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Ti-Press
Ticino
16.09.2021 - 20:010
Aggiornamento : 20:18

Sulle proposte del Ps, Dadò e Speziali: ‘Sì al confronto, però...’

I presidenti di Ppd e Plr reagiscono al Piano di rilancio presentato oggi dai socialisti tra volontà di discutere e qualche puntino sulle i

«Innanzitutto bisogna dare atto al Ps dell’impegno e del lavoro che, condivisibile o meno, è un punto di partenza», afferma il presidente del Ppd Fiorenzo Dadò riguardo al Piano di rilancio proposto oggi dai socialisti. Detto questo, «buona parte dei temi elencati sono urgenti anche per noi anche se contraddistinti da un approccio e una visione a volte lontani da quelli che può avere un partito di centro come il nostro». Interessante, per Dadò, «è la questione degli assegni famigliari, il fondo per la transizione energetica già proposto anche dal Ppd o il sostegno ai disoccupati over50 su cui collaboreremo con i socialisti». L’aspetto meno convincente, per contro, «è la proposta di finanziare questi interventi solo con un aumento della pressione fiscale di 210 milioni l’anno, che colpirebbe per la maggior parte proprio il ceto medio che noi invece vogliamo aiutare». Insomma, «i socialisti dovranno in un qualche modo adeguarsi. Se l’approccio non sarà dogmatico ma realistico, dopo si potrà vedere tutto e discutere apertamente».

Per il presidente del Plr Alessandro Speziali «è sempre un bene confrontarsi, ed ero molto curioso di cosa avrebbero proposto. Evidentemente hanno chiarito di avere una visione del Paese spiccatamente socialista e statale». Ma l’invito a dibattere è accolto: «Sirica e Riget ci riservino molte sedie, perché parteciperemo molto volentieri. Su formazione continua e digitalizzazione, ad esempio, sono anni che noi liberali diciamo che occorre mettere l’accento». Meno entusiasmo, invece, è dedicato «a una inclusività a più livelli che richiede una persistente presenza dello Stato affinché l’economia renda. È chiaro che, davanti a questa offensiva statale, la nostra offensiva liberale prende ancora più corpo. Dovremo essere all’altezza dei ruoli per portare un’offensiva ticinese». Anche se, continua Speziali, «siamo davanti a un Piano delle imposte, se pensiamo solo alla questione dell’aumento delle stime. In Ticino ci sono moltissimi cittadini normali che sono proprietari».

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