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26.09.2021 - 18:050

Duecento anni di Antonio Ciseri

Prendono il via le mostre ad Ascona, Locarno, Lugano e Rancate per il bicentenario dell’artista nato a Ronco sopra Ascona

Pochi giorni e saranno esattamente duecento anni dalla nascita di Antonio Ciseri, avvenuta il 25 ottobre 1821 a Ronco sopra Ascona. E circa 188 dal trasferimento a Firenze, dove il padre e il nonno avevano una bottega. Anche se fu in Toscana che si formò come pittore, Ciseri mantenne sempre un forte legame con il Ticino: lo testimoniano le tante opere presenti nel cantone, in collezioni pubbliche e private, oltre a circostanze più prosaiche come il numero di vie a lui intitolate.

Il bicentenario di Ciseri non poteva quindi passare sotto silenzio, in Ticino e anzi, grazie a un’associazione appositamente costituita – presidente il sindaco di Ronco Paolo Senn – abbiamo una inedita collaborazione tra diversi musei del cantone per quella che potremmo definire un’esposizione diffusa tra Madonna del Sasso a Orselina, Palazzo Reali a Lugano, Museo Casorella di Locarno, Castello San Materno di Ascona, Pinacoteca Züst di Rancate.

Non è un risultato da poco, anche tenendo conto dell’autonomia che le varie istituzioni culturali difendono, ma il progetto “Antonio Ciseri 2021” non si ferma alle mostre e conviene quindi, prima d’illustrare a grandi linee il calendario espositivo, vedere le altre iniziative tra cui il sito www.antoniociseri.ch. Vi troviamo non solo una presentazione dell’associazione e delle iniziative, ma anche un archivio delle opere di Ciseri presenti in Ticino. Si tratta, ha spiegato la coordinatrice Veronica Provenzale, di una base per future ricerche, uno strumento di lavoro per proseguire con la valorizzazione dell’opera di Antonio Ciseri anche dopo l’anniversario – magari anche estendendo l’archivio alle molte opere presenti in Italia.

Altro tassello importante è la monografia ‘Antonio Ciseri e il Ticino’, pubblicata da Armando Dadò editore, un’opera che ripercorre il lavoro di Ciseri alla luce degli studi fatti negli ultimi anni – l’ultima monografia sul pittore, è stato detto in conferenza stampa, risale agli anni Novanta – e con particolare attenzione al Ticino. A questa si aggiunge il volume ‘Antonio Ciseri. Il protagonista e gli avi nella migrazione artistica ticinese XVI-XIX secolo’, legato all’esposizione in corso a Casa Ciseri a Ronco e curato da Marino Viganò; il libro sarà presentato il 3 ottobre alle 16.30 al Monte Verità di Ascona da Fauzia Farneti dell’Università di Firenze.

Ciseri per il Ticino

Passiamo adesso alle mostre, iniziando dall’itinerario allestito dall’Ufficio dei beni culturali del Cantone che non può che partire da Ronco sopra Ascona (chiesa di San Martino e Casa Ciseri), proseguendo con il Santuario della Madonna del Sasso a Orselina, la chiesa di San Francesco a Locarno arrivando fino a Magadino (chiesa di San Carlo Borromeo) e a Intragna (chiesa di Sant’Anna). Il Cantone ha realizzato delle schede informative e realizzato un sito internet (www.ti.ch/ciseri); da notare che l’allestimento a Casa Ciseri è aperto fino al 17 ottobre mentre il Museo della Madonna del Sasso chiude per la pausa invernale il 28 novembre (ed è aperto da giovedì a domenica).

Il 3 ottobre il Museo d’arte della Svizzera italiana gli dedica, negli spazi di Palazzo Reali a Lugano, una mostra con le opere nella collezione del museo. Non si tratta di un’esposizione molto ampia, ha spiegato la curatrice Cristina Sonderegger, ma interessante per come permette di ripercorrere la carriera di Ciseri, con il grande dipinto storico ‘La partenza di Giano della Bella per il volontario esilio’ e una serie di ritratti – da quelli “di committenza” ad altri più personali della famiglia –, affiancati a bozzetti, studi e disegni preparatori di alcuni dei suoi maggiori capolavori tra cui l’‘Ecce Homo’ che dipinse nel 1871 e conservato a Palazzo Pitti a Firenze.

Da Lugano a Locarno, il 10 ottobre aprirà la mostra al Museo Casorella di Locarno che riunisce un nucleo di opere presenti sul territorio, molte di proprietà privata tra cui alcune mai esposte prima. Attraverso i ritratti, le grandi tele religiose e storiche, e di nuovo una selezione di bozzetti e disegni, l’esposizione vuole evidenziare in particolare la cerchia di conoscenze alla quale Antonio Ciseri aveva accesso in Ticino. Sempre da collezioni private arrivano i ritratti che, dal 30 ottobre, saranno in mostra al Museo Castello San Materno di Ascona.

Al bicentenario partecipa anche la Pinacoteca Züst di Rancate con un progetto che “guarda oltre”: non più Antonio Ciseri, ma il suo allievo di maggior talento, Giacomo Martinetti, nato a Firenze da famiglia originaria di Barbengo. Un artista importante, ha spiegato la direttrice della pinacoteca Mariangela Agliati Ruggia, ma sconosciuto ai più e che questa mostra-dossier che si aprirà il 14 novembre vuole far riscoprire.

A queste mostre si affianca un calendario di incontri, conferenze e attività per le scuole, con in particolare un progetto condotto insieme al Dipartimento formazione e apprendimento della Supsi e un altro con due classi del Collegio Papio di Ascona in collaborazione con il Fai-Swiss.

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