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Keystone
Meglio se combinati
08.03.2022 - 16:50

Covid, mix di antivirali contro la replicazione del virus

Secondo uno studio internazionale, la combinazione di più farmaci sarebbe fino a dieci volte più efficace di un singolo antivirale

Una combinazione di farmaci antivirali può ridurre la replicazione del virus Sars-CoV-2 fino a dieci volte di più di quanto possa fare un singolo antivirale. Lo indica lo studio internazionale coordinato dalla Columbia University e pubblicato sulla rivista Communications Biology.

Il mix di farmaci, basato sulla combinazione di inibitori delle polimerasi e delle esonucleasi, gli enzimi che consentono al virus di riprodursi, apre la strada a future combinazioni di antivirali. «Il Covid ha creato una crisi di salute pubblica senza precedenti, con gravi effetti sull’economia e sulle infrastrutture globali; tuttavia, possiamo usare il potere della scienza per fermare questa pandemia – osservano gli studiosi –. Ci aspettiamo che combinazioni di farmaci come quelle che abbiamo trovato inibiranno i virus a Rna come Sars-CoV-2 e altri coronavirus che potrebbero portare a future pandemie».

Il virus Sars-CoV-2 responsabile della pandemia di Covid-19 utilizza la proteina chiamata polimerasi per replicare il suo genoma di Rna all’interno delle cellule umane infette. In teoria, terminare la reazione della polimerasi dovrebbe fermare la propagazione del coronavirus, portando alla sua eradicazione da parte del sistema immunitario dell’ospite umano.

Tuttavia, Sars-CoV-2 ha due enzimi chiave che gli consentono di replicarsi: la polimerasi che riproduce il suo Rna e un’esonucleasi che corregge gli errori nel processo di replicazione. La presenza dell’esonucleasi è unica per i coronavirus ed è necessaria per ridurre il numero di mutazioni e quindi mantenere l’integrità e la funzione dei grandi genomi a Rna dei coronavirus. Per questo, stando ai ricercatori, l’approccio vaccinale è stato abbastanza efficace nel contenere la pandemia di Covid-19 perché i coronavirus non mutano così frequentemente come invece accade con il virus dell’influenza e l’Hiv, che non hanno funzione di correzione e quindi mutano più frequentemente.

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