Ticino

Vini: una "riserva climatica" per compensare fluttuazioni raccolti

13 gennaio 2026
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Tenuto conto dell'avviso positivo dei produttori, specie romandi e ticinesi, in futuro dovrebbe essere possibile costituire scorte di vini DOC per compensare le fluttuazioni dei raccolti dovute a condizioni meteorologiche. È quanto prevede un progetto di legge adottato definitivamente - 14 voti a 7 e 2 astensioni - dalla Commissione dell'economia e tributi del Consiglio nazionale (CET-N) che verrà trattato dal plenum probabilmente il prossimo marzo, dopo che il Consiglio federale avrà espresso il suo parere.

Il progetto è frutto di un'iniziativa della stessa CET-N, rammenta una nota odierna dei servizi parlamentari, che risponde soprattutto ai desideri dei coltivatori della Svizzera francese e del Ticino.

Nella su presa di posizione del 25 aprile scorso, la maggioranza della commissione difendeva l'iniziativa sostenendo che la vendemmia varia notevolmente da un anno all'altro a causa del meteo. La costituzione di una cosiddetta "riserva climatica" dovrebbe garantire volumi sufficienti di vini DOC svizzeri negli anni di scarsa produzione.

L'iniziativa parlamentare "Introduzione di una riserva climatica per i vini svizzeri", prevede che la legge sull'agricoltura venga modificata affinché i Cantoni possano avere la facoltà di emanare regolamenti per la costituzione e lo sblocco di scorte di vini DOC. I vinificatori dovrebbero poter vinificare e immagazzinare sotto forma di scorte di vini una quota di uve raccolte al di là della resa massima stabilita dai Cantoni, ma inferiore ai limiti massimi stabiliti dal Consiglio federale. Queste scorte potrebbero essere commercializzate solo quando la situazione del mercato lo richiede. La partecipazione a questo sistema sarebbe volontaria, sia per i Cantoni che per i produttori.

In parlamento, spiega la nota dei servizi parlamentari, una minoranza della CET-N proporrà di non entrare in materia poiché teme che l'introduzione di una riserva possa determinare una sovrapproduzione e spingere al ribasso i prezzi, mettendo in difficoltà soprattutto i piccoli produttori.