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18.06.2018 - 11:24
a cura de laRegione

Da Picasso a Magritte sulle rive del Ceresio

Dopo aver ospitato il padre del cubismo, che ha richiamato oltre 47mila visitatori, il MASI si appresta ad accogliere un altro grande artista del Novecento

Il genio andaluso saluta le rive del Ceresio ha richiamato 47mila visitatori. Il MASI si prepara ora ad accogliere un’altra icona del Novecento, l’artista surrealista René Magritte, atteso per settembre.«La mostra ha raggiunto gli obiettivi auspicati – commenta il direttore del MASI, Tobia Bezzola – proporre contenuti di alto livello qualitativo, posizionare il MASI tra le grandi mete dell’arte in Svizzera e coinvolgere quote sempre più numerose e diversificate di cittadini e turisti. Rispetto alla mostra sinora più frequentata, “Signac. Riflessi d’acqua del 2016”, – sottolinea Bezzola – Picasso ha ottenuto circa il 40% in più di media giornaliera di pubblico. Questo risultato ci offre una nuova prospettiva sul potenziale del Museo e ci fa guardare al futuro con ottimismo, già a partire da questo autunno quando ospiteremo Magritte».  L’allestimento curato da Carmen Giménez, una delle massime esperte dell’artista spagnolo, ha offerto un punto di vista inedito sull’evoluzione del linguaggio di Pablo Picasso attraverso il rapporto tra disegno e scultura. Attesa da più fronti – culturale, turistico e politico –, l’esposizione ha fatto registrare dati importanti per numero di visitatori, affluenza di pubblico alle attività e ai servizi museali offerti, oltre che interesse nei media nazionali e internazionali. Dei circa 50mila visitatori il 65% proviene da fuori i confini cantonali: oltre al 35% di pubblico ticinese, il 32% arriva dal resto della Svizzera, il 15% dall’Italia e il restante18% da altri Paesi, prevalentemente dalla Germania. Il successo della mostra è sancito anche dalla partecipazione alle attività di mediazione culturale, con oltre 10mila partecipanti alle attività proposte (percorsi guidati, workshop, conferenze, letture, proiezioni, concerti, …), alle visite guidate e agli atelier domenicali. In poco più di 80 giorni diapertura, il Museo ha accolto 526 gruppi che hanno usufruito dei servizi offerti. Tra di essi ben 311 classi scolastiche, a rimarcare l’interesse nei confronti della proposta educativa oltre all’impegno costante dell’Istituto nel garantire la massima accessibilità alle arti visive. Dal mondo digitale si contano 40mila interazioni avvenute sui social media, oltre 300mila visualizzazioni sul canale youtube del MASI e migliaia di fotografie condivise in rete durante o dopo la visita. MASI e LAC hanno raggiunto attraverso i loro canali facebook quasi 40mila followers e registrato un traffico sulle pagine dedicate alla mostra di oltre 200mila sessioni, contribuendo così alla sua visibilità anche sul web.

Le prossime mostre: Magritte e la Pop Art europea

In autunno, dal 16 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, il MASI ospita la seconda retrospettiva dell’anno dedicata a un simbolo dell’arte del Novecento: René Magritte. La mostra ripercorrerà tutta la carriera, dagli esordi fino ai più celebri dipinti della maturità, del maestro belga del surrealismo, offrendo al visitatore gli spunti per comprendere l’origine e le fonti d’ispirazione dell’opera di un artista capace, come pochi altri, di suggestionare il pubblico. La mostra è realizzata con il sostegno della Fondazione Magritte e grazie alla collaborazione con Amos Rex di Helsinki, dove verrà esposta nel 2019. Allo Spazio -1,invece, dal 23 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 è tempo di Pop Art europea con l’esposizione How Evil is Pop Art? New European Realism 1959–1966 che collega leopere della Collezione Olgiati a una selezione rappresentativa di lavori di grande rilievo di una delle principali collezioni private a livello mondiale della corrente artistica presa in esame. Attualmente sono aperte al pubblico: fino al 29 luglio, l’allestimento della collezione dedicata alla Donazione dei coniugi Giancarlo e Danna Olgiati; mentre fino al 30 settembre, la mostra monografica dedicata al fotografo e artista svizzero Balthasar Burkhard (Berna, 1944-2010).

 

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