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10.07.2019 - 06:100

Jova Beach Party, la visione audace di Jovanotti

Ci sono il Rock e il Ritmo, una festa sognata per anni, una visione di Jovanotti. Ma anche molte perplessità, per l'organizzazione e per la Natura...

“Mamma mia ragazzi! Che botto è stato il primo Jova Beach Party. È stato un risveglio di quelli che il mondo appare diverso. Prima di tutto grazie per l’entusiasmo e il coraggio, perché questa festa è la partecipazione a una visione audace che per me è il senso stesso del rock’n’roll”.
Con queste parole, inviate al mondo via social, Lorenzo Cherubini ha salutato il successo del primo Jova Beach Party, sabato a Lignano Sabbiadoro.

Jovanotti ha condotto in porto, anzi in spiaggia, la prima tappa della sua festosa rivoluzione rock (un milione e mezzo di spese per ognuna delle 17 date), nonostante i timori, le critiche, le polemiche che hanno accompagnato la preparazione del suo tour mai sperimentato prima in Italia. E che non sono mancati neanche dopo il primo mega-concerto, con tanti ospiti sul palco già dal pomeriggio e Jovanotti sempre lì, immancabile e rassicurante come un bagnino sul suo trespolo.

Le critiche, dopo il primo Party, non hanno riguardato però le questioni ambientali che accompagneranno il tour fino alla sua conclusione, né le condizioni in cui è stata riconsegnata la spiaggia (“pulita, ce l’abbiamo fatta”, ha scritto con orgoglio Jovanotti), tantomeno la musica proposta (dagli anni 60 all’omaggio ai Queen, fino ai suoi successi più recenti). No, a Lignano i musi si sono allungati a metà festa, quando le scorte di cibo e bevande si sono esaurite, magari dopo aver acquistato i 'token (moneta virtuale) non rimborsabili e fatto code di ore.

Insomma, il problema sta nell’organizzazione, come segnala in rete chi ha speso i soldi ma non ha potuto bere né mangiare niente, chi a metà spiaggia non vedeva neanche il megaschermo perché coperto da strutture gonfiabili e chi ha definito il Party del tutto inadeguato per le famiglie con bambini, nonostante la promozione garantisse il contrario.

Un inchino alla Natura...

Di fronte alle critiche, Jovanotti ci ha messo la faccia, condividendo però la responsabilità con chi lo accompagna in questo azzardo – il suo “progetto enorme e un po’ folle” – che rischia di fare scuola, consegnando le spiagge a orde di nottambuli inconsapevoli degli equilibri di una natura già abbastanza sacrificata al soldo. Gli organizzatori, ha scritto Jovanotti, “vi devono dire grazie ma soprattutto vi devono chiedere scusa (...) Chiaro che in un evento con 50mila persone in una spiaggia non ti serviranno il drink al tavolino ma ieri molti aspetti dell’organizzazione sono stati sottostimati”.

Negli occhi del tatuato barbuto Peter Pan romano è però rimasta la festa, con la sua carica “primordiale”. E un’immagine letteraria: “Fin dall’inizio ho avuto nel cuore le città invisibili di Calvino immaginando la nostra con le caratteristiche di una città millenaria che vive per un solo giorno e poi parte verso il futuro come un’immagine che resta negli occhi e nutre l’entusiasmo dei giorni che verranno. Si sospende il tempo e appare... sua maestà il Ritmo!”.

Stasera il Jova Beach Party fa tappa a Rimini, preceduto da un’altra scia di polemiche. Fra queste, oltre all’interrogazione al Ministero dell’ambiente da parte di due deputate 5 Stelle, anche l’Esposto di alcune associazioni ambientaliste e animaliste, fra cui Legambiente e Lega italiana protezione uccelli. Al centro del contendere una piccola colonia di fratini, uccelli che nidificano nella sabbia e il cui numero è da decenni in drastica regressione.

Beh, qui il problema sta nel fatto che i (pochi) pulcini rischiano di essere schiacciati dai 40mila attesi in spiaggia. La richiesta di posticipare il concerto ovviamente non ha prodotto esiti e le rassicurazioni sulle misure per proteggere i fratini non hanno dissolto le perplessità ambientaliste in tutta la Penisola: per la scelta delle location dei Party (come Marina di Cerveteri, il Lido degli Estensi nel Delta del Po, Roccella Ionica o Plan de Corones), per la collaborazione del Wwf, per l’idea stessa di portare 40mila umani urlanti in contesti naturali spesso fragili.

Per tutto ciò che potrebbe ispirare la felice visione di Jovanotti, nonostante le buone intenzioni: “Un inchino per il cielo, una per la terra e uno per voi”.

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