Alunni del collegio
Arte
20.03.2018 - 09:000

Memento

Il Collegio Sant’Anna di Roveredo nell’esposizione di Alessandro Ligato. Uno spaccato di vent’anni di storia raccontato da immagini d’epoca ‘salvate’ e scatti recenti

Fascinazione per l’abbandono, per i lembi di vita che rimangono attaccati con un soffio alle pareti degli edifici disabitati, che come fantasmi popolano soprattutto la memoria di chi, un tempo, quei muri, pavimenti, porte, finestre li ha toccati. Come fantasmi rievocano un ricordo in cui ognuno ci si può ritrovare.
Questa è la fonte inesauribile che muove Alessandro Ligato, fotografo, e che ha ispirato il progetto “A memoria. Immagini salvate di vita e spazi del Collegio Sant’Anna di Roveredo” in mostra dal 17 marzo all’8 aprile 2017.

Un percorso – per concrezione azzardiamo il termine – “archeofotografico” che rivive 24 anni di storia dell’istituto scolastico, oggi distrutto nella maggior parte della sua architettura, attraverso un “diorama” con foto d’archivio e scatti del fotografo cresciuto a Grono. Immagini che riportano al presente attimi di quotidianità scolastica, dalle gite ai giochi all’aperto, dai sacramenti religiosi al carnevale.


Alcuni passi nel progetto

L’impulso nasce otto anni fa; nasce con la curiosità per i luoghi abbandonati, che spingono Alessandro a esplorazioni fotografiche di vecchi edifici fatiscenti e disabitati (sia in Svizzera, sia in Nord Italia), che lo portano ad accumulare immagini. Cinque anni fa, saputo dell’abbandono e della prossima distruzione della scuola roveredana che frequentava da ragazzo, decide di fotografarla nella sua nudità fragile. Durante l’esplorazione, trova una scatola colma di negativi, «che sarebbe andata al macero», che raccontano la vita dell’istituto dal 1961 al 1985. Un corpus importante di circa millecinquecento scatti anonimi. Così è arrivata l’idea di “riabitare” il vecchio collegio con un’esposizione che integra le foto d’epoca con le sue. Alessandro ricrea attraverso i suoi scatti scenari teatrali, ridando vita e luce ai luoghi abbandonati. Ma avverte “qui non si fa la storia”, e sottolinea che non si tratta di una ricerca di piglio storico, ma puro interesse per l’immagine.

Comunque non si può prescindere dai fatti: l’istituto d’educazione roveredano, crocicchio di diverse provenienze, e grigionesi e ticinesi, è stato aperto nell’autunno 1859; quarant’anni più tardi la gestione è stata assunta da Don Guanella. I muri del collegio, chiuso da diversi anni, sono stati demoliti quasi totalmente nel 2016 per lasciare spazio alla Residenza di appartamenti omonima. Una palazzina, come ci spiega Alessandro, che conta tre piani di garage, di mille metri di superficie ciascuno. E proprio su uno di questi piani è stata allestita la mostra.

Per ciò che riguarda la ricerca, Alessandro mette al centro lo «sfondamento fra passato e presente, che sono tutt’uno». Traccia una «mappatura archeologica della memoria», così definisce il significato del suo progetto, che mira a comprendere le dimensioni della memoria individuale e collettiva.
A Danilo Ligato, gemello di Alessandro, il compito dell’ambientazione sonora, lavorando sui rumori del collegio, come quello della campanella. Questa però non è l’unica collaborazione di cui si è avvalso il fotografo. Il progetto è stato possibile – oltre che grazie al sostegno del Canton Grigioni – grazie alla collaborazione con Giacomo Meschini («quello pratico e scientifico») e con l’Immobiliare Galli.

Impressioni dalla vernice di sabato

Le fotografie di Alessandro, come scritto qualche riga più sopra, sono eteree, drammaticamente impalpabili, nel dosaggio di chiaroscuri – luci morbide e soffuse si miscelano a ombre corpose –, scatti in attesa; vi si percepisce una tensione silenziosa, che sta tutta, anche concettualmente, nella luce. Silenzio cui si contrappone il chiasso vitale degli “scatti salvati”.

Prendendo la definizione alla larga, potremmo definire questo progetto una sorta di ex voto alla vita trascorsa dentro e fuori il collegio, al ricordo di un passato, anche personale, che si vuole ridare alla luce, strappare all’oblio. L’intero lavoro vedrà la luce anche attraverso una pubblicazione e un archivio online.
La mostra è allestita all’interno dell’edificio sul terreno su cui sorgeva il vecchio istituto scolastico, oggi Residenza Sant’Anna (Roveredo, Grigioni), l’allestimento conta 5 parti con dosaggio sapiente di scatti d’epoca e recenti ed è visitabile i fine settimana 24-25 marzo e 7-8 aprile, nonché su appuntamento contattando il fotografo: alessandro.ligato@gmail.com.

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