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14.04.2022 - 19:14
Aggiornamento: 19:31

Magistratura, ‘risultato lusinghiero, ma permangono criticità’

Le autorità giudiziarie ticinesi nel 2021 hanno evaso ‘ben 47’745 incarti’. Il rapporto sul loro operato segnala ancora la necessità di nuove risorse

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Ti-Press

I dati raccolti indicano, "ancora una volta", che l’amministrazione della giustizia nel nostro Cantone "è riuscita a far fronte nel suo complesso" al funzionamento di quest’ultima. Permangono però alcune situazioni, "anche critiche", che richiedono "interventi sia a breve scadenza, sia in prospettiva". È quanto valuta il Consiglio della magistratura (Cdm) nel suo rapporto annuale relativo al 2021, riprendendo sostanzialmente le parole dell’anno precedente. Come già sottolineato in passato, premette il Cdm, "il lavoro del magistrato non può venire concepito, né quindi valutato correttamente, in un’ottica meramente produttiva". Sbaglia "chi cade nella tentazione di valutare l’operato dei magistrati unicamente in funzione del numero di incarti chiusi", questo perché la loro prima preoccupazione deve essere "quella di rendere una giustizia ‘giusta’ e non quella di concludere l’anno con un risultato d’esercizio quantitativamente positivo". Tuttavia, con l’evasione di "ben 47’745 incarti" (erano 47’379 nel 2020), anche dal profilo dei numeri "la magistratura ticinese nel suo insieme presenta un risultato di nuovo lusinghiero", scrive il suo organo di vigilanza.

Ma veniamo ai punti dolenti. A rimanere "critica" è la situazione logistica generale della giustizia ticinese, perché "nel complesso inadatta alle necessità di spazio, di sicurezza, di tecnica e d’immagine". Preoccupano in particolare i tempi per l’esame della richiesta di credito del Consiglio di Stato relativa al Palazzo di giustizia di Lugano, che potrebbe "non solo far lievitare di non poco la fattura finale dei costi complessivi di realizzazione, ma anche generare malfunzionamenti e disservizi a livello generale in tutta la magistratura cantonale".


Pretura penale, ‘serve almeno un magistrato in più’

Per quanto concerne le situazioni puntuali in cui si riscontrano maggiori difficoltà, ad aprire l’elenco stilato nel rapporto è quella relativa alla Pretura penale. Per il quinto anno consecutivo – riporta il Cdm – la situazione delle pendenze a fine periodo "non è adeguata alla luce del principio di celerità che informa la procedura penale". Entrando nei dettagli, nel 2021 la Pretura penale ha visto contrarsi l’afflusso di nuove entrate, che hanno raggiunto quota 783 unità, mentre gli incarti chiusi sono stati 927. La diminuzione, importante delle entrate (-206) e lieve delle uscite (-38) rispetto all’anno precedente, si riflette in una consistente diminuzione (-144) "contingente" delle "ancora rilevanti giacenze, che si assestano a ben 687 unità". Nel settore dei decreti pretorili si conferma dunque "una situazione che presenta criticità di carattere strutturale, ritenuto che il carico di lavoro raggiunge livelli ben superiori (sostanzialmente un +30%) rispetto alle previsioni fatte al momento dell’istituzione di questo ufficio giudiziario (quanto a carico di lavoro e profilo di prestazione nel complesso)". Per questo motivo il Consiglio della magistratura ritiene che si debba giungere "in tempi brevi all’allineamento della competenza sanzionatoria della Pretura penale a quella prevista dalla procedura del decreto d’accusa del nuovo Codice di procedura penale svizzero, con contestuale potenziamento della Pretura penale nell’ordine di almeno un magistrato a tempo pieno, così da tenere conto anche del gravoso carico di lavoro (e di arretrati) cui è sottoposta già da anni".

Ministero pubblico ‘difficile da riorientare verso acque meno agitate’

Resta "preoccupante" dal profilo dei dati anche la situazione del Ministero pubblico, nonostante l’elevato numero di incarti evasi. Le cifre del 2021 mostrano infatti che la Procura ha aperto 12’880 nuovi incarti, a conferma dell’importante carico di lavoro "che da anni grava sul Ministero pubblico" (media degli anni precedenti dal 2005: 11’722 entrate). Le pratiche evase hanno raggiunto quota 11’891 che – si legge nella relazione del Ministero pubblico – sono "il miglior risultato di sempre" se si fa eccezione dell’anno pandemico 2020. Il Cdm ricorda che il recente potenziamento (due magistrati inquirenti in più), deciso da governo e Gran Consiglio, non è arrivato nell’anno in rassegna. E osserva che, dal profilo strutturale, "l’anno pandemico non ha modificato i parametri della situazione. Il solco scavato negli anni precedenti dalla mancata produttività a causa di insufficienti risorse, rende sempre più difficile riorientare la rotta del Ministero pubblico verso acque meno agitate".


Tribunale penale cantonale, ‘il consolidamento a 5 giudici comincia a dare i suoi frutti’

Per il settimo anno di fila il Tribunale penale cantonale è stato confrontato con un carico di lavoro notevolmente aumentato. Con riguardo all’attività delle Corti delle Assise criminali e correzionali, il Tribunale penale cantonale nel 2021 ha aperto 265 nuovi incarti. Cifra che, "se da un lato è da considerarsi ancora di natura contingente" a causa degli effetti della situazione pandemica, d’altro canto "resta chiaramente superiore alla media (198 entrate) con gli anni precedenti (dal 2004)". Rimangono superiori alla media calcolata sul medesimo periodo (200) anche gli incarti complessivamente chiusi, che hanno raggiunto ben 317 unità. Questa situazione si ripercuote in un’importante diminuzione delle giacenze (-52) rispetto all’anno precedente, che si assestano a 158 unità. "Nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, che non hanno facilitato l’attività a livello processuale e operativo penale – valuta il Consiglio della magistratura –, il consolidamento a cinque giudici comincia a dare i suoi buoni frutti". Per il futuro però occorrerà tenere conto anche degli effetti dei potenziamenti in seno al Ministero pubblico, per cui il Consiglio della magistratura avverte: "Senza adeguate compensazioni sull’intera catena penale, essi porterebbero a un nuovo squilibrio, dettato da un aumentato carico di lavoro, sia a livello del Tribunale penale cantonale, sia di riflesso anche della Corte di appello e di revisione penale".

Tribunale cantonale amministrativo, ritardo di 1 anno e 5 mesi di lavoro

Dalla giustizia penale a quella amministrativa. Problemi perdurano anche sul fronte del Tribunale cantonale amministrativo che ha riportato al 2022 ben 989 incarti. La situazione, "anche se migliorata rispetto all’anno passato – nel 2021 si riscontra una diminuzione (-116) degli incarti aperti, che si sono assestati a quota 573 – continua a essere molto preoccupante, poiché le pendenze rappresentano ben il 173% delle entrate e il 141% degli incarti chiusi, che equivalgono ancora a circa un anno e cinque mesi di lavoro" (nel 2020 un anno e otto mesi). Il Tribunale resta chiamato a "perseverare nel concretare lo sforzo per contenere, se non invertire, questa tendenza all’aumento delle pendenze, partendo dagli incarti più datati, in particolare dall’evasione sui ricorsi riguardanti la questione dei rustici".


Forte aumento, rispetto alla media, dei procedimenti aperti nei confronti di minorenni

Sul fronte degli altri uffici giudiziari le cose vanno meglio, come ad esempio per la Magistratura dei minorenni con i dati che sono indice di una "buona situazione e gestibilità". Nel 2021 ha aperto 1’119 nuovi incarti, in linea con i tre anni precedenti, ma stando alla relazione della Magistratura dei minorenni tale valore "si discosta ampiamente" dalla media annuale per il periodo 2010-2021 che è di 996 procedimenti penali aperti. Entrando nel merito di tale relazione, si riscontra che la criminalità minorile continua a essere caratterizzata principalmente dai reati puniti dal Codice penale (33%), dalla Legge sulla circolazione stradale (18%) e dalla Legge federale sugli stupefacenti (20%). Per quanto attiene ai reati contro l’integrità personale si constata "purtroppo" una situazione di leggero aumento rispetto all’anno precedente (127 decisioni nell’anno in rassegna rispetto alla media 2010-2021 di 58). Diciotto sono state le carcerazioni preventive ordinate (che avvengono presso il carcere giudiziario La Farera a Cadro). Nel 2021 sono state fatte eseguire tre condanne a pene di privazione della libertà per cui si è fatto capo alla struttura carceraria concordataria per minorenni che si trova nel Canton Vaud.

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