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Pirates down the street
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15.11.2020 - 21:24
Aggiornamento: 22:36

Castellinaria, incontrare l’altro tra pirati e artisti

Nella sezione Kids, ‘Pirates down the street’ di Pim van Hoeve e ‘Dilili a Parigi’, film d’animazione di Michel Ocelot

E se una mattina vi trovaste dei pirati sotto casa? Dei veri e propri pirati, si intende, con tanto di galeone, cannoni con cui dare la sveglia, e poi spade, gambe di legno, smodata passione per il rum. Come reagireste, con lo stupore e la curiosità dei Brugman o con la diffidenza e la paura come i Daandels? Certo, la situazione che Pim van Hoeve ci racconta nel suo ‘Pirates down the street’ – in concorso nella sezione Kids di Castellinaria, online su www.castellinaria.ch – è gustosamente surreale, iniziando dalla nave pirata “ormeggiata” tra le villette a schiera della tranquilla cittadina di Sandsborough nel Regno Unito, con tanto di squalo da guardia e piovra domestica, ma questo surrealismo non serve solo a sostenere una comicità frizzante (con costumi e scenografie veramente ben realizzati) che diverte bambini e adulti. Perché alla fine i pirateschi Donderbus sono semplicemente una famiglia di stranieri che, ovunque si stabilisca, si deve scontrare con i pregiudizi degli abitanti nei loro confronti, con la difficoltà di inserirsi; di più: sono una famiglia di profughi, in fuga dalla guerra senza quartiere con l’arcinemico Crooked Cornelius che anche questa volta cercherà di metterli in fuga. Così le perplessità dei nuovi arrivati per le abitudini della popolazione locale – semplicemente geniale il giro al supermercato cittadino –, l’esotico e un po’ disgustoso cibo offerto dai pirati per cena, i timori verso le abitudini predatorie dei pirati e persino il comitato per ridare decoro al quartiere appaiono, almeno al pubblico adulto, tutt’altro che surreali e fanno del film una bella storia di incontro tra culture, senza quella pesantezza che ogni tanto hanno i film per ragazzi sul tema. In questa favola dal ritmo serrato, non solo è possibile la convivenza, ma anche una vera e propria amicizia come quella tra Michael e Billy, figli rispettivamente degli anonimi Brugman e dei pirati Donderbus; a loro si unisce poi anche Elizabeth, figlia dei pedanti Daandels che dovrà dimostrare di poter essere, benché femmina, un’onesta piratessa.

Sempre nella sezione Kids, Castellinaria propone anche un’altra storia di incontro tra mondi diversi: ‘Dilili a Parigi’, film d’animazione di Michel Ocelot (autore di ‘Kirikù e la strega Karabà’ e ‘Azur e Asmar’).
La protagonista è una bambina franco-kanaka, ma lo scontro-incontro non è tra la cultura della Nuova Caledonia e quella della Francia metropolitana della Belle Époque. Dilili è semplicemente Dilili, una bambina semplicemente stanca di essere “troppo chiara per la Nuova Caledonia e troppo scura per Parigi”, di dover spiegare continuamente che sì, lei parla perfettamente francese, che sa come comportarsi eccetera (in questo il film è una fantastica lezione su cosa sono le micro aggressioni e perché tutti noi dovremmo farci attenzione). Il vero conflitto è tra una società aperta alla modernità, in cui le donne hanno la stessa libertà di cui godono gli uomini, e una che invece teme tutto questo. Dilili si ritroverà quindi ad affrontare, in un giallo un po’ ingenuo, i Maschi Maestri, banda di malfattori che terrorizza la città e rapisce le bambine. Ad aiutarla, il simpatico fattorino Orel e una quantità di personaggi storici da far girare la testa agli adulti (e tenere Wikipedia aperta sullo smartphone), dall’educatrice anarchica Louise Michel che per prima si prende cura di Dilili a Pablo Picasso, Marie Curie, il soprano Emma Calvé, la scultrice Camille Claudel, Debussy, Monet, Renoir, Satie, Sarah Bernhardt, Proust, il clown Chocolat, Toulouse-Lautrec e tanti altri.

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