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In Ticino ‘i salari più bassi’ (Ti-Press)
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28.09.2020 - 18:300
Aggiornamento : 19:55

I Verdi: 'È ora dello statuto speciale per il Ticino'

Permetterebbe di mettere in atto ‘contromisure specifiche alle conseguenze negative’ della libera circolazione sul mercato del lavoro ticinese

Per “salvaguardare in maniera efficiente“ il mercato del lavoro, il Gran Consiglio dovrebbe “finalmente” evadere l'iniziativa dei Verdi depositata l'anno scorso che chiede per il Ticino “il riconoscimento come ‘Cantone a statuto speciale’”. Stando al partito ecologista, il sì di ieri della maggioranza dei ticinesi (53,1%, contro il 61,7% di no a livello nazionale) all'iniziativa Udc che voleva abolire la libera circolazione delle persone mostra che vi è “la necessità di intervenire urgentemente e in maniera risolutiva per tutelare le condizioni lavorative del nostro cantone”, si legge in un comunicato odierno.

Anche se “disdire gli accordi bilaterali e colpevolizzare migranti e frontalieri con campagne denigratorie è chiaramente dannoso per il Cantone oltre che assolutamente inefficace”, per i Verdi “ignorare il problema sarebbe però altrettanto miope”. Insomma, “gli accordi di libera circolazione” hanno anche delle “conseguenze negative” sul mercato del lavoro ticinese. È quindi necessario “un disciplinamento che fornisca al Ticino gli strumenti istituzionali necessari” per regolamentarlo e “che ponga un freno alla precarietà dilagante, causa di povertà e marginalizzazione sociale”. Concretamente, il partito ecologista chiede “maggiori competenze cantonali in materia di diritto del lavoro, ad esempio attraverso la possibilità di fissare salari minimi economici (e non sociali), il rafforzamento dei contratti collettivi, maggiori controlli delle condizioni contrattuali o lotta attiva agli abusi”.  Ma Come esattamente? Con un'iniziativa cantonale che chiede “alla Confederazione di occuparsi urgentemente della questione attraverso l’istituzione di uno statuto speciale per il Canton Ticino e per altre zone di frontiera con problematiche analoghe”. Un'iniziativa che è stata presentata nel settembre del 2019, ma che attualmente è ancora pendente al parlamento cantonale: “Come mai il Gran Consiglio, la sua commissione Economia e Lavoro e i suoi membri non hanno interesse ad accelerare la procedura?”, si chiedono i Verdi. Infatti, “i tempi sono maturi e il Ticino ha espresso chiaramente il suo disagio con il voto in controtendenza di domenica”.

L'iniziativa: in Ticino vigono ‘condizioni di impiego per nulla dignitose’

Nel testo dell'iniziativa vine denunciato il fatto che “le condizioni di lavoro per le salariate e i salariati ticinesi sono diventate talmente precarie rispetto al resto della Svizzera che stanno spingendo fasce sempre più ampie della popolazione ai margini della società”. I Verdi si riferiscono ad esempio ai “livelli salariali più bassi“ presenti in Ticino rispetto a tutta la Confederazione o alla “percentuale di impieghi a basso salario” che è “il doppio” della media svizzera. Anche il tasso di sottoccupazione in Ticino raggiunge i livelli più alti ed è “pericolosamente in crescita”. “Al contempo, il lavoro interinale sta esplodendo”, si legge nel testo. “Oltretutto, il Ticino è il Cantone nel quale vengono registrati i maggiori abusi sui luoghi di lavoro“. Cantone dal quale arriva “il 29% delle sanzioni per violazioni delle misure di accompagnamento emesse in tutta la Svizzera”. A ciò va poi aggiunto che il “tasso di povertà è oramai al 15,7%“, mentre il tasso di rischio di povertà si situa addirittura oltre il 31%. Insomma, “il Ticino ormai è una specie di zona franca nel panorama nazionale dove vigono condizioni di impiego per nulla dignitose e al contempo sconosciute al resto del Paese”. 

Nel testo viene poi ricordato che la richiesta di uno statuto speciale per il Ticino – che permetterebbe di mettere in atto “efficaci contromisure specifiche alle conseguenze negative degli accordi di libera circolazione e agli accordi bilaterali sul mercato del lavoro” – era già stata presentata nel 2009. Dopo essere in seguito stata approvata dal Gran Consiglio è però stata “bocciata dall'assemblea federale nel 2015. Visto l’ulteriore peggioramento del mercato del lavoro in questi 10 anni”, stando ai Verdi, un'iniziativa cantonale in questo senso “è però più che mai necessaria e va quindi riproposta”. Una richiesta sostenuta anche dal ForumAlternativo.

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