmo interiore. Su tutto troneggia il concetto della censura, a partire dall’ottima scelta dei brani musicali, tutti inquisiti nella Storia già dal primo ‘Bye bye blackbird’ che offre spunto per il titolo. Un omaggio alla danza e alla musica, ma soprattutto alla libertà.

Lo spettacolo si avvale della scrittura drammaturgica di Linda Dalisi e è prodotto dal Lac di Lugano in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino.

 

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