Spettacoli
04.03.2019 - 06:200

L’attualità de ‘Il nome della Rosa’

Il bestseller di Eco torna sullo schermo con una serie di otto puntate, da questa sera. È John Turturro a vestire il saio di Guglielmo da Baskerville.

John Turturro non aveva mai letto il bestseller mondiale di Umberto Eco “Il nome della rosa” o visto il film del 1986, diretto da Jean-Jacques Annaud, quando fu contattato per prendere parte a un nuovo adattamento televisivo, in onda su Rai 1 da questa sera, 8 puntate suddivise in quattro prime serate tv. “Ho letto il libro e l’ho adorato. Ho iniziato a scrivere al regista Giacomo Battiato”, ha detto l’attore statunitense.

A più di trent’anni dal film con Sean Connery, il bestseller di Umberto Eco (Bompiani, la prima edizione è del 1980) che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo torna in una serie evento su Rai 1, sotto il benestare della famiglia Eco: lo scrittore aveva letto la prima stesura della sceneggiatura di Andrea Porporati.

L’adattamento televisivo vedrà il volto di John Turturro, che vestirà il saio del monaco francescano inglese Guglielmo da Baskerville. Nella trama, lo ricordiamo, il monaco viene scelto per mediare la Disputa nell’incontro tra la delegazione di Papa Giovanni XXII e quella dei dotti francescani che sono accusati di voler destituire il potere temporale della Chiesa.

Nei panni del monaco

“Sono molto felice – ha spiegato Turturro nel corso della presentazione della serie a Viale Mazzini di venerdì scorso – di essere qui, ringrazio Giacomo – il regista – per aver pensato a me per il ruolo di Guglielmo”.

L’attore, regista e sceneggiatore natio di New York ha svelato di non aver mai letto prima il capolavoro di Eco: “Ho letto il libro e l’ho trovato bellissimo. Ho scoperto un mondo straordinario. Racconta un mondo che ha elementi estremamente attuali; è stata una grandissima esperienza. Sono rimasto commosso dalla riuscita e dalla grandiosità del progetto. Non ho mai visto il film con Connery anche per non farmi influenzare”.

Turturro interpreta proprio Guglielmo da Baskerville, il monaco francescano che indaga su una serie di misteriosi omicidi in un monastero del Nord Italia del XIV secolo. Dotato di un’intelligenza e una capacità di osservazione fuori dal comune, il monaco è in grado di leggere la realtà come un libro aperto, affidandosi a un approccio scientifico, nonché al proprio infallibile metodo deduttivo.

Sebbene sia un uomo di fede del Medioevo, in contrasto col suo tempo, cerca sempre la spiegazione più logica e razionale, anche di fronte a quegli eventi che appaiono incontrovertibilmente frutto di forze soprannaturali. La sua fama lo precede e per questo l’Abate gli affida l’indagine sui delitti nell’abbazia. Per lui il messaggio cristiano è da vedersi alla luce della spiritualità, dell’amore, della carità, del rispetto e della comprensione. È tollerante nei confronti dei peccati del corpo, come la lussuria o il bere, e severo verso quelli che considera più gravi, come i delitti o la sopraffazione di un uomo sull’altro.

Attualità dell’opera

Nel cast, Rupert Everett è lo spietato inquisitore Bernard Gui e Michael Emerson è l’abate. La stella nascente Damian Hardung il novizio Adso da Melk. John Turturro ha trovato una risonanza moderna in questa storia medievale. “Ho pensato che fosse un libro molto importante, forse più in questo particolare momento rispetto a quando è uscito”, introduce Turturro. “Guardi tutte le cose che stanno esplodendo dappertutto, gli uomini ‘forti’ che sono al comando… tutti gli scandali, l’oppressione delle donne da parte degli uomini – è tutto nel libro, tranne ovviamente la tecnologia di oggi”.

Infine quale carattere ha sentito più affine di Gugliemo? “Nessuno. A me interessava il suo processo mentale, l’idea che la conoscenza, la cultura è una protezione verso il Potere”.

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