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22.09.2022 - 17:05

Covid, nel mondo 40 milioni di disturbi neurologici collegati

Tra le complicazioni che possono insorgere ci sono ictus, problemi cognitivi e di memoria e ansia. Lo indica uno studio statunitense

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Effetti collaterali del post-coronavirus

Un anno dopo il Covid, il rischio di diverse complicanze neurologiche è concreto: si stimano 40 milioni di nuovi casi di disturbi neurologici post-Covid nel mondo. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista ‘Nature Medicine’ e condotta da esperti della Washington University School of Medicine a St. Louis (Usa).

Tali complicazioni includono anche ictus, problemi cognitivi e di memoria, depressione, ansia, emicrania, disturbi del movimento, da tremori e contrazioni muscolari involontarie a crisi epilettiche, anomalie dell’udito e della vista, difficoltà di equilibrio e coordinazione e altri sintomi simili a quelli del morbo di Parkinson.

"Il nostro studio fornisce una valutazione completa delle conseguenze neurologiche a lungo termine del Covid-19", ha dichiarato l’autore senior Ziyad Al-Aly. "Gli studi precedenti hanno esaminato un insieme più ristretto di esiti neurologici, per lo più in pazienti ospedalizzati. Noi abbiamo valutato 44 disturbi cerebrali e altri disturbi neurologici sia tra i pazienti non ricoverati, sia tra quelli ricoverati, compresi quelli in terapia intensiva. I risultati mostrano gli effetti devastanti a lungo termine del Covid-19. Il virus non è sempre così benigno come alcuni pensano".

Complessivamente, il Covid-19 ha contribuito a più di 40 milioni di nuovi casi di disturbi neurologici in tutto il mondo, ha dichiarato Al-Aly. "Stiamo riscontrando problemi cerebrali in individui precedentemente sani e anche tra coloro che hanno avuto infezioni lievi", ha detto Al-Aly. "Non importa se si è giovani o anziani, donne o uomini, né se si fuma o meno, o se si hanno altre abitudini o condizioni non salutari".

I ricercatori hanno analizzato circa 14 milioni di cartelle cliniche. Hanno creato un set di dati controllato di 154’000 persone che erano risultate positive al Covid-19 dal 1° marzo 2020 al 15 gennaio 2021. Hanno confrontato gli esiti neurologici dei guariti dal Covid-19 con quelli di altri due gruppi di persone non infettate dal virus, complessivamente oltre 11 milioni di individui.

I ricercatori hanno esaminato la salute del cervello del campione per un periodo di un anno. Le condizioni neurologiche hanno riguardato un 7% in più di persone guarite dal Covid rispetto a quelle di controllo.

Rispetto ai gruppi di controllo, le persone che hanno contratto il virus avevano un rischio maggiore del 77% di sviluppare problemi di memoria. Inoltre i ricercatori hanno notato un aumento del rischio di Alzheimer tra le persone infettate dal virus. Poi, rispetto ai gruppi di controllo, le persone affette dal virus avevano il 50% di probabilità in più di soffrire di ictus ischemico, l’80% di probabilità in più di soffrire di crisi epilettiche, il 43% di probabilità in più di sviluppare disturbi mentali come ansia o depressione, il 35% di probabilità in più di soffrire di mal di testa da lievi a gravi e il 42% di probabilità in più di disturbi del movimento.

I soggetti affetti da Covid-19 avevano anche il 30% di probabilità in più di problemi agli occhi, come visione offuscata, secchezza e infiammazione della retina, e il 22% di probabilità in più di sviluppare anomalie dell’udito, come acufeni o ronzii nelle orecchie.

"Il nostro studio fornisce un resoconto completo delle conseguenze neurologiche del Covid-19 un anno dopo l’infezione", ha concluso Al-Aly.

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