Basilea
0
Losanna
0
1. tempo
(0-0)
Bologna
2
Fiorentina
3
fine
(1-1)
Spezia
Sassuolo
15:00
 
Venezia
Verona
15:00
 
ecco-come-destra-e-sinistra-concepiscono-le-loro-battaglie
Disputa per l'ultimo boccone
ULTIME NOTIZIE Culture
Spettacoli
1 ora

È morto Toni Santagata

A renderlo noto la moglie del cantante, Giovanna, tramite l’agenzia stampa italiana Ansa. Santagata, all’anagrafe Antonio Morese, aveva 85 anni
Spettacoli
5 ore

Morandi, Ranieri, Zanicchi: ok, Sanremo è giusto (più o meno)

Non si può dire che non ve ne sia per tutti i gusti: Elisa, Emma, Noemi, trapper quanto basta, ex vincitori quanto basta. E Achille Lauro, ovviamente.
Musica
1 gior

Il Duo Kirsch sul ponte del tempo

Martedì 7 dicembre al Teatro Foce, Stefano Moccetti (chitarra) e Anton Jablokov (violino), progetto nato tra il Csi e il lockdown
Spettacoli
1 gior

Pignotta-Incontrada, impegnatissimi in ‘Scusa sono in riunione’

I quarantenni di oggi tra reality, social e un ‘Ti posso richiamare?’. A Chiasso, Cinema Teatro, giovedì 9 dicembre. A colloquio con Gabriele Pignotta
Arte
1 gior

Un’annunciazione al m.a.x. museo per l’Avvento

Un piccolo ma prezioso dipinto di ‘Dionisio il fiammingo’ è uscito dai caveau dello Swiss Logistics Center per le feste
Spettacoli
1 gior

80VogliaDiMina nella sua Cremona (aspettando Lugano?)

Nek, Audio 2 e Frankie hi-nrg mc e 8 voci femminili per una festa di compleanno rinviata dal lockdown. Al Teatro Ponchielli di Cremona (per ora...)
Culture
1 gior

TaM, anche in Ticino ci si incontra al museo

Cinque appuntamenti a dicembre per l’iniziativa che vuole favorire la conoscenza delle opere esposte e di nuove persone
Spettacoli
1 gior

L’Incontro del teatro svizzero fa tappa al Lac

Dall’8 al 15 dicembre la ‘wandermobil’ con gli spettacoli selezionati dall’appuntamento teatrale sarà a Lugano
Spettacoli
2 gior

Finalmente Max Frisch, finalmente ‘Olocene’

Al Teatro Sociale uno spettacolo atteso tre anni, per la regia di Flavio Stroppini, con Margherita Saltamacchia e Rocco Schira. Dal 7 al 12 dicembre.
Spettacoli
2 gior

Alle radici della musica con ‘Gospel & Spirituals 2021’

I sei concerti di Free Green Music dall’8 al 30 dicembre tra Losone, Bellinzona, Locarno, Airolo e San Bernardino. Il programma.
Galleria foto
Arte
2 gior

Alla Stazione Centrale di Milano, immersi nel mondo di Banksy

Una performance artistica immersiva riproduce le opere dell’ignoto artista britannico che sono state rubate, distrutte o vendute
Spettacoli
2 gior

Saliamo in Paradiso con ‘Il cosmonauta Dante’

Conferenza-spettacolo di Anna Pegoretti e Laura Anzani, scritta in collaborazione con Leonardo Ricci. Il 13 dicembre alla Scuola cantonale di commercio
Spettacoli
2 gior

È morto Alvin Lucier, genio dell’avanguardia musicale

Il compositore statunitense che aveva messo i Beatles in una teiera è morto all’età di novant’anni. La svolta sperimentale avvenuta in Europa
Scienze
2 gior

Scoperto vicino a Trieste il primo sito di dinosauri in Italia

Venuti alla luce almeno 7 nuovi esemplari di dinosauri vissuti 80 milioni di anni fa. Il più completo è stato ribattezzato Bruno
Spettacoli
2 gior

Sweet Soul Gospel Revue, viaggio nel gospel al Lac

Sul palco una formazione di all star guidata da Michael Webb, martedì 21 dicembre e mercoledì 22 dicembre alle 20.30
Musica
2 gior

Moltiplicato per venti, Marco Santilli Rossi goes Shakespeare

Aspettando un ricco 2022, ‘Love all, trust a few, do wrong to none’ è la nuova canzone, per una versione ‘new prog’ del musicista
Social Media
3 gior

Twitter rimuoverà foto e video online se contro la privacy

Chiunque potrà richiederlo, non solo quelli con ‘la spunta blu’. È il primo atto dell’era Parag Agrawal, Ceo subentrato a Jack Dorsey, fresco d’addio.
Spettacoli
3 gior

Gran finale a Manno per ‘Se la va, la gh’a i röd’

La Compagnia Teatrale Flavio Sala chiude la tournée del garage Pistoni il 3 e il 4 dicembre alle 20.30 e il 5 dicembre alle 16 nella Sala Aragonite
Streaming
3 gior

Netflix e affini, solo in Svizzera si paga così tanto

La Confederazione è una miniera d‘oro per il servizi di streaming. Lo segnala, sulla base di confronti, il periodico K-Tipp (che suggerisce ’aggiramenti’)
Musica
3 gior

I Måneskin, manco a dirlo, gli italiani più ascoltati al mondo

Non in Italia però, dove l’artista più popolare è Sfera Ebbasta e il singolo più ascoltato è ‘Malibù’ di Sangiovanni. Questo dicono i dati di Spotify
Cinema
3 gior

In sala ‘È stata la mano di Dio’ di Paolo Sorrentino

Presentato a Venezia 78, Leone d’argento, candidato agli Oscar per l’Italia, esclusivamente nei cinema ticinesi giovedì 2 dicembre
Culture
3 gior

Altroquando, i vincitori del concorso letterario

Aspettando la sua alternativa cinematografica, al via il 3 dicembre, l’Associazione rende pubblici nomi e titoli dei primi tre classificati
Libri
4 gior

‘Il piccolo principe’ in Sursilvano, Surmirano e Vallader

Ristampato nei tre idiomi grigionesi il capolavoro della letteratura internazionale di Antoine de Saint-Exupéry, dopo attenta revisione editoriale
Pensiero
25.12.2019 - 15:300

Ecco come destra e sinistra concepiscono le loro battaglie

Maggiori tutele per una minoranza significa peggiorare la situazione della maggioranza? E aiutare i ricchi vuol dire impoverire gli altri?

Sicuramente tutti li abbiamo visti almeno una volta – e anzi in molti avranno anche realizzato il proprio: parliamo di quei grafici che mostrano la nostra posizione nello spettro politico, per determinare quanto siamo ideologicamente vicini a partiti e candidati.

I parametri presi in considerazione variano ovviamente a seconda delle votazioni, ma in genere tutti prendono in considerazione due dimensioni, una incentrata sulle libertà personali e una sulle libertà economiche – una rappresentazione più complessa del semplice “destra-sinistra” cui siamo abituati e che spiegherebbe, ad esempio, come mai su certi argomenti troviamo spesso strane alleanze che uniscono gli estremi dei parlamenti. Tuttavia, per comprendere la visione politica di una persona – candidato o elettore – bisognerebbe prendere in considerazione un altro fattore: la tendenza a concepire la politica come un gioco a somma zero.

La torta è finita

Prima di avventurarci nella ricerca pubblicata su 'Science advanced' da Shan Davidai e Martino Ongis ('The politics of zero-sum thinking'), una premessa sui giochi a somma zero: sono quelli dove i guadagni di un partecipante sono perfettamente bilanciati dalle perdite degli altri. Per capirci: se vinco io tu perdi. Che poi sono la maggior parte dei giochi che conosciamo, dal calcio alle carte: l’unico modo per vincere è far perdere l’altro, per arrivare primi bisogna essere più veloci dei secondi. È del resto questo che rende interessanti queste attività: ognuno è portato a dare il massimo e a non concedere nulla all’avversario (nei limiti delle regole e del fair play, si spera).

Tuttavia ci sono anche giochi a somma diversa da zero, dove cioè al guadagno di uno non corrisponde un’eguale perdita dell’altro. Pensiamo alla tombola: ci sarà chi vince di più, chi vince di meno e chi non vince niente, ma nessuno si può propriamente definire sconfitto, per quanto certo uscire dal capannone del carnevale a mani vuote possa essere frustrante. Ancora meglio certi giochi da tavolo dove l’obiettivo non è battere gli avversari, ma superare una sfida collaborando con gli altri giocatori. Se si fallisce, tutti perdono; se si riesce tutti vincono; ma in ogni caso la somma di vittorie e perdite non è zero.

Vale anche per le discussioni su cosa guardare in tv

Questo per quanto riguarda i giochi veri e propri, ma quando matematici ed economisti parlano di giochi a somma zero o a somma diversa da zero non si intendono solo le attività ludiche, bensì qualsiasi interazione tra due o più soggetti. In questo senso è un gioco qualsiasi contrattazione, da quella col partner per decidere quale film guardare la sera alle trattative per un contratto di lavoro alle discussioni su una nuova legge. Si tratta di giochi a somma zero o diversa da zero? Dipende.

Restando all'esempio del film: se a una persona piacciono solo i film romantici e all’altra solo quelli dell’orrore, la somma non può che essere zero perché o si guarda 'Shining' o si guarda 'Love actually'; l’unica via di mezzo è la saga di Twilight la cui visione causerebbe indicibili sofferenze ad entrambi – insomma, meglio invitare degli amici a cena. Ma se le preferenze cinematografiche riguardano commedie e film d’azione, ci sono molte action-comedy che possono piacere a entrambi.

Insomma, nella vita quotidiana ci sono situazioni "a somma zero", ma sono tutto sommato rare: magari distribuite in maniera diseguale tra i partecipanti, quasi sempre il risultato complessivo è positivo. Ma spesso non ce ne rendiamo conto: c’è la tendenza a pensare che a ogni vantaggio per una parte corrisponda uno svantaggio per l’altra, un pregiudizio (gli psicologi parlano di ‘bias’) che porta spesso a ragionamenti errati. Viene spesso chiamata “fallacia della torta fissa”, perché appunto ci si comporta come di fronte a una torta: una fetta in più per me è per forza una fetta in meno per te e viceversa. Gli esempi sono numerosi, dagli studenti convinti che per avere un buon voto occorra fare meglio degli altri all’idea che una nuova amicizia sottragga intimità alle amicizie storiche.

Se a questa tendenza a sovrastimare le situazioni a somma zero aggiungiamo un altro bias cognitivo, quello che ci porta a valutare emotivamente più quello che perdiamo di quello che guadagniamo, otteniamo un potente argomento per conservare lo statu quo e non iniziare discussioni che potrebbero peggiorare la situazione iniziale. Se gli unici esiti sono vittoria o sconfitta, e la sconfitta mi brucia più di quanto la vittoria mi farebbe gioire, perché trattare?

Le 'somme' diverse di destra e sinistra

Shan Davidai e Martino Ongis hanno applicato tutto questo alla politica statunitense con una serie di studi per vedere quanto destra e sinistra tendano a concepire le proprie battaglie come giochi a somma zero, nei quali a ogni vantaggio per una parte corrisponde una perdita uguale per l’altra parte. Senza entrare nei dettagli della ricerca, il risultato è che c’è una marcata relazione tra "mentalità a somma zero" e statu quo: se si ritiene la situazione in cui ci troviamo soddisfacente, i mutamenti saranno percepiti a somma zero (e quindi sicuramente dannosi per una parte); se la situazione è invece per noi insoddisfacente, i mutamenti saranno piuttosto a somma diversa da zero (e quindi più facilmente a vantaggio di tutti).

Diritti civili

Se prendiamo i temi sociali, i 'conservatives' tendono a vedere i diritti civili delle minoranze come un gioco a somma zero, nel quale ridurre i pregiudizi verso neri e ispanici porta a un aumento dei pregiudizi verso i bianchi, migliori condizioni sul luogo di lavoro per le donne portano a un peggioramento per gli uomini eccetera. Per i 'liberals', invece, il gioco non è a somma zero: migliori diritti e tutele per una minoranza significano un miglioramento per quella minoranza e condizioni immutate per tutti gli altri.

Economia

Se andiamo sui temi economici, tra i 'liberals' c’è la tendenza a pensare che l’unico modo in cui una persona possa diventare ricca è, di fatto, impoverendo gli altri – per cui una riduzione delle tasse per gli alti redditi non potrà che peggiorare le condizioni economiche delle classi mediobasse, visione invece contestata dai ‘conservatives’, secondo la “teoria della goccia” (‘trickle-down theory’) per cui i benefici economici ai più ricchi “gocciolerebbero” in basso favorendo l’intera società.

Ma, come i due ricercatori hanno cercato di mostrare con la loro ricerca, il pensiero a somma zero più che dal tema dipende da come il problema viene presentato. Così il rapporto dipendente-datore di lavoro cambia se la domanda passa da "i datori di lavoro non si rendono conto che maggiori profitti vuol dire stipendi più bassi" (somma zero per i 'liberals', diversa da zero per i 'conservatives') a "i dipendenti che chiedono aumenti non si rendono conto che riducono i profitti" (somma zero per i 'conservatives', diversa da zero per i 'liberals').

La politica del compromesso

Da qui, argomentano i due ricercatori, si potrebbe partire per una maggiore collaborazione in politica, cercando di superare questa “mentalità a somma zero” i cui effetti sembrano essere più forti dell’ideologia politica.

Certo, come riconoscono i due autori, non è chiaro se il ricorso ad argomenti che si basano sull’idea di un gioco a somma zero sia meramente retorico oppure se riguardi le convinzioni personali – se insomma venga usato per convincere gli altri o sé stessi.

Soprattutto – e questo aspetto sembra sfuggire a Davidai e Ongis –, non è chiaro fin dove abbia senso ragionare nei termini di reciproci vantaggi, quando si parla di diritti. Detto altrimenti: porre fine alle discriminazioni e garantire la libertà dovrebbe essere un dovere indipendentemente da calcoli utilitaristici. Non sarebbe male costruire su questo il dialogo politico – ma le elezioni sono perlopiù un gioco a somma zero: collaborare potrebbe non essere la strategia migliore.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved