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10.12.2021 - 18:59
Aggiornamento : 19:15

Il Kunstmuseum di Berna accetta la collezione Gurlitt

Resterà al museo la maggior parte delle opere donate dal figlio del mercante d’arte nazista, anche se di molte non si è ricostruita la provenienza

Ats, a cura de laRegione

Il Kunstmuseum di Berna conserverà 1’365 delle circa 1’400 opere della collezione Gurlitt: è la decisione della fondazione del museo che pone (momentaneamente) fine al discusso lascito di Cornelius Gurlitt che, alla sua morte avvenuta nel 2014, aveva lasciato la propria collezione di opere d’arte al museo bernese. Solo che Cornelius Gurlitt era figlio di Hildebrand Gurlitt, un mercante d’arte che lavorava a stretto contatto con il regime nazista. Nel 2012 le autorità tedesche avevano, quasi casualmente, rinvenuto e poi confiscato diverse opere d’arte nell’appartamento di Cornelius Gurlitt a Monaco di Baviera, opere razziate durante il nazismo.

Il Kunstmuseum ha avviato un lungo (e dispendioso) lavoro di ricerca sulle opere della collezione Gurlitt, a conclusione del quale è stata presa la decisione di tenere la maggior parte dei pezzi. Per 28 opere è stato possibile ricostruire la provenienza ed è risultato chiaro che non si tratta di arte depredata dai nazisti. Nel particolare sistema “a semaforo” utilizzato per la ricerca, si tratta di opere “verdi”. Abbiamo poi quelle “giallo-verdi”: 246 opere realizzate da membri della famiglia Gurlitt artisticamente attivi e, soprattutto, 1’091 opere la cui provenienza non ha potuto essere definitivamente chiarita. Dal momento che le ricerche svolte non hanno trovato prove che lascino pensare si tratti di arte depredata dai nazisti, queste opere restano a Berna.

Passiamo alle 29 opere “giallo-rosse”: la provenienza non è stata ricostruita nei dettagli ma ci sono indizi che indicano un’origine poco chiara. Di queste, 5 saranno restituite alle autorità tedesche; 22 resteranno a Berna per ulteriori accertamenti, ma in base a un accordo con le autorità tedesche è previsto che ritornino in Germania. Restano due opere, due acquerelli di Otto Dix, che saranno restituite agli eredi di due famiglie ebree – dell’avvocato Ismar Littmann e del dentista Paul Schaefer – anche se secondo le ricerche del Kunstmuseum la provenienza di entrambe le opere è incompleta in misura considerevole. Se gli eredi dovessero chiedere la restituzione delle opere secondo il diritto civile, questo sarebbe “molto probabilmente inutile”, ha commentato Marcel Brülhart della Fondazione del museo. Ciononostante, il Kunstmuseum è disposto a consegnarli. Sempre secondo Brülhart, gli eredi della famiglia Littmann avevano diritti sulle due opere, mentre gli eredi della famiglia Schaefer hanno saputo solo attraverso il Kunstmuseum di Berna che anche loro potrebbero essere stati danneggiati.

Infine ci sono le 9 opere “rosse”, chiaramente frutto di spoliazione nazista e che sono già state restituite ai proprietari.

Nel 2022 una nuova mostra

Nel 2018, il Kunstmuseum di Berna e la Bundeskunsthalle di Bonn avevano esposto circa 400 opere del periodo nazista provenienti dalla collezione Gurlitt. Il museo di Berna prevede di aprire un’altra mostra nell’autunno del 2022.

Il patrimonio Gurlitt è inoltre online sul sito gurlitt.kunstmuseumbern.ch.

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