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08.09.2020 - 20:39

Il teatro torna in sala con il FIT

Il festival internazionale del teatro e della scena contemporanea ha presentato la sua edizione 2020

di Ivo Silvestro
il-teatro-torna-in-sala-con-il-fit
Necropolis di Zaides

Il teatro torna in sala. E questa, che prima della pandemia era una banalità, diventa forse il senso dell’edizione numero 29 del Fit, il festival internazionale del teatro e della scena contemporanea, in programma a Lugano dal 29 settembre all’11 ottobre. «Saremo tra i primi in Ticino a chiedere al pubblico di tornare in una sala al chiuso in un momento di difficoltà» ha spiegato la direttrice Paola Tripoli in conferenza stampa. «Soprattutto saremo tra i primi a dare uno spazio agli artisti che per un lunghissimo periodo non hanno potuto dire la loro sul mondo».

Il riferimento, qui, non è solo alla chiusura delle attività culturali decisa per ragioni sanitarie dalle autorità, ma anche al “silenzio” del Fit nei giorni del Lockdown: quando tutti organizzavano eventi in streaming e mettevano online i propri archivi, il Fit scriveva in due lettere che continuava a credere in un festival in presenza. Ma, ha proseguito Paola Tripoli, non tanto per una chiusura verso il virtuale e le sue possibilità, piuttosto per una consapevolezza di quel che è il teatro e di quel che sono i nuovi media, due mondi che per incontrarsi hanno bisogno di qualcosa di più di uno smartphone acceso in sala: «Laddove si sceglie la via del virtuale, deve essere una cosa pensata per quel luogo e quello spazio» ha spiegato Paola Tripoli. E infatti il Fit 2020 ospiterà uno spettacolo virtuale, ma tutt’altro che improvvisato: il 4 ottobre alle 17 avremo (su web) ‘Dance the distance’ della compagnia Aiep, progetto vincitore del bando ‘Close the distance’ di Pro Helvetia. Si tratta, hanno spiegato la coreografa Ariella Vidach e il regista Claudio Prati in conferenza stampa, di assistere tramite visori per la realtà virtuale – la cui disponibilità è uno dei problemi di questi eventi immersivi – alla creazione di una compagnia di danza virtuale.

Il resto di questo Fit 2020 sarà in presenza, e non sarà un festival in minore come si poteva temere sia per lo stop delle compagnie teatrali, sia per le difficoltà nel far arrivare i vari artisti dall’estero – certo si è dovuto rinunciare ad alcuni progetti, tra cui uno che avrebbe dovuto coinvolgere gli anziani, una delle rappresentazioni è ancora in forse e un’altra, segno della fluidità della situazione, si è aggiunta all’ultimo momento, ma Paola Tripoli può ben dirsi soddisfatta. Sempre a proposito di pandemia, ricordiamo quanto già detto alla presentazione della stagione del Lac: ci sarà l’obbligo di indossare le mascherine anche durante la rappresentazione, in sala ci saranno le poltrone vuote per rispettare le distanze interpersonali.

Le linee del Fit 2020

Il festival di quest’anno non avrà un titolo o una linea tematica unici: piuttosto incontreremo vari Leitmotiv, quasi dei focus su alcuni dei temi e dei problemi di cui la pandemia ha ricordato l’importanza e l’urgenza. Temi sui quali gli artisti “tornano a dire la loro”: il corpo, lo spettatore, la morte, il paesaggio e le sue metamorfosi.

Avremo ad esempio ‘Forever’ di Tabea Martin, coreografa svizzera che sviluppa una particolare riflessione sulla morte e la vita dopo la morte partendo dagli incontri e le discussione con i bambini. Il risultato è uno spettacolo di danza davvero per tutti, dagli 8 anni in su.

Con altro linguaggio parlerà di morte anche l’uruguayano ma residente in Francia Sergio Blanco: il 9 ottobre presenterà ‘Memento Mori o la celebración de la muerte’, monologo impostato con la formula da lui inventata della “conferenza autofinzionale”, uno dei temi del laboratorio che Blanco terrà al Fit in collaborazione con LACedu.

Abbiamo poi ‘Necropolis’ di Arkadi Zaides (in scena il 4 ottobre), artista israeliano a lungo inseguito da Paola Tripoli. Il suo spettacolo che parte dal progetto di una rete di centinaia di organizzazioni antirazziste di tutta Europa per compilare l’elenco dei nomi delle persone morte mentre tentavano di raggiungere l’Europa via mare. Il Mediterraneo come grande sito commemorativo.

Il paesaggio sarà al centro di due lavori: l’installazione ‘Binaural Views of Switzerland’ di Alan Alpenfelt (nella Hall del Lac dal 5 all’11 ottobre) che partendo dalle fotografie ottocentesche di William England racconta la Svizzera del turismo di massa e del riscaldamento globale; ‘Pleasant Island’ dei belgi Huysmans & Dereere (il 7 ottobre), spettacolo incentrato sui tanti sfruttamenti dell’isola di Nauru, da quello del sottosuolo ricco di fosfati a quello di accogliere, a pagamento, i rifugiati della vicina Australia.


Abbiamo poi ‘Mephistopheles eine Grand Tour’, “concerto per immagini”, dal vivo ma senza corpoi, della compagnia italiana Anagoor (2 ottobre), la coreografa svizzera Ruth Childs, al Foce l’8 ottobre con ‘Fantasia’, la 2b company con ‘Partition(s)’ (8 ottobre ma al Lac), Simon Senn con ‘Be Arielle F’ (10 ottobre). Se tutto va bene, ci sarà poi l’argentina Marina Otero: se riuscirà a raggiungere la Svizzera, porterà il 10 ottobre il suo lavoro su Gustavo Garzón, famoso attore abituato sempre e solo a lavorare per tanto denaro. E l’aggiunta dell’ultimo minuto: in data in via di definizione, l’olandese Marleen Scholten presenterà ‘La codista’, lavoro tratto dalla storia vera di Giovanni Cafaro, disoccupato che si è inventato il mestiere di “stare in fila” per altre persone.


All’interno del Fit ritroveremo poi l’interessante installazione ‘Book is a Book is a Book’ di Trickster-p (dal 30 settembre al 4 ottobre), il cui debutto al Lac lo scorso febbraio era durato un solo giorno e la nuova coreografia di Lorena Dozio, ‘Rame’, in scena il 29 settembre, con cui si conclude la residenza triennale al Lac dell’artista ticinese. Senza dimenticare gli eventi collaterali come le cene tematiche e la radio “ufficiale” del Fit, oltre a tutta la sezione Young&Kids dedicata alle scuole, in cui tra l’altro avremo ‘Di tutti i colori’ del Teatro Pan incentrato su oppressione e razzismo: progetto di teatro forum (in cui il pubblico prende parte alla recita) riadattato per la situazione sanitaria con una parte in video.

Programma completo e informazioni sugli abbonamenti: www.fitfestival.ch.

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