laRegione
Nuovo abbonamento
tutta-un-altra-musica
Dario Garegnani
ULTIME NOTIZIE Culture
Musica
2 min

Cifre da capogiro per Georges Brassens all'asta

Ventidue manoscritti originali del gigante della canzone francese battuti da Arturial a cinque volte la cifra stimata
Musica
22 min

Sophia Tomelleri- Roberto Pianca Quartet al LongLake Festival

Sabato 26 settembre in Piazza Manzoni a Lugano, insieme al chitarrista, la giovanissima sassofonista vincitrice del prestigioso Premio Massimo Urbani 2020.
Culture
59 min

Chiasso: a proposito di confine, un convegno

'Il confine italo-svizzero in epoca globale. Spunti per una riflessione sul futuro delle aree di confine', venerdì 25 settembre dalle 15.30 alle 18 allo Spazio Officina.
Scienze
4 ore

Iss costretta a una manovra per evitare i rifiuti spaziali

Il rottame di un razzo giapponese del 2018, andato in pezzi l'anno scorso, sfiora la Stazione Spaziale Internazionale
Musica
5 ore

Vent'anni di The Vad Vuc due volte al Sociale

Ancora pochi biglietti per venerdì 25 e sabato 26 settembre, live che riassume 'un pezzo di strada vadvucchiana'. E ci saranno davvero tutti...
Spettacoli
6 ore

Jazz in Bess: tira aria di jam session

Sabato 26 settembre dalle 21.15, l'appuntamento fisso per professionisti e appassionati. Formazione di base è il Luca Marini Trio
Musica
6 ore

'Versi in jazz', la musica incontra la poesia slam

Il quartetto jazz dei Note Noire condivide il palco di Piazza Riforma con Alessandro Burbank e Gianmarco Tricarico. Accadrà il 30 settembre a Lugano.
Culture
6 ore

Tre volte belcanto: Festival della lirica alla Bibliomedia

L'11, 18 e 24 ottobre a Biasca, tre concerti con la partecipazione di alcuni finalisti del concorso internazionale 'Maria Amadini' di Bellinzona
Arte
1 gior

Falsi Modigliani, processo rinviato a gennaio

Iniziato, e subito rinviato, il processo per i 20 dipinti sequestrati mentre era in corso una mostra, curata da Rudy Chiappini, a Palazzo Ducale a Genova
Arte
1 gior

Immersi nella Vienna di Gustav Klimt

Apre al Palacinema di Locarno Klimt Experience, mostra multimediale e immersiva dedicata all'artista viennese. Ma con qualche limite
Scienze
1 gior

I ghiacci dell'Artico ridotti ai minimi termini

Nell'estate 2020 registrata la seconda estensione minima dall'inizio delle misurazioni, nel 1979
Scienze
1 gior

Un nuovo fascio di luce potrebbe uccidere il Sars-Cov-2

A individuarlo è stato uno studio dei ricercatori dell'Università di Hiroshima sull'uso della luce ultravioletta C (Uvc)
Arte
1 gior

Oscar Andrea Braendli, singolarità di un artista

Alla Biblioteca cantonale di Bellinzona, il 24 settembre, una selezione di acquerelli dell'artista di origini elvetiche vissuto tra Milano, Zurigo e il Luganese
Fotografia
1 gior

Chiocciola Slow Food 2020 al fotografo Ely Riva

Per l'atteggiamento 'lontano anni luce dalle seduzioni della fretta e del facile risultato' e le molte altre qualità contenute nella motivazione.
Musica classica
1 gior

'Settimane Musicali' chiude con successo (e la formula tornerà)

Premiate da pubblico e critica. Il fine settimana con musica da camera e la partecipazione di un gruppo di rinomati solisti potrebbe riproporsi nel 2021.
Spettacoli
29.01.2019 - 11:450

Tutta un’altra musica

Questa sera al Lac ‘Silent’, progetto per riscoprire, con i sordi, altre dimensioni del suono Ne parliamo con l'ideatore, il compositore Gabriele Marangoni.

Un concerto che va oltre l’udibile, lavorando sulla percezione fisica e cerebrale del suono: così si presenta ‘Silent’, concerto – o meglio esperienza, visto che tutto, qui, è un invito a superare le categorie tradizionali – che si terrà questa sera alle 20.30 al Lac di Lugano in prima svizzera. Protagonista di ‘Silent’, un ensemble vocale di sordi che, sotto la direzione di Dario Garegnani, interagirà con la partitura sonora elettronica e le voci di Francesca Della Monica e David W. Benini. E l’ideatore di tutto questo, il compositore, musicista e docente al Conservatorio di Cagliari Gabriele Marangoni.

Marangoni, che cosa è ‘Silent’?

Innanzitutto, è un’esperienza immersiva di suono. Questo abbinamento tra musicisti e un ensemble di sordi nasce dalla natura stessa del progetto che ho sviluppato partendo da un’esigenza: spostarmi dalla concezione tradizionale del suono per andare a riscoprire una produzione che fosse anche più primordiale.

E questa dimensione l’ha trovata nei sordi?

I sordi sono quelle persone che percepiscono i suoni ma non attraverso l’udito, come facciamo noi, ma la vibrazione, lo spostamento d’aria… il suono prende una connotazione fisica, sia nel senso di corporeo, sia nel senso della scienza. Tutto è pensato in funzione dell’ensemble dei sordi. Nella partitura di ‘Silent’, tutti i suoni sono suoni che i sordi possono produrre e gestire, come la respirazione, la percussione dei denti… tutti elementi che sono stati orchestrati in una vera partitura di musica contemporanea che poi è stata aperta a dei solisti che sono estensioni dei sordi.

Per il pubblico che cosa significa?

Entrare in una percezione del suono molto particolare, tornare a parlare di suono come vibrazione anche delle cavità interne corporee. Per il pubblico sarà un’esperienza immersiva fatta di aria, di vibrazioni… arriviamo a usare onde sonore fino ai 4 hertz, di 16 hertz sotto la soglia uditiva dell’uomo.

Suoni ai quali anche noi siamo sordi.

Esatto. Non percepiamo quei suoni attraverso l’udito, ma attraverso un cambiamento di pressione. Sentiamo le nostre cavità vibrare per simpatia con queste onde sonore. Ogni persona del pubblico avrà a disposizione una sfera d’aria che potrà abbracciare o tenere con sé durante tutto il concerto, in modo da avere questa fruizione del suono tramite la vibrazione.

Come fanno i sordi?

Come fanno i sordi. Anche sul palco dove i performer sordi, attraverso dei dispositivi vibranti, possono percepire in alta definizione tutto quello che succede, sia i suoni che producono sia quelli che li circondano. Si tratta di superfici vibranti progettate da Nicola Riva fatte interamente in legno con al loro interno un trasduttore che trasforma in vibrazione i suoni, rendendo non solo il ritmo, ma tutte le sfumature timbriche del suono. Questo permette uno scambio performativo perfettamente alla pari tra udenti e non udenti. Diciamo che in ‘Silent’ siamo noi udenti a entrare nel mondo dei sordi. Per me è una cosa molto importante: non si tratta di far intuire a un sordo com’è il nostro universo uditivo, ma entrare noi nel suo.

Ma ha senso parlare ancora di musica, oppure abbiamo a che fare con un’altra forma d’arte?

Sì, il termine “musica” va un po’ stretto. Perché la nostra storia musicale a un certo punto ci ha portato, sia come fruitori sia come compositori, a relazionarci con altre caratteristiche del suono. E abbiamo perso l’esperienza fisica e primordiale del suono, quello che il nostro corpo sente. So che il termine “immersivo” viene spesso abusato, ma in questo caso il pubblico viene davvero immerso in una grande sfere sonora.

Come avviene il coinvolgimento dei performer sordi nello spettacolo?

Come compositore inizio a interagire con loro mesi prima del concerto, con dei workshop in cui lavoriamo su queste strutture sonore, vediamo come gestirle. Fino all’ultima fase, quando c’è un direttore d’orchestra – Dario Garegnani – che dirige sia i sordi sia i solisti. E qui diventa molto interessante perché il linguaggio di un direttore d’orchestra è fisico, un linguaggio di segni. Una cosa che mi stupisce sempre è la grande facilità che hanno i sordi a interagire e dialogare attraverso il contatto visivo, attraverso la gestualità – perché ci sono abituati fin da piccoli. E questo crea una connessione molto forte.

Un’esperienza sonora nuova ma, volendola considerare una composizione musicale, a cosa la potremmo accostare?

Parte con il linguaggio della musia contemporanea più recente. Da lì poi si sviluppa e prende tutte le altre caratteristiche che la distinguono dall’estetica della musica classica contemporanea.

La musica contemporanea ha in genere un suo pubblico ben preciso. ‘Silent’ a chi si rivolge?

È trasversale. Perché dentro di sé ha un lato, una carica umana che le permette di superare questa divisione di genere. Il progetto l’abbiamo già presentato diverse volte – quella al Lac sarà la prima svizzera –, e la cosa che mi ha meravigliato è la risposta in un pubblico veramente eterogeneo. Negli intenti di ‘Silent’, l’ascolto è quasi una cosa collaterale: c’è questa esperienza fisica, di immersione sonora, che è percepita e compresa – in maniera naturale e istintiva – da tutti.

© Regiopress, All rights reserved