04.10.2022 - 17:00

Una tarma ha nella saliva gli enzimi che sciolgono la plastica

La Galleria mellonella, nota anche come camola del miele, riesce a degradare il polietilene tramite due proteine individuate da un team italo-spagnolo

Ats, a cura di Red.Web
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Foto:Andy Reago & Chrissy McClarren, CC BY 2.0, attraverso Wikimedia Commons

Due proteine, denominate Demetra e Cerere come la divinità greca e latina dell’agricoltura, presenti nella saliva di una tarma sono in grado di avviare il processo di degradazione di una delle più diffuse materie plastiche, il polietilene. A scoprirle un gruppo di ricercatori spagnoli del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas coordinati dall’italiana Federica Bertocchini, che hanno illustrato la ricerca sulle pagine di Nature Communications.

Il gruppo guidato da Bertocchini, in passato, aveva scoperto che le larve di un lepidottero il cui nome scientifico è ‘Galleria mellonella’ e che è comunemente conosciuto con diversi nomi (tarma della cera, tignola degli alveari, camola del miele) sono in grado di ossidare il polietilene in un tempo così breve da renderlo "il più veloce agente biologico noto capace di modificare chimicamente il polietilene", spiegano i ricercatori.

Quello dell’ossidazione è un passaggio chiave e il principale "collo di bottiglia" nei processi che aspirano a degradare le materie plastiche, scomponendole in componenti più semplici. "Ricerche precedenti hanno dimostrato che il polietilene può essere degradato con mezzi biologici, ma ciò generalmente richiede un aggressivo pretrattamento inorganico per iniziare il processo (ad esempio, utilizzando calore o radiazioni)", si legge in una nota. "La degradazione può essere ottenuta da alcuni microrganismi, ma si tratta di un processo molto lento che può richiedere mesi. Inoltre, non sono stati identificati gli enzimi responsabili".

Nel nuovo studio, il team ha ricercato nella saliva della tarma della cera quali fossero le componenti in grado di conferirle la capacità di degradare il polietilene. Dopo avere analizzato le proteine costitutive della saliva gli scienziati sono giunti all’identificazione dei due enzimi Demetra e Cerere. "Per quanto ne sappiamo, sono i primi enzimi animali con questa capacità", spiegano i ricercatori. "Ciò apre la strada a potenziali soluzioni per la gestione dei rifiuti di plastica attraverso il bio-riciclo". Inoltre, secondo gli scienziati, lo studio suggerisce che la saliva degli insetti potrebbe rivelarsi una miniera di enzimi in grado di degradare le più diverse sostanze "che potrebbero rivoluzionare il campo del biorisanamento". Allo studio hanno collaborato ricercatori dell’Università degli Studi della Basilicata di Potenza.

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