04.10.2022 - 13:07
Aggiornamento: 05.10.2022 - 12:20

Epilessia, alla base forse una iper-comunicazione cerebrale

Uno studio dell’Università di Padova evidenzia la correlazione con i livelli di integrazione fra più aree del cervello

Ansa, a cura di Red.Web
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Una delle cause dell’epilessia del lobo temporale, la più comune forma di epilessia, potrebbe essere una eccessiva comunicazione tra diverse aree del cervello. È quanto hanno scoperto ricercatori dell’Irccs Eugenio Medea e dell’Università di Padova in uno studio pubblicato sulla rivista Cortex. "La concezione dell’epilessia è cambiata nel tempo, passando dall’essere considerata un’alterazione specifica di una porzione del cervello a un disturbo più sistemico che può coinvolgere uno o più network cerebrali", spiegano le due istituzioni in una nota. In particolare, negli ultimi anni è emerso che, affinché le reti cerebrali funzionino correttamente, è necessario che esse siano ben organizzate al loro interno, con ogni nodo della rete in grado di elaborare le informazioni che riceve, e allo stesso tempo ben differenziate dagli altri circuiti.

Secondo lo studio è emerso che proprio questi due meccanismi risultano alterati nei pazienti con epilessia del lobo temporale. "Nel cervello caratterizzato da epilessia abbiamo riscontrato uno sbilanciamento a favore di una iper-comunicazione tra diverse aree cerebrali, perfino quando il cervello non è impegnato in nessun compito", dice il primo firmatario dello studio Gian Marco Duma, ricercatore dell’Irccs Medea di Conegliano. "Uno dei risultati più importanti di questo studio è che maggiori livelli di integrazione tra i network cerebrali correlano con prestazioni peggiori del funzionamento cognitivo nei pazienti con epilessia, e in particolare nei test di memoria e attenzione – sottolinea il coordinatore dello studio Giovanni Mento, docente all’Università di Padova –. Questa è una dimostrazione che flessibilità e integrazione dei network cerebrali sono in un delicato equilibrio e una loro alterazione può impattare le nostre funzioni cognitive".

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