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08.09.2020 - 15:25
Aggiornamento: 16:33

Permessi respinti, 'l'ingerenza della politica'

Matteo Quadranti a nome del Prl interpella il governo sull'indipendenza del Servizio ricorsi del Consiglio di Stato

permessi-respinti-l-ingerenza-della-politica
Norman Gobbi, direttore del Dipartimento istituzioni (Ti-Press)

"Le recenti affermazioni del Consigliere di Stato Norman Gobbi alla trasmissione Rsi Falò del 3 settembre 2020 hanno portato alla luce, da un lato, procedure quanto meno discutibili per quanto riguarda il rilascio di permessi di dimora e soggiorno sul piano cantonale e, dall’altro, un’ingerenza politica nei confronti del Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato". Così Matteo Quadranti che a nome del gruppo Plr in Gran Consiglio ha presentato un'interpellanza. "Da un punto di vista generale, riemerge con evidenza la cultura del sospetto che impregna il Dipartimento delle istituzioni, che promuove una politica dei permessi che va ben oltre la sacrosanta ed efficiente tutela dell’ordine pubblico", si legge nell'atto parlamentare. "Non di raro - si continua -, infatti, le procedure si dilatano e si complicano anche per stranieri che da anni lavorano sul nostro territorio o che sono cittadini di paesi esteri molto interessanti dal punto di vista professionale o fiscale". Ciò che preoccupa, inoltre, è un secondo aspetto molto delicato e "che concerne il rapporto tra poteri e funzioni dello Stato, nonché la fiducia nelle istituzioni". "Il cittadino si aspetta che il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato - spesso impegnato con problematiche delicate - sia un’istanza completamente indipendente. Alla luce di quanto emerso dalle dichiarazioni del direttore del Dipartimento delle istituzioni, invece, questo Servizio avrebbe ricevuto indicazioni da parte del Governo sulle prassi da seguire in caso di ricorso nell’ambito del rilascio dei permessi, malgrado questa sia stata più volte severamente criticata dal Tram". "Inoltre, sempre il Consigliere di Stato Gobbi si premura di ripetere che le decisioni prese non sono “illegali”, quando invece il Tram annulla solo le decisioni contrarie alla legge (cfr. LPAmm). È quindi non solo inopportuno, ma anche errato, affermare che le decisioni annullate dal Tram non siano contrarie alla legge", si legge ancora nella motivazione dell'interpellanza del Plr.

Per questo motivo si chiede al Consiglio di Stato:

  • "Il governo condivide e conferma le affermazioni del Consigliere di Stato Gobbi rilasciate alla trasmissione Falò del 3 settembre scorso?"
  • "Vi sono indicazioni politiche date al Servizio dei ricorsi anche in altri ambiti sensibili per il cittadino (edilizia, appalti, eccetera)?"
  • "Nel caso si confermassero le istruzioni – suggerite o impartite – al Servizio dei ricorsi, non si ritiene che si scalfisca la fiducia del cittadino nei confronti di una via ricorsuale amministrativa che può essere condizionata dalla politica (e che comporta costi di tasse e spese oltre che patrocinio)?"
  • "Circa le ispezioni personali e domiciliari degli stranieri investigati, il Governo si è posto la questione della legalità delle stesse e dei costi da esse generate? Non ritiene il Governo che siano più tutelati ipotetici autori di reati penali - per cui le perquisizioni e gli ascolti o videosorveglianze richiedono decisioni autorizzative e preventive di magistrati - che non persone senza ancora alcun indizio di reato, infrazione o contravvenzione?"
  • "Il Dipartimento delle istituzioni ha ricevuto segnalazioni – da parte di fiduciari, Comuni o altri attori – in merito a difficoltà e lungaggini per ottenere permessi per cittadini stranieri al di sopra di ogni sospetto e interessanti da accogliere sul nostro territorio?"
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