Società
25.07.2018 - 06:000

La rivoluzione in sella a un asino

Partirà da Bellinzona il primo agosto lo spettacolo itinerante di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis per ricordare gli ideali dello sciopero nazionale del 1918.

Ti capita mai di sentire il bisogno di urlare “io ci sono!”? Ti capita mai di desiderare una risposta diversa all’accumulo di questioni irrisolte che ti si presentano davanti? Capita a te, capita a tutti. Capitò cento anni fa e una nazione si fermò. E ora? È di nuovo possibile questa rivoluzione?
Interrogativi che faranno da sfondo a un viaggio di venti giorni sulle tracce dello sciopero nazionale del 1918. È il nuovo progetto, parte di una più vasta iniziativa nazionale, di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis che, dal primo al 19 agosto, si potrà seguire – oltre che sulle pagine e sul sito della ‘Regione’ – su ReteDue, su nucleomeccanico.com e sulla pagina Facebook facciamolarivoluzione.

Il progetto nazionale

In occasione del centenario dello sciopero generale nazionale del 1918 il Canton Soletta ospiterà un teatro all’aperto su questo avvenimento centrale per la Svizzera. Questa rappresentazione sarà arricchita da contributi realizzati da gruppi teatrali di tutta la nazione. Il progetto ha l’obiettivo di presentare lo sciopero generale sotto diverse prospettive mostrando che si tratta di un evento storico maggiore nella genesi della cultura politica Svizzera.
Per informazioni: 1918.ch.

Il progetto ticinese

“Sì! Rivoluzione!” è il progetto invitato a rappresentare il Canton Ticino in occasione del progetto nazionale 1918.ch. La si può definire un’opera di “teatro-walking”. Un viaggio da Bellinzona a Olten percorso da un uomo (Flavio Stroppini) e un asino (Ronzinante). I due, oltre a portare il racconto dello sciopero nelle piazze di 16 paesi (con mezz’ora di narrazione, coadiuvati da artisti ticinesi che verranno ospitati lungo il cammino) partiranno alla ricerca di compagni per una Rivoluzione, per portare le rimostranze della popolazione a chi li può sentire. L’uomo avrà una bandiera per rappresentarle tutte. Con loro un libro, come una guida, per trovarci risposte.

Lo sciopero del 1918

Lo sciopero generale coinvolse l’intero territorio nazionale nel novembre del 1918. La guerra aveva lasciato impoverita la classe operaia. Le organizzazioni operaie, le cui richieste trovavano scarsa eco presso le autorità, individuarono nell’astensione dal lavoro un mezzo di pressione politica. Il comitato di Olten, che si proponeva di rappresentare la classe operaia, presentò numerose rivendicazioni al Consiglio federale accompagnandole da minacce di sciopero. Nei circoli borghesi si iniziò a temere una Rivoluzione. Alcuni videro nell’agitazione degli impiegati di banca zurighesi (fine settembre) la prova generale della rivolta. Altri volevano dare una lezione agli operai insorti mentre l’esercito era ancora mobilitato. Il 7 novembre, dopo la decisione del Consiglio federale di intervenire militarmente, i vertici dell’esercito fecero sfilare le truppe a Zurigo a fini dimostrativi. L’arrivo delle truppe provocò l’indignazione generale degli operai e il comitato di Olten lo stesso giorno, in seduta straordinaria, incitò all’astensione dal lavoro. Lo sciopero di protesta in 19 centri industriali indetto sabato 9 novembre si svolse nella calma. A Zurigo, l’Unione operaia decise di continuare le manifestazioni fino al ritiro delle truppe. Il 10 novembre si verificarono però violenti scontri tra dimostranti e militari. Al comitato di Olten non restò che proclamare lo sciopero generale a tempo indeterminato dal 12 novembre. Vennero presentate nove rivendicazioni (politiche e sociali). Il rinnovo immediato del Consiglio nazionale secondo il sistema proporzionale, il voto alle donne, il dovere per tutti di lavorare, la settimana di 48 ore, una riforma dell’esercito, la garanzia dell’approvvigionamento alimentare, l’Avs, il monopolio statale sul commercio estero e un’imposta sulla sostanza per ridurre l’indebitamento pubblico. Lo sciopero si svolse nella calma (in Ticino in verità non ci fu molta partecipazione), la situazione sfuggì al controllo solo in poche occasioni, generalmente in seguito all’apparizione delle truppe. Il 13 novembre il Consiglio federale pretese la fine incondizionata dello sciopero. Il comitato di Olten, che temeva un intervento dell’esercito, accettò l’ultimatum il 14 novembre. Il giorno seguente il lavoro riprese quasi ovunque.

A cavallo di un asino

Torniamo a Bellinzona. Il 14 novembre 1918 gli operai appresero la fine dello sciopero e le motivazioni del comitato di Olten sul piazzale della Stazione, davanti all’odierna Casa del Popolo.
“Questa decisione sorprenderà i lavoratori nel pieno fervore della lotta: non siamo riusciti a fare accettare le nostre richieste. Avremmo dovuto trasformare lo sciopero generale in movimento rivoluzionario! Non si poteva mandare la massa operaia inerme contro le mitragliatrici dell’avversario. Lo sciopero generale nazionale è terminato. Ma la lotta della classe operaia continua” (dal discorso originale).
Abbiamo immaginato che qualcuno nel piazzale Stazione di Bellinzona, quel giorno, all’annuncio della fine dello sciopero generale, abbia desiderato la rivoluzione. Quel qualcuno avrebbe potuto partire verso Olten, per protestare. Non abbiamo notizie di un viaggio di questo tipo, ma sarebbe stato possibile. Così, cento anni dopo abbiamo deciso di partire. E raccontare, in viaggio – ogni sera in un paese diverso – in direzione Olten, quelle che erano le motivazioni di una rivoluzione morta sul nascere. E ogni giorno raccogliere le motivazioni di oggi, per provarci, tutti assieme, a dire ad alta voce: “Sì! Rivoluzione!”.

Gli incontri

Ad ogni tappa degli incontri. Attori (Margherita Coldesina, Flavio Sala, Matteo Carassini), musicisti (Julie Meletta, Kety Fusco, Daniele Dell’Agnola, Francesco Pervangher e i cornisti dell’Acasi), il Dhau di Opera retablO, il poeta premio svizzero per la letteratura 2017 Fabiano Alborghetti, la capoeira di Diego Calasso, le acrobazie di Vincenzo Englin, i cavalli di Sara Flaadt e molti altri… Tutti artisti del nostro territorio che con noi racconteranno questa storia. Da Bellinzona a Olten, risalendo la Leventina e poi la Nüfenen, scavallando il Grimsel e raggiungendo Meinringen, poi Stans… Fino a partecipare, raggiunti dal violoncello di Matilda Colliard, alle prime tre repliche dello spettacolo nazionale.

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