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Il rischio di indebitarsi è alto (Ti-Press)
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21.11.2020 - 05:500

Il governo vuole vietare i piccoli tornei di poker

Per lo psicologo Dario Gennari si tratta di una 'misura adeguata', visto che in questo tipo di gioco d'azzardo 'si tende a sottostimare i rischi'

Un “divieto sul suolo cantonale di organizzare piccoli tornei di poker e scommesse sportive locali”. È quanto prevede il messaggio governativo concernente l'adeguamento della legislazione cantonale dopo l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2019, della nuova legge federale sui giochi in denaro (Lgd). Una misura che «si giustifica», secondo Dario Gennari, membro di comitato del Gruppo azzardo Ticino-Prevenzione: si tratta infatti di casi nei quali «si tende a sottostimare i pericoli» con il rischio di poi «perdere il controllo, entrando in una spirale negativa dalle quale è molto difficile uscire», sottolinea a ‘laRegione’ lo psicologo dello studio medico Rete Operativa.

La Lgd è stata approvata in votazione popolare nel giugno del 2018. La nuova legge disciplina, fra l'altro, “l’adattamento delle legislazioni cantonali e degli accordi intercantonali in materia di giochi in denaro”, si legge in un comunicato. Approfittando del “margine di manovra concesso ai Cantoni”, uno “specifico Gruppo di lavoro” ha così elaborato un progetto di legge che prevede di vietare piccoli tornei di poker e scommesse sportive locali. Il governo ritiene infatti “che una loro ammissione comporterebbe più svantaggi che vantaggi, in particolar modo a livello sociale”. Il Ticino si spingerebbe quindi più in là rispetto alla legge federale che, invece, permette ancora a certe condizioni di organizzare piccoli tornei di poker. La revisione della normativa prevede anche “l’introduzione, a determinate condizioni, dell’esenzione dell’obbligo di richiedere un’autorizzazione per l’organizzazione di piccole lotterie qualora esse siano proposte direttamente da associazioni a carattere locale (sportive, culturali, religiose, ecc.)”.

Situazioni che sembrano inoffensive ma che possono essere problematiche

Sia online, sia nei piccoli tornei di poker «vengono spesso effettuate delle cosiddette micro-puntate», afferma Gennari. «E questo porta le persone a non essere veramente consapevoli che stanno giocando d’azzardo: vi è la percezione che i rischi sono bassi. Il problema è che le micro-puntate si sommano e si può arrivare a situazioni nelle quali si perdono grosse somme di denaro». Ciò «non accade solo quando vi è una vera e propria dipendenza dal gioco, già in una fase precedente si può perdere il controllo e sviluppare il cosiddetto ‘pensiero magico’ di riuscire a ottenere una grande vincita che coprirà tutta la situazione debitoria». Insomma, «anche se i divieti sono antipatici», si tratta di «una misura adeguata» che va a colpire «situazioni che sembrano inoffensive, ma che in verità potenzialmente possono provocare problemi molto importanti».

In periodi di difficoltà alcune persone potrebbero però percepire un piccolo torneo di poker come una distrazione positiva. Il problema è che non si tratta di un gioco qualsiasi: «Queste attività possono in effetti generare un giovamento iniziale, ma se si sottostima il rischio possono anche essere parecchio pericolose», precisa Gennari. «In situazioni nelle quali a livello psichico e sociale siamo molto sotto pressione, vi sono persone che cercano di alleviare le loro sofferenze giocando d'azzardo o anche, ad esempio, consumando alcol». Finché non si eccede, ciò non diventa per forza un problema, ma cercare di distrarsi o stare meglio «con qualcosa che è potenzialmente pericoloso, è perlomeno rischioso». Inoltre, in questo momento ci troviamo nel bel mezzo di una pandemia: «Siamo in una situazione economicamente difficile, che può anche protrarsi e peggiorare. Il gioco d’azzardo potrebbe per molti sembrare una via d’uscita, ma ovviamente non lo è».

Col lockdown più attività online

Con la pandemia sono quindi anche aumentati i problemi legati al gioco d'azzardo? «Non ci sono dati precisi, ma durante il lockdown è in particolare cresciuta l’attività online», rileva Gennari. «Un dato di fatto è che i casinò virtuali durante la prima ondata hanno fatto molta più pubblicità rispetto al passato. Ne deduciamo quindi che si tratta per loro di un mercato molto allettante. E questo è un segnale che ci fa pensare che il gioco d’azzardo sia aumentato in questo periodo, in particolare online».

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