Al suo apice, la striscia satirica era distribuita in circa duemila quotidiani in tutto il mondo. Il suo autore aveva 68 anni

Scott Adams, il fumettista autore della striscia satirica Dilbert popolarissima dagli anni Novanta tra milioni di impiegati al lavoro nei cubicoli degli uffici, è morto a 68 anni nella sua casa di Pleasanton, in California, per complicazioni legate al cancro alla prostata.
Se lavoravi in un ufficio, un'azienda o nell'It tra il 1995 e il 2010 – e soprattutto negli anni della bolla dot-com –, Dilbert era praticamente inevitabile. La striscia circolava per email interne agli uffici, era linkata nei forum di informatici e consulenti e il suo protagonista adottato come icona del travet It sfruttato. Adams si era poi più di recente reinventato come provocatore digitale – perfettamente a suo agio nell'ecosistema mediatico della destra dell'era Trump – con commenti incendiari su razza, politica e identità. Dilbert era stato cancellato nel 2023 dal migliaio di giornali in cui era ancora presente. In extremis nelle ultime settimane il fumettista aveva chiesto aiuto al presidente Donald Trump per ottenere l'accesso terapie salvavita e Trump si era detto pronto ad aiutarlo, ma era ormai troppo tardi.
Al suo apice, Dilbert era distribuito in circa duemila quotidiani in tutto il mondo, collocandosi nella stessa categoria di altre celebri strisce sindacate come Peanuts, Doonesbury e Garfield. Adams pubblicò anche numerose raccolte di Dilbert e scrisse diversi libri di cultura aziendale, tra cui ‘Il principio di Dilbert’, in cui sosteneva che “i lavoratori meno efficaci vengono sistematicamente spostati nel posto dove possono fare meno danni: il management”.