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Permesse solo le risottate (Ti-Press)
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24.09.2020 - 20:26
Aggiornamento : 21:57

Carnevali 2021, l'obiettivo era 'fare chiarezza'

Luca Filippini (gruppo di lavoro ‘Grandi manifestazioni’): 'Così si evitano spese inutili'. I Carnevali principali sono soddisfatti della decisione

Nessun corteo, nessuna musica nelle tendine e nessuna folla che balla per le strade. Il Carnevale, come lo conosciamo, nel 2021 non si terrà. Il Consiglio di Stato ha infatti deciso che saranno permesse solo le classiche risottate e solo a determinate condizioni. Ovvero, bisognerà tener conto delle restrizioni imposte dalle autorità per limitare la diffusione del coronavirus. L’obiettivo era quello «di fare chiarezza, evitando così spese inutili a organizzatori, carristi e così via», precisa a ‘laRegione’ Luca Filippini, responsabile del gruppo di lavoro istituito dal Cantone ‘Grandi manifestazioni’. 

Oggi i responsabili dei grandi Carnevali ticinesi (Bellinzona, Chiasso, Biasca, Tesserete e Locarno) e il Gruppo ‘Grandi eventi’ si sono incontrati per approfondire “le criticità che una grande aggregazione di persone porta con sé in un contesto sanitario delicato”, si legge in un comunicato odierno. «Al momento non riteniamo realistica l’organizzazione, ad esempio, di un grande corteo come quello del Rabadan o di Nebbiopoli o di una città del Carnevale», precisa Filippini. Sarebbe infatti, «molto difficile mantenere le distanze sociali o garantire il tracciamento dei contatti». Tuttavia, «se la situazione rimarrà invariata (già oggi sono permesse certe manifestazioni, certi assembramenti e certi ritrovi) non vediamo perché qualcuno in maschera non possa sedersi a un tavolo e mangiare un risotto durante una festa di paese. L'importante è che vengano rispettate le regole vigenti». Alla luce di queste riflessioni il Consiglio di Stato ha quindi deciso non di annullare, ma di “limitare i festeggiamenti in tutto il Cantone in occasione del Carnevale 2021”: saranno infatti permessi solo “eventi gastronomici”. Bisognerà però rispettare le normative delle autorità e le regole del settore gastronomico, legate alla pandemia (clienti seduti, personale con la mascherina, disposizioni per il tracciamento, ecc.). Ovviamente la premessa è che la situazione epidemiologica non peggiori, generando un inasprimento delle restrizioni.

Rabadan e Re Naregna stanno valutando

Al Rabadan di Bellinzona non è escluso che, nel rispetto delle normative, vi possa essere qualcosa di più piccolo e puntuale per segnare la tradizione, racconta il presidente del comitato Flavio Petraglio alla ‘Regione’. «Stiamo mettendo sul tavolo alcune idee», aggiunge spiegando che c’è ancora tempo per l’organizzazione. Petraglio mostra poi preoccupazione per l’idea ipotizzata da alcuni esercizi pubblici di organizzare bagordi carnascialeschi privati. «Senza un concetto chiaro di sicurezza pubblica e sanitaria, potrebbe diventare un problema. Perciò sarà importante coinvolgere l’autorità comunale». A questo proposito Filippini, sottolinea che bar e ristoranti «già oggi possono organizzare una festa, rispettando le misure attualmente in vigore. Se la situazione non cambierà, anche per il periodo di Carnevale varranno le stesse condizioni. Per manifestazioni sopra le mille persone sarà il nostro gruppo che dovrà concedere l'autorizzazione. Al di sotto di questa soglia sarà il Comune di riferimento che dovrà decidere se concedere un’eventuale deroga relativa all’orario di chiusura o all’utilizzo del suolo pubblico».

Anche per il Carnevale Re Naregna di Biasca è ancora prematuro sapere se e come organizzare appuntamenti gastronomici, conferma il presidente Gabriele Cirio. «Tutto dipende da come evolveranno le norme sanitarie, allo stato attuale applicarle risulta davvero complesso», sottolinea spiegando di ritenere corretta la decisione presa a livello cantonale.

Nebiopoli: 'Giusto fare chiarezza'

«Finalmente abbiamo una decisione chiara a che va in una sola direzione», commenta da parte sua Alessandro Gazzani presidente del Carnevale Nebiopoli di Chiasso. «Una decisione che arriva con molto anticipo ma è stato giusto fare chiarezza e lasciare una porta aperta verso la parte gastronomica. Una limitazione che è stato giusto imporre anche agli eventi più piccoli». L'auspicio di Gazzani è che la politica si attivi verso Moesano e Grigioni italiano. «Fino a San Bernardino ci sono tantissimi carnevali. Sarebbe inutile avere preso questa decisione se a pochi chilometri da noi il Carnevale verrà festeggiato». Infatti, nei prossimi giorni il Consiglio di Stato prenderà contatto con il governo retico, «affinché anche le zone limitrofe con il Ticino si allineino alle disposizioni del nostro cantone», rileva Filippini. Da noi contattato, Simone Giudicetti, presidente del Carnevale di Roveredo La Lingera ha indicato che una decisione formale sul da farsi sarà presa nel corso del mese di ottobre.

Un anno sabbatico a Tesserete

Dal canto, suo, Livio Mazzuchelli, presidente del comitato del Carnevale di Tesserete, conferma la decisione adottata in luglio: «Noi rinunciamo, faremo un anno sabbatico. Non possiamo permettercelo dopo l'annullamento dell'edizione scorsa per la quale abbiamo subito una perdita di 145'000 franchi (tre quarti delle nostre riserve)». Fabio Schnellmann, coordinatotore del Carnevale di Lugano invece dice che «un mese fa abbiamo deciso di rinunciare a tutto, ora rivaluteremo la questione. In fondo la risottata si potrebbe organizzare con tutte le precauzioni necessarie».

Stranociada: 'Contenti e sollevati'

«Sono molto contento e sollevato della decisione del Consiglio di Stato di tenere aperta la porta ai Carnevali», dichiara Lorenzo Manfredi, presidente di Locarnaval, l'associazione che organizza la Stranociada. «Temevamo che si prendesse la soluzione più facile: chiudere tutto per evitare i problemi. Dal canto nostro, stiamo facendo le nostre riflessioni, una risposta concreta su cosa si farà tuttavia si potrà dare solo a inizio 2021», afferma e aggiunge: «Un'idea, molto embrionale, su cui stiamo lavorando è portare la risottata in Piazza Grande».

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