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20.04.2020 - 23:14

Inquinamento luminoso, una rete di monitoraggio

Il Consiglio di Stato: molto si sta facendo, ma ci sono puntuali situazioni ancora insoddisfacenti

inquinamento-luminoso-una-rete-di-monitoraggio
Nel 2010 è stata creata una rete di rilevamento (Ti-Press)

Nel 2010 è stata creata una rete di rilevamento "che consente di misurare in continuo la brillanza del cielo notturno": una rete di monitoraggio che attualmente annovera "13 stazioni di misura" distribuite su tutto il territorio ticinese: le informazioni sono disponibili su internet e mostrano "come in alcuni punti del cantone l'inquinamento luminoso prodotto in loco sia comunque predominante". Le emissioni luminose prodotte dai centri urbani ticinesi "hanno un impatto nel raggio di circa 20-30 chilometri e nemmeno i luoghi più discosti del cantone presentano un cielo imperturbato". È quanto afferma il Consiglio di Stato rispondendo a un'interrogazione di Sara Imelli per il gruppo Ppd e Generazione giovani sulla situazione in Ticino dell'inquinamento provocato da luci artificiali.

"A scopo preventivo - scrive il governo - si è cercato in questi anni di sensibilizzare la popolazione e chi opera nel settore illuminazione sull'adozione di alcuni semplici accorgimenti tecnici volti a limitare l'illuminazione artificiale degli ambienti esterni". Sul sito internet del Cantone "sono indicate alcune raccomandazioni e buone pratiche da seguire per cercare di ridurre nella misura massima possibile l'inquinamento luminoso".  Da parte sua, prosegue il Consiglio di Stato, "il Cantone, nell'ambito delle procedure edilizie e dei progetti stradali, fa in modo che tutti i servizi cantonali interessati alla tematica legata all'inquinamento luminoso siano consultati". Per cui nell'avviso cantonale "vengono imposte tutte le necessarie condizioni atte a limitare preventivamente questo tipo di inquinamento".  Per le installazioni cantonali, osserva sempre il governo, "parecchio è già stato fatto, ma puntualmente vi sono  anche delle situazioni insoddisfacenti, per le quali si dovrà ancora intervenire". In particolare l'Esecutivo segnala "l'utilizzo sempre più diffuso di lampade Led calde in sostituzione delle luci a vapori di sodio meno efficienti in termini energetici e più impattanti per l'inquinamento luminoso".

Contro lo smog luminoso si può, si deve fare di più.  Dall'aprile 2014, ricorda il Consiglio di Stato, è in vigore il regolamento del Fondo per le energie rinnovabili (Fer), che prevede un prelievo di 1 cts/kWh sul consumo di elettricità nel nostro cantone, a favore delle attività comunali: "Il riversamento di questa parte del fondo ai Comuni è vincolato all'impiego in attività in ambito energetico da parte dei Comuni stessi". Tra le attività ammesse vi sono gli interventi sulle proprie infrastrutture esistenti al fine di aggiornarle allo stato della tecnica. I Comuni, evidenzia il governo, "hanno dunque la facoltà di impiegare parte del fondo Fer a loro disposizione per sostituire l'illuminazione pubblica esistente con tecnologia Led". Va pur detto che dall'entrata in vigore delle linee guida cantonali contro l'inquinamento luminoso "sempre più Comuni in Ticino si sono dotati di specifiche disposizioni, volte a fissare delle regole per armonizzare l'illuminazione  esterna, sia essa pubblica o privata,  limitando l'inquinamento luminoso". In questo modo, prosegue il Consiglio di Stato, le autorità comunali hanno la facoltà di tradurre in norme di attuazione dei piani regolatori i principi contenuti nelle raccomandazioni federali e nelle linee guida cantonali. "Negli ultimi dieci anni una ventina di Comuni ha emanato nuovi regolamenti comunali e ha predisposto dei piani di illuminazione pubblica - indica il governo -. Altri Comuni inoltre sono in procinto di emanare nuovi regolamenti in materia". 

Rispondendo a uno dei quesiti posti dall'atto parlamentare, il governo sostiene inoltre che "finora non è stato possibile effettuare un censimento delle installazioni sovradimensionate e/o superflue presenti sul territorio cantonale". Manca, ricorda il Consiglio di Stato, "una specifica base legale che fissi dei valori limite vincolanti e permetta da un lato di stabilire se vi siano installazioni che possano essere considerate sovradimensionate  e/o superflue, e dall'altro di proporre provvedimenti concreti di limitazione  dell'inquinamento luminoso". Occorre però tener presente, aggiunge il governo, come già ora, sulla base delle raccomandazioni e delle linee guida attualmente in vigore, si riesca comunque a intervenire caso per caso, facendo in modo che le installazioni rispettino le direttive in vigore"  

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