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10.10.2019 - 06:000

'Well, Come Home', a Fescoggia è un successo

Ultime repliche per lo spettacolo di Elena Morena Weber e Oliver Kühn, che portano il pubblico alla scoperta del Malcantone di ieri ed oggi. Il nostro racconto.

Che un villaggio venga fermato per diverse sere a riflettere sulla storia della sua regione, è sicuramente un fatto straordinario. Che questo sia avvenuto poi con un lavoro teatrale con musica e danza lo è ancora di più. Il villaggio malcantonese di Fescoggia ha avuto questo coraggio, lasciando alla direzione artistica della danzatrice Elena Morena Weber, assieme all’attore Oliver Kühn, di invadere con un lavoro artistico di alto livello un mondo discosto dai grandi centri, ma situato all’interno di una storia preziosa del suo passato che è stata riannodata in modo originale dagli autori per l’occasione.

Originalità e professionalità si rafforzano a vicenda e hanno convinto decisamente il numeroso pubblico accorso da più parti del nostro paese. Suddivisi in gruppi, si percorrono le varie “stazioni” scelte all’interno del villaggio, per vedere e sentire raccontare o meditare su fatti straordinari vissuti da persone del Malcantone che in epoche diverse erano emigrate con successo in vari paesi del mondo.
Ogni scena è costruita con fantasia e con un raffinato senso del teatro.

Nulla sembra lasciato al caso: come costumi o persino oggetti , sempre inerenti a un discorso che sta tra il racconto storico e l’intervento divertito della riflessione, toccando temi importanti non solo dell’emigrazione, ma anche della memoria, del valore di un passato coraggioso, come dell’importanza della loro conoscenza per il nostro mondo attuale.

In questa tematica si viene immersi subito dall’inizio con l’arrivo nel paese in auto, con tutti gli atteggiamenti dell’attualità, di chi vorrebbe ricordare il suo passato e si immedesima in se stessa da bambina.

Una finzione che porta lo spettacolo sempre su questo doppio binario.
E allora, in una piazzetta si incontra Domenico Trezzini, il grande architetto di Astano che all’inizio del Settecento ha disegnato da zero la città di San Pietroburgo assieme allo zar Pietro Primo “Il Grande” che cerca alla fine buffamente di esprimersi in russo.

In un altro suggestivo luogo, la danzatrice Amina Boschetti che a metà dell’Ottocento ha danzato in importanti teatri europei, danza e si porta con sé simbolicamente una grande valigia.

Orgogliosamente, in maglia azzurra, al fondo di una scalinata, si inneggia alla nazionale di calcio uruguayana che nel 1950 ha vinto i campionati del mondo, con il malcantonese portiere e allenatore Roque Maspoli. Statuaria, invece, dall’alto, con decisa recitazione, illuminata da una semplice lampadina, Filomena Ferrari, diventata imprenditrice in Liguria nella seconda metà dell’Ottocento, arringa, secondo un preciso documento, i suoi operai a non scioperare.

Dai meandri della Fescoggia notturna, quasi un paese fantasma, senza abitanti, diventata assolutamente scenografica, una piccolissima Venezia teatrale, si è poi confluiti nella cosiddetta piazzetta centrale per il gran finale.

Non posso dapprima non accennare a un piccolo gioiello d’invenzione teatrale: donne sedute in un piccolo angolo che pettegolano sui fatti dei personaggi emigrati: un piccolo capolavoro di gesti, suoni, parole, sincronismi, ritorni, costumi, da godersi intensamente fino alla sua conclusione.
Altre scene meriterebbero di essere menzionate, come le esoteriche benedizioni di un prete nella chiesa illuminata e profumata di incenso, i canti ritmici uruguaiani, una coppa di gelato gustata acrobaticamente con musica dal grammofono, e altre ancora.

Tutti in piazza quindi per assistere alla grande danza di gruppo attorno alla protagonista vestita di rosso che simbolicamente danza con il Futuro, pure rosso, ma dal volto coperto. Un grande augurio che sfocia in un invito a terminare tutti con una Festa nel palazzo, ex-convento e ora museo d’arte, sempre accompagnata dalle significative musiche di Sandro Schneebeli.
Per tutti: un Well, Come Home! Che è il titolo di questo straordinario evento.

Info: www.elenamorena.com/welcome.

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