a-casa-rusca-l-arte-provocatoria-di-gilbert-george
Ridley road, 2013 (Gilbert & George - courtesy Galerie Thaddaeus Ropac)
ULTIME NOTIZIE Culture
Musica
10 ore

‘Clarinetto d’improvviso’, il Santilli d’agosto

Prosegue il ciclo di concerti di Marco Santilli, atteso ad Ascona il prossimo 26 agosto e a Bellinzona il giorno dopo
Culture
10 ore

A Biasca il primo Festival di letteratura per l’infanzia

Quarantotto eventi spalmati su tre giorni: al via martedì 16 agosto, per proseguire venerdì 14 e sabato 15 ottobre
Culture
11 ore

Pier Paolo Pasolini ad Airolo, una rassegna

A cent’anni dalla nascita dell’intellettuale italiano, dal 16 al 19 agosto una rassegna cinematografica a lui dedicata, curata da Nina Altoni
L’intervista
11 ore

Martin Suter, triviale come una libellula

Documentario atipico, ‘Alles über Martin Suter. Ausser die Wahrheit’ ha chiuso il Festival. Lo scrittore svizzero parla di sé (e risponde alla NZZ...)
Musica
16 ore

Rimini chiede che il ballo liscio sia patrimonio dell’Unesco

‘È una rappresentazione della vita e dei sentimenti’, dice il sindaco. Di recente si è espresso in questo senso anche Morgan, col plauso di Renzo Arbore
Culture
16 ore

Torna ‘Io sono vivo, voi siete morti’, Dick visto da Carrère

Apparso per la prima volta nel ’93, è un viaggio nella mente di Philip K. Dick, l’autore del ‘Cacciatore di androidi’ da cui è tratto il film Blade Runner
Scienze
17 ore

Roche lancia un test per la risposta immunitaria

Dovrebbe permettere di capire meglio le infezioni da coronavirus. Farà la sua apparizione sui mercati che riconoscono le marcature Ce
Spettacoli
17 ore

Trovati i riceventi per gli organi di Anne Heche

Staccati i macchinari a cui era attaccata l’attrice, cerebralmente morta dopo il grave incidente stradale
Scienze
1 gior

Le lucciole preferiscono accoppiarsi lontano dai ‘riflettori’

La luce artificiale troppo forte rende faticosa la riproduzione. L’inquinamento luminoso ha degli effetti sul declino di alcune popolazioni di insetti.
IL RACCONTO
1 gior

Pomeriggio valdostano

Una passeggiata racconto fra le opere degli espressionisti svizzeri in mostra al Museo Archeologico Regionale di Aosta
L’INCONTRO
1 gior

Per fare cinema: trovare la propria strada e lottare

Kelly Reichardt, la regista ‘libera e coraggiosa’ è stata insignita del Pardo d’onore. Testimone della contemporaneità, narratrice in punta di piedi.
Spettacoli
1 gior

Boom di spettatori al Locarno Film Festival: +60,4%

Si chiude positivamente il bilancio della 75ma edizione del Festival del cinema: 128’500 gli spettatori complessivi alle proiezioni
Scienze
1 gior

Pensare stanca, fa accumulare sostanze tossiche nel cervello

Per i ricercatori vale il vecchi rimedio: riposare e dormire. ‘Ci sono molte prove che indicano che il glutammato viene eliminato durante il sonno’
Pardo Verde Wwf
1 gior

Un premio non si rifiuta mai: vince ‘Matter Out of Place’

Il documentario di Nikolaus Geyrhalter conquista il Pardo Verde Wwf come opera che meglio affronta una tematica ecologica
16.05.2020 - 14:45

A Casa Rusca l’arte provocatoria di Gilbert & George

‘Il loro è un prendere la realtà, frullarla e poi buttarla nell’opera’ ci spiega il curatore della mostra Rudy Chiappini

Saranno Gilbert & George a riaprire il museo di Casa Rusca: la stagione espositiva ripartirà – con le misure sanitarie accresciute, info museocasarusca.ch – infatti sabato con le opere dei due artisti inglesi. “La coppia più provocatoria dell’arte contemporanea internazionale” si legge nel comunicato stampa. «È vera, questa una definizione» ci spiega il curatore Rudy Chiappini. E del resto l’arte di Gilbert & George pare sfuggire ad altre definizioni o classificazioni: «Hanno elementi di pop art, utilizzano la fotografia, utilizzano titoli di giornale, intervengono con delle scritte che spiegano i loro quadri: il loro è un modo molto originale di porsi nei confronti della realtà, ironico, cercando lo scandalo anche attraverso la loro omosessualità, l’ironia… c’è un po’ di tutto, il loro è un prendere la realtà, frullarla e poi buttarla nell’opera» spiega Chiappini. Il che spiega i temi che scandiscono l’esposizione di Casa Rusca, presi dal dibattito contemporaneo: sesso, razza, religione, politica, identità.

Come mai proprio Gilbert & George?

Da qualche anno cerchiamo di profilarci con mostre di livello internazionale di artisti viventi, cercando di spaziare nei diversi generi: l’opera di Indiana è diversa da quella di Chia, di Marín eccetera. Gilbert & George sono sulla cresta dell’onda da cinquant’anni ma in Svizzera sono poco visti – anche in questo seguendo il “filone” di Casa Rusca: artisti internazionali poco visti nel nostro Paese; Indiana non era mai stato esposto, Marín nemmeno.

Sapevamo che Gilbert & George avevano mostre in giro per l’Europa e non abbiamo esitato a prendere contatto con loro per vedere se c’era la possibilità di portarli a Casa Rusca.

E loro hanno accettato subito? Nel curriculum dei due artisti troviamo istituzioni molto prestigiose – senza nulla togliere a Casa Rusca e a Locarno, ovviamente.

Ha ragione: hanno esposto al MoMa, al Pompidou, alla Tate Gallery, hanno vinto il Turner Prize, uno dei premi d’arte più importanti… È stata una piacevolissima sorpresa, perché qualche dubbio lo avevamo quando li abbiamo contattati. Ma se non si osa non si ottiene nulla.

Abbiamo parlato di arte provocatoria: come sono state scelte le opere in mostra?

Quando si fa una mostra con Gilbert & George si discute a grandi linee dell’impostazione della mostra – noi abbiamo voluto presentare i temi principali degli ultimi quindici-vent’anni – ma la scelta delle opere viene fatta da loro.
Abbiamo mandato le planimetrie di Casa Rusca, precise al millimetro con anche la posizione degli interruttori, loro hanno costruito un modellino in scala di Casa Rusca e hanno creato l’allestimento che fa parte della loro arte. Non forniscono le singole opere, ma un prodotto artistico completo nei minimi dettagli.
Non sono gli unici a fare così: ricordo che anche Christo aveva addirittura delle regole sull’altezza e la distanza dei quadri. Sono artisti che si dedicano alla mostra dal concetto iniziale – ovviamente discusso con il curatore – all’allestimento al catalogo, disegnato da loro.

Il titolo ‘The Locarno Exhibition’ non è quindi casuale.

Esatto: è una mostra costruita come un vestito, su misura per il nostro museo. E questo ci fa doppiamente piacere perché adesso nel loro curriculum figurerà ‘The Locarno Exhibition’.

Come descriverebbe questo ‘vestito’ per Casa Rusca?

È un allestimento estremamente carico, estremamente ricco. In una sala lo spettatore trova cinque-sei opere gigantesche: ci si trova immersi nel loro mondo. È un’impressione molto forte quella che si prova nelle sale di Casa Rusca.
Ho visto altre mostre ed è una loro caratteristica: loro voglio tappezzare tutte le pareti del museo con le loro opere.

A proposito del catalogo: nella sua introduzione lei scrive di “immagini democratiche”. Che cosa intende?

Per immagini democratiche si intendono da una parte immagini comprensibili a tutti, dall’altra immagini desunte da quella che è la realtà quotidiana. Penso all’utilizzo, nelle loro opere, di titoli di giornale, di fotografie ricavate da riviste: vogliono che il loro messaggio sia popolare, non elitario. In questo senso sono immagini democratiche: Gilbert & George prendono spunto dalla vita quotidiana e vogliono delle immagini che non siano per una élite ma di impatto immediato per tutta la popolazione, usando anche simboli riconoscibili a tutti come l’effige della Regione Elisabetta o la bandiera britannica.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved