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Also sprach Jama Neurology
25.10.2021 - 17:05
Aggiornamento : 17:27

Stare più di cinque mesi nello spazio causa danni cerebrali

Analizzati i biomarcatori presenti nel sangue, ora serve stabilire la cause: assenza di peso? Cambiamenti nel fluido cerebrale? Stress?

Trascorrere molto tempo nello spazio sembra causare danni cerebrali rilevabili attraverso biomarcatori presenti nel sangue. A dimostrarlo, uno studio pubblicato nella rivista scientifica Jama Neurology condotto su cinque cosmonauti russi rimasti sulla stazione spaziale internazionale per oltre 5 mesi.

Gli effetti negativi sul corpo di lunghi periodi nello spazio sono conosciuti da tempo e includono atrofizzazione dei muscoli, diminuzione della massa ossea, deterioramento della vista e alterazione della flora batterica intestinale. Lo studio, frutto della collaborazione tra scienziati dell’Università di Göteborg, dell’Accademia Sahlgrenska, ha seguito 5 cosmonauti russi maschi ai quali sono stati prelevati campioni di sangue 20 giorni prima della partenza. Gli astronauti avevano un’età media di 49 anni e sono rimasti in orbita a 400 km dalla superficie terrestre nello spazio in media per 169 giorni.

Al ritorno sulla terra, sono stati prelevati campioni di sangue il giorno dell’atterraggio, una settimana dopo e 3 settimane dopo. L’attenzione è stata focalizzata su 5 biomarker di danno cerebrale ed è stato osservato che le concentrazioni di tre di questi erano più elevate dopo la permanenza spaziale: neurofilamento leggero (Nfl), proteina acida fibrillare gliale (Gfap, glial fibrillary acidic protein) e proteina amiloide-beta (Aβ40).

“È la prima volta che si documenta, a seguito di voli spaziali, la prova del danno cerebrale con esami del sangue e deve essere approfondito, considerando che il viaggio spaziale diventerà più comune in futuro”, afferma Henrik Zetterberg, professore di neuroscienze e coautore senior dello studio. Il punto è ora scoprire perché sorge il danno: se per l’assenza di peso, i cambiamenti nel fluido cerebrale o altri fattori di stress. In questo modo, infatti, si potranno studiare strategie per evitarlo.

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