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31.12.2018 - 06:02

Oroscopi, come (non) funzionano

Come ogni anno, il CICAP ha verificato se le previsioni astrologiche del 2018 si sono avverate. Spoiler: no.

di Ivo Silvestro
oroscopi-come-non-funzionano

Siamo sempre più lontani dalle stelle: complice l’inquinamento luminoso, quando alziamo gli occhi al cielo notturno più che la Luna non vediamo. Eppure gli astri li incontriamo quasi tutti i giorni: difficile non imbattersi in un oroscopo su radio, televisione, giornali, web, social media. Soprattutto in questo periodo dell’anno, quando le previsioni astrologiche abbondano «ma sono sempre più vaghe, sempre più condizionali» ci spiega Stefano Bagnasco, fisico dell’Istituto nazionale di fisica nucleare italiano e coordinatore del Gruppo di studio sull’astrologia del Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze. È suo il periodico controllo delle previsioni astrologiche dell’anno precedente – lo si trova sul sito cicap.org –; controllo sempre più difficile, appunto, per la vaghezza delle previsioni.

Essere vaghi è del resto un buon sistema per fare previsioni che si avverano…

Certamente. Ci sono due possibilità. La prima è scrivere cose sufficientemente vaghe da essere sicuri, a posteriori, di riuscire trovare qualcosa che si adatti alla tua previsione. La seconda è tirare a indovinare: se va bene, farò tutta la pubblicità possibile su quella previsione; se ho sbagliato, tanto chi andrà a controllare dopo un anno? È qui che arriviamo noi…

Se poi uno di previsioni precise ne fa molte, almeno una si avvererà…

Certo: sbagliarle tutte sarebbe improbabile quanto indovinarle tutte! Tanto che i parapsicologi hanno un termine tecnico per questa cosa: “Psi-negativo”, quando le cose vanno così male che il risultato è improbabile quanto se andassero molto bene.
Quindi, se uno fa un numero sufficiente di previsioni, qualcosa di azzeccato c’è – e siccome per ovvi motivi una previsione azzeccata colpisce più di quelle sbagliate, è più facile che ci si ricordi di quella e non delle altre.

La verifica che fate è comunque più un divertimento che una vera smentita dell’astrologia…

Ci sono due cose da dire. La prima è che per fare uno studio scientifico si dovrebbero raccogliere tutte le previsioni disponibili, classificarle, assegnare a ognuna una probabilità, capire quante se ne sarebbero indovinate tirando a caso… un lavoro simile, fatto bene, sarebbe estremamente difficile, per cui si percorrono altre strade. Con gli astrologi che prevedono il carattere delle persone si possono immaginare dei protocolli scientifici per la verifica: è stato fatto più volte e il risultato è stato sempre negativo.

L’altra cosa da dire è che in realtà questa astrologia qui, delle previsioni di fine anno, non è che sia una piaga sociale. Non c’è niente di male se uno per divertimento legge un po’ di oroscopi: l’importante è non crederci davvero. Noi questa verifica annuale la facciamo un po’ per ribadire questo, di non prendere sul serio gli oroscopi. E anche, più in generale, per attirare l’attenzione su questi fenomeni, perché l’astrologia magari non è molto importante, ma altre credenze lo sono…

Basta pensare alle pseudoscienze in ambito medico… ma non c’è un ‘rischio contagio’?
Uno inizia con l’oroscopo e poi si cura il tumore col bicarbonato?

Allora, premetto che non abbiamo informazioni recenti, perché i dati statistici sono piuttosto vecchi. Comunque, per l’astrologia i dati dicevano che la maggior parte degli italiani legge regolarmente gli oroscopi e magari dà loro un qualche peso; ma quelli che davvero li prendono in considerazione per scelte importanti sono molto pochi.
Più in generale, è vero che chi tende a credere in una di queste discipline, tende a essere aperto anche alle altre. Sul perché ci sono varie ipotesi, ma – personalmente – non credo ci sia un effetto contagio: semplicemente, penso che credere nell’astrologia sia un indicatore del fatto che uno è disposto a credere anche in altre cose…

Insomma, oroscopi diffusi ma perlopiù come passatempo…

Sì, un gioco di società, un divertimento… se vogliamo, le 12 previsioni dell’anno sono un genere letterario. Tant’è che è difficile trovare astrologi che facciano previsioni davvero negative. Quando nella nostra rassegna figurano previsioni catastrofiche, quasi sempre non sono di astrologi in senso stretto, ma di altri tipi di veggenti.

L’astrologia ha una storia millenaria… ma è lunga anche la storia delle sue confutazioni che risalgono almeno al Rinascimento.
Non è una sconfitta per i razionalisti, il fatto che gli oroscopi siano ancora così diffusi?

Mah… per il gioco di società che non fa niente di male e al massimo è diseducativo, non vale la pena fare chissà che battaglie…
Per quanto riguarda chi davvero ci crede e usa il responso degli astri per prendere decisioni di qualsiasi tipo, credo sia semplicemente una delle tante possibilità che uno ha per cercare soluzioni facili a delle domande difficili. Una tentazione che va al di là della razionalità per cui puoi fare tutte le critiche che vuoi, ma nei momenti di crisi, uno fa fatica a essere completamente razionale.

C’è poi da aggiungere una cosa, sulle critiche all’astrologia. Cioè?

C’è stato un salto importante a metà Novecento, quando si sono iniziati a fare studi statistici. Scoprendo, ad esempio, che nessun astrologo è mai stato in grado di descrivere il carattere di una persona meglio di qualcuno che tira a indovinare. Prima la critica all’astrologia era semplicemente di principio: dalla Chiesa cattolica per la questione del libero arbitrio, dagli astronomi perché un’eventuale influenza degli astri non può funzionare così.

Questioni come la precessione degli equinozi, o il fatto che le forze di marea dei pianeti sono minime?

Sono critiche formali, alle quali gli astrologi rispondono facilmente: quello che conta non sono le costellazioni degli astronomi ma i segni zodiacali di Tolomeo che hanno un valore simbolico. Sulle forze di marea: che ne sapete che sappiamo tutto? E hanno ragione.

E allora?

E allora andiamo a vedere se vale la pena studiare l’astrologia per capire che cosa la fa funzionare…

Che è uno dei primi passi delle indagini sui fenomeni misteriosi…

Esatto: prima di spendere soldi per capire come funziona qualcosa, bisogna vedere se questa cosa esiste davvero. E in tanti casi si scopre che no… come in questo caso: sarebbe interessantissimo capire come funziona l’astrologia. Se l’astrologia funzionasse.

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